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La Renault richiamerà 15mila auto, prima di immetterle sul mercato, per regolare il motore. Ad annunciarlo il ministro dell’Ambiente Segolene Royal, dopo l’audizione della casa automobilistica davanti alla commissione tecnica per la vicenda dello scandalo emissioni. La Royal, ai microfoni di Rtl, ha spiegato: «La Renault si è impegnata a richiamare un certo numero di veicoli, 15mila auto, per verificarli e regolarli correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni» a tutte le condizioni di temperatura.
La Royal ha poi specificato che Renault non è l’unica a d aver infranto le regole, senza però specificare quali altri gruppi siano coinvolti: «I controlli - ha detto - dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi, perché in quelle condizioni l’impianto di filtraggio degli scarichi non lavora più».
Carlos Ghosn e Emmanuel Macron renault
Centinaia di migliaia i veicoli da richiamare
Secondo l’edizione on line del quotidiano Les Echos Renault, nel mirino per il mancato rispetto dei limiti anti-inquinamento con i suoi motori, potrebbe richiamare in tutto fino a 700.000 veicoli per una messa a norma. Altre 15.000 auto saranno richiamate in fabbrica ancora prima della commercializzazione, i proprietari di auto già in circolazione potranno chiedere a partire da luglio se sul loro veicolo sia necessario intervenire per un’operazione di messa a punto gratuita.
Il ministro francese e la richiesta di chiarezza
Il governo francese aveva chiesto che fosse fatta chiarezza sullo scandalo che a settembre ha travolto Volkswagen dopo che l’ad della casa di Wolfsburg, Martin Winterkorn, aveva ammesso l’uso dei software per aggirare le leggi antismog negli Usa. L’azienda è al centro di un’indagine penale negli Usa per lo violazione delle norme anti smog. Ma il ministro francese delle Finanze Michel Sapin aveva rincarato: “Serve un’inchiesta europea. Bisogna controllare tutti i costruttori compresi quelli francesi per rassicurare i cittadini”.
Le ispezioni in Francia
Le ispezioni delle autorità francesi antifrode svolte negli stabilimenti Renault a inizio gennaio pare vertano sulle centraline di gestione del motore. Il sospetto, secondo indiscrezioni, potrebbe riguardare il motore turbodiesel Energy 1.6 dCi offerto in due livelli di potenza (130 e 160 cavalli ), che equipaggia numerosi modelli del gruppo Renault-Nissan (Renault Espace, Nissan Qashqai per esempio) ma anche vetture Daimler, come la Mercedes Classe C.
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