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RISIKO INDIGESTO – DELFIN SMENTISCE LA DISMISSIONE DELLA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA IN MPS (DI CUI È PRIMO AZIONISTA CON IL 17,5%): I FIGLI DI LEONARDO DEL VECCHIO NON AVREBBERO “MAI DISCUSSO” LA CESSIONE DELLA QUOTA A UNICREDIT – IERI LA BANCA DI ORCEL HA DEFINITO "PURA INVENZIONE” LE VOCI DI UNA MOSSA SU MONTE DEI PASCHI (E A CASCATA SU GENERALI), MA NELLA VERSIONE INGLESE DEL COMUNICATO AGGIUNGE “PER ORA”. “MF”: “LA BANCA NON SMENTISCE NÉ DI AVER STUDIATO IL DOSSIER NÉ DI AVER TENUTO LE INTERLOCUZIONI DEL CASO…”
DELFIN, MAI DISCUSSO DISMISSIONE PARTECIPAZIONE MPS
gli eredi di leonardo del vecchio e le quote in delfin
(ANSA) - Il consiglio di amministrazione di Delfin rende noto di "non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione finanziaria in Mps, che in gran parte deriva dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca".
Con riferimento alle recenti ricostruzioni di stampa, Delfin smentisce che siano in corso negoziazioni con UniCredit o altri operatori finalizzate alla cessione, totale o parziale, della propria quota in Mps.
UNICREDIT SI SFILA DA DELFIN-MPS
Estratto dell'articolo di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri per “MF – MilanoFinanza”
GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
Unicredit si chiama fuori dal blitz sul nuovo asse Montepaschi-Generali che riaprirebbe in grande stile il risiko bancario nazionale. «Per ora» però, come specifica la nota in inglese diffusa ieri mattina prima della campanella di borsa da Piazza Gae Aulenti.
Unicredit esordisce, spiegando di avere «sempre affermato chiaramente che le operazioni di m&a rappresentano uno strumento strategico per il gruppo. Il ruolo del team interno dedicato all’m&a è di valutare tutte le opzioni, sia all'interno che, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del gruppo».
Ma la banca non smentisce nè di aver studiato il dossier al centro delle speculazioni degli ultimi giorni e cioè l’acquisto del 17,5% di Rocca Salimbeni in pancia a Delfin nè di aver tenuto le interlocuzioni del caso.
L’operazione in questione consentirebbe a Unicredit di diventare la prima azionista di Montepaschi, che attraverso il 13,1% di Mediobanca in Generali si è collocata al centro dello scacchiere finanziario italiano.
«Tale attività (del team di m&a guidato da Giacomo Marino, ndr) comporta, in ogni momento - prosegue la nota - interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target, elementi che non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata.
andrea orcel commissione banche foto lapresse
La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione di m&a è basata esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia di Unicredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario».
L’istituto di credito fa riferimento alle metriche più volte ribadite dall’amministratore delegato Andrea Orcel, a partire dal ritorno del 15% che la banca intende sempre garantire. Interlocuzioni che però non sono sfociate in un deal nè sul Monte nè su Generali (dove Delfin è socia con il 10,05%).
Unicredit conclude quindi che «in tale contesto, le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni. È motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato». Dunque non c’è un’operazione Montepaschi.
Qualche osservatore ha fatto notare una differenza tra la versione italiana e quella inglese della nota di Unicredit. Il passaggio conclusivo della versione britannica recita testualmente: «It is disappointing that once again we are having to address unfounded rumours, that are now pure invention (...)». L’aggiunta del termine «now» («in questo momento») sembra un dettaglio, ma potrebbe anche assumere un valore sostanziale. […]
LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI
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