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RINGRAZIATE TRUMP: LA NUOVA CRISI ENERGETICA È SERVITA! – IL PREZZO DEL GAS SFONDA LA SOGLIA DEI 60 EURO AL MEGAWATTORA, AI MASSIMI DA AGOSTO 2022. UN BALZO DOVUTO ALL'INCERTEZZA SULLA DURATA DEL BLOCCO DELLE ESPORTAZIONI DAL PIÙ GRANDE IMPIANTO DI GNL AL MONDO IN QATAR – CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ IMPOSTO DAI PASDARAN IRANIANI, I COSTI PER IL TRASPORTO MARITTIMO DEL PETROLIO SONO GIÀ RADDOPPIATI – E IL PREZZO DEL GREGGIO RISCHIA DI RAGGIUNGERE PRESTO I 100 DOLLARI AL BARILE…

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IL GAS SFONDA LA SOGLIA DEI 60 EURO, AI MASSIMI DAL 2022

prezzo gas 1

(ANSA) - MILANO, 03 MAR - Il prezzo del gas  sfonda la soglia dei 60 euro al megawattora, ai massimi da agosto del 2022. Un balzo, secondo gli analisti, dovuto all'incertezza sulla durata del blocco delle esportazioni dal più grande impianto di Gnl al mondo in Qatar ed il suo impatto sulle forniture mondiali.

 

Questo mentre la Cina, numero uno mondiale delle importazioni di gas naturale liquefatto fa pressioni per farlo ripartire e per riaprire lo stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 41% a 63,49 euro al megawattora.

 

STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO: NOLI PETROLIFERI AI MASSIMI STORICI

STRETTO DI HORMUZ

(Teleborsa) - I costi per il trasporto marittimo di energia nel Medio Oriente hanno raggiunto livelli record. L'intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con Teheran che ha iniziato a colpire le navi in transito nello Stretto di Hormuz, ha spinto i noli delle superpetroliere verso massimi storici mai registrati prima. 

 

Il tasso di nolo di riferimento per le superpetroliere VLCC sulla rotta verso la Cina è balzato lunedì al valore record di W419, traducendosi in un costo di 423.736 dollari al giorno. La tariffa è raddoppiata rispetto a venerdì scorso, aggravando una situazione già tesa.

 

il gas liquefatto nello stretto di hormuz

Un alto funzionario delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è chiuso e che l'Iran aprirà il fuoco su qualsiasi nave tenti il passaggio. Questa paralisi, unita alla chiusura precauzionale di molti impianti energetici in tutto il Medio Oriente, ha già causato un balzo del 10% del greggio Brent e un'impennata dei prezzi del gas naturale in Europa.

 

Anche il comparto del GNL è in forte sofferenza, con le tariffe giornaliere per le navi cisterna balzate di oltre il 40% lunedì a seguito dello stop della produzione in Qatar. I noli sulle rotte atlantiche sono saliti a 61.500 dollari al giorno, mentre quelli sul Pacifico hanno raggiunto i 41.000 dollari.

 

Gli analisti di Wood Mackenzie prevedono che i noli spot per il gas potrebbero superare i 100.000 dollari già questa settimana a causa della scarsa disponibilità di navi, dovuta anche agli arretrati accumulati per il maltempo a febbraio. Le ripercussioni logistiche si estendono ai porti strategici della regione: a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, le vendite di carburante per navi sono crollate a causa dell'interruzione delle forniture, spostando potenzialmente la domanda verso Singapore.

 

PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN

Molti armatori hanno sospeso le operazioni a tempo indeterminato, rendendo estremamente difficile monitorare l'evoluzione dei prezzi nel Golfo. In questo scenario di incertezza, il governo della Corea del Sud ha invitato i propri trasportatori a evitare la regione, mentre colossi come Hyundai Glovis stanno già attivando piani di emergenza per rotte e porti alternativi.

raffineria di petrolio colpita da israele in iran