leonardo maria del vecchio delfin

RADDOPPIA IL PESO DEGLI ASSET FINANZIARI SUL VALORE DI DELFIN, LA HOLDING DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO A CAPO DI ESSILORLUXOTTICA (32%), MPS (17,9%), GENERALI (10%) E UNICREDIT (2,8%) - PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA HOLDING, LA PARTECIPAZIONE NEL GRUPPO DEGLI OCCHIALI, CHE HA STORICAMENTE COINCISO CON L’80% DEL VALORE COMPLESSIVO, NON È PIU’ COSI’ CENTRALE - A GENNAIO 2026, IL VALORE DI DELFIN, CONSIDERANDO SOLO GLI ASSET PRINCIPALI, ERA INTORNO AI 54 MILIARDI DI EURO. DI QUESTI, OLTRE 40 MILIARDI ERANO GENERATI DALLA PARTECIPAZIONE DEL 32% IN ESSILORLUXOTTICA - ORA LA VALUTAZIONE DI DELFIN È SCESA A 40 MILIARDI, TRASCINATA DAL CALO DEL 32% IN ESSILORLUXOTTICA CHE OGGI VALE 24 MILIARDI - LA CRESCITA DEI PREZZI DI BANCHE E ASSICURAZIONI HA CONTRIBUITO A SOSTENERE IL PORTAFOGLIO DELLA HOLDING: MPS, UNICREDIT E GENERALI INSIEME VALGONO QUASI 17 MILIARDI, DUNQUE PIÙ DEL 40% DEL VALORE DI DELFIN…

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Estratto dell’articolo di Marigia Mangano per il “Sole 24 Ore”

 

L IMPERO DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO

Raddoppia il peso degli asset finanziari sul valore di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio a capo di EssilorLuxottica (32%), Mps (17,9%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%). Per la prima volta nella storia della holding, il controvalore della partecipazione nel gruppo degli occhiali fondato da Leonardo Del Vecchio, che ha storicamente coinciso con l’80% del valore complessivo, si è ridotto sensibilmente facendo spazio alle partecipazioni in banche e assicurazioni, mai così alte come negli ultimi mesi. Con il risultato finale che il portafoglio della holding è oggi in perfetto equilibrio tra partecipazioni industriali, da statuto intoccabili, e finanziarie, teoricamente non strategiche e potenzialmente destinate alla vendita.

 

Finanza dal 20 al 40%

I SOCI DI DELFIN - EREDI DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Basta mettere in fila le partecipazioni di Delfin per capire in che misura è cambiata la mappa delle quote. Se si guarda ai valori di inizio anno, pesi ed equilibri interni al portafoglio appaiono molto diversi da quelli attuali. A gennaio, nella prima seduta del 2026, il valore della società lussemburghese, considerando solo gli asset principali, viaggiava intorno ai 54 miliardi di euro.

 

Di questi, oltre 40 miliardi di euro erano generati dalla partecipazione del 32% in EssilorLuxottica. In pratica solo l’azienda di Agordo pesava da sola per il 75%, mentre le quote in Mps, UniCredit e Generali coprivano poco più del 20%.

LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DIVISE TRA GLI OTTO EREDI

 

Guardando alle capitalizzazioni attuali, la valutazione di Delfin è scesa a 40 miliardi, trascinata soprattutto dal calo significativo registrato dal suo asset industriale: quel 32% in EssilorLuxottica oggi vale 24 miliardi, poco più del 50% del valore degli asset. In compenso, la sensibile crescita dei prezzi di banche e assicurazioni ha contribuito a sostenere il portafoglio della holding: Mps, UniCredit e Generali insieme valgono quasi 17 miliardi, dunque più del 40% del valore di Delfin.

ROCCO BASILICO - NICOLETTA ZAMPILLO - LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

 

Il pacchetto in UniCredit

In proposito, singolare è la storia della partecipazione in UniCredit. Si racconta che Leonardo Del Vecchio fosse particolarmente legato a questa partecipazione bancaria. Lo storico pacchetto di azioni detenuto nell’istituto guidato da Andrea Orcel è infatti il più datato del portafoglio di Delfin e il fondatore, nelle diverse fasi dell’investimento, non aveva mai messo in discussione il disimpegno.

 

Una intuizione azzeccata, se si pensa che oggi quel pacchetto del 2,8% della banca in Gae Aulenti vale qualcosa come 3,6 miliardi di euro. […]

 

Lo stallo sul riassetto

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

La metamorfosi della holding arriva in un momento assai delicato per Delfin, dove management e azionisti sono impegnati a trovare una soluzione agli assetti proprietari e di governance. L’ultimo progetto, riferito da questo giornale, presentato al board […] sarebbe la scissione della holding in sette “mini Delfin”, una per ogni erede, e la stipula di un patto di sindacato sulla quota di controllo in EssilorLuxottica.

 

Si tratta solo di una ipotesi di lavoro […] Tramontato il piano di ascesa di Leonardo Maria Del Vecchio nel capitale della holding con l’acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola e archiviata senza scossoni l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2025, la finanziaria si è ritrovata prigioniera dello status quo.

 

sergio mattarella con leonardo maria del vecchio

Ma rispetto al passato un elemento nuovo c’è: l’ultima prova di forza tra gli azionisti ha rivelato che più soci, se non tutti, sono intenzionati a valorizzare la quota in Delfin e uscire, così, dal capitale della holding. Ed è proprio su questo, sulla maggiore autonomia da conferire ad ogni socio, che si sta ragionando. Tra le altre ipotesi che si sono via via susseguite nella storia di Delfin, resta in piedi anche il piano di divisione in due della società, con da un lato gli asset industriali e dall’altro le partecipazioni finanziarie. […]