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IL PNRR HA DATO SOLO UNA SPINTARELLA ALLA CRESCITA – I 194 MILIARDI DEL RECOVERY PLAN AVREBBERO DOVUTO FAR DECOLLARE IL PIL DELL’ITALIA, CHE INVECE DAL 2021 È CRESCIUTO MENO DI TUTTI NELL’UE, ARRIVANDO A REGISTRARE IL SEGNO MENO NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2025 (-0,1%) – MA SENZA LA MAREA DI MILIARDI EUROPEI OGGI L’ITALIA SAREBBE IN RECESSIONE – IL GOVERNO NON HA SAPUTO AFFRONTARE I PROBLEMI STRUTTURALI DELL’ECONOMIA ITALIANA…

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Estratto dell’articolo di Sergio Rizzo per “MilanoFinanza”

 

PNRR

C’è un mistero, nei conti italiani. Il mistero si chiama Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dal mitico Pnrr, che dal 2021 al giugno 2026 avrebbe dovuto inondare la nostra economia con più di 194 miliardi, ci si aspettava legittimamente uno spintone alla crescita. Che però prima è diventato una spintarella e poi si è esaurito, praticamente del tutto.

 

Basta dire che nel secondo trimestre del 2025, dice l’Istat, il prodotto interno lordo è perfino diminuito. Una flessione contenuta, quantificata nello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Ma che ha ridimensionato allo 0,4% la crescita su base annua. […]

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giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

I numeri sono avvilenti. Dal 2001 al 2026, secondo i dati facilmente reperibili nella banca dati del Fondo Monetario Internazionale, il prodotto interno lordo pro capite a prezzi costanti sarebbe aumentato in Italia del 4,98% contro il 18,51% in Francia, il 2,28% in Spagna, il 23,35% in Germania, il 25,7% nei Paesi Bassi.

 

La crescita più bassa dell’area euro dunque, addirittura un quarto della Grecia (+20,21%) e la metà del Lussemburgo (+9,88%). [...]

 

 Il numero dei posti di lavoro è salito in Italia nello stesso periodo a un ritmo pari alla metà di quello dell’intera area euro: 9,7% contro 18,8%. Per non parlare di quanto invece accadeva nei periodo precedenti.

 

Pnrr Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

È come se nel 2001 ci fossimo di colpo arenati, senza più riuscire a tirarci fuori dalle secche. Nei vent’anni precedenti, dal 1980 alla fine dello scorso secolo, il pil pro capite reale degli italiani è cresciuto del 54,76%, dieci punti in più di Francia (44,99%) e Germania (44,42%). […]

 

Il rallentamento, del resto, è progressivo e inarrestabile anche a dispetto dei tanti soldi in circolazione. Il pil italiano è salito in termini reali appena dell’1% nel 2023, per cadere allo 0,7% nel 2024 e atterrare su qualche «zerovirgola» quest’anno.

 

Guardate invece la Spagna, che di problemi con il suo Pnrr da 70 miliardi ne ha forse più dell’Italia. Nel 2023 l’economia spagnola ha evidenziato un progresso del 3% e per quest’anno la crescita economica è proiettata al 2,6%.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

[…]  l’indice della produzione industriale italiana è crollato di quasi dieci punti dal 2021, anno di uscita dalla pandemia del Covid-19, registrando due anni e mezzo di cali mensili consecutivi. A riprova del fatto che nel Paese è in atto una desertificazione industriale strisciante.

 

C’è chi tira in ballo la faccenda dei dazi commerciali imposti fra tanti ondeggiamenti dal presidente statunitense Donald Trump. Ma la presidente del consiglio Giorgia Meloni li aveva considerati sopportabili e il suo vice Matteo Salvini si era spinto a giudicarli addirittura «un’occasione».

 

il video di giorgia meloni sul pnrr 2

In ogni caso la decelerazione dell’economia era già iniziata. A conferma del fatto che qualcosa decisamente non va.

 

I dati pubblicati sul sito Italia Domani sostengono che l’impatto economico del Pnrr in rapporto alla dotazione finanziaria, pur essendo in Italia un po’ inferiore a quello medio dell’Unione Europea, e molto inferiore rispetto a Francia e Germania, risulterebbe comunque superiore alla Spagna e ad altri Paesi. E siccome, sempre da quei dati, si ricava che l’impatto sarebbe positivo, si può dedurre che sono i fondamentali della nostra economia a fare cilecca.

 

Con il risultato che la robusta iniezione di denaro dall’Europa servirebbe a poco; senza quella, per giunta, l’Italia sarebbe negli ultimi anni in perenne recessione. Diversamente non si comprende come sia possibile che la frenata più consistente si manifesti, guarda caso, proprio mentre il flusso di soldi europei sta aumentando.

 

LO STATO DEL PNRR ITALIANO - SPESA E CALENDARIO - LA STAMPA

Il sito internet Italia Domani, aggiornato a metà ottobre scorso, ci rappresenta con dovizia di particolari che i pagamenti per i progetti del piano, la cui fine inderogabile è prevista per giugno 2026, sono arrivati a 77 miliardi di euro, cifra che rappresenta appena il 47,3% del totale stanziato [...]

 

La fetta maggiore dei finanziamenti dovrebbe essere utilizzata quindi nei prossimi mesi. Ma già ora il ritmo della spesa effettiva supera i 2 miliardi al mese (esattamente 2 miliardi e 58 milioni) ed è triplicato rispetto a un anno fa, quando però l’incremento del prodotto interno lordo italiano era superiore a quello attuale. Più soldi, meno crescita: Il mistero italiano si fa ancora più fitto.

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapressePNRR