SBANKITALIA: LETTA DEVE SBRIGARSI A CONVERTIRE IL DECRETO LEGGE SULLA RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE BANKITALIA, SE VUOLE INCASSARE 1,2 MILIARDI DI TASSE (SUL NULLA) - NON DITE A SARMI CHE PATUELLI VUOLE PIU’ VIGILANZA PER LE POSTE…

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Carlotta Scozzari per Dagospia

Sarà anche vero, come lui stesso tiene sempre a sottolineare, che Antonio Patuelli ha smesso le vesti del politico negli anni '90, ma è innegabile che l'attuale presidente dell'Associazione bancaria italiana (Abi) abbia conservato negli anni un eloquio studiato per catturare l'attenzione del pubblico e per inviare tutta una serie di messaggi più o meno diretti. E' stato così anche all'ultimo seminario dell'Abi, quando Patuelli, partendo da spunti economico-finanziari, non ha mancato di toccare temi di attualità politica.

A cominciare dalla controversa rivalutazione delle quote della Banca d'Italia, a cui è stato attribuito un valore sino a 7,5 miliardi che l'ex sottosegretario di Stato per la Difesa del Governo Ciampi ha deciso di accettare anche per evitare polemiche: "E' il massimo del possibile. Meglio accettarlo altrimenti si rimetterebbe in discussione tutto allungando i tempi". E in ogni caso, ha tagliato corto, "gli attuali 156mila euro di valore, lo stesso dei tempi della guerra di Etiopia, sono ormai superati anche dalla piccola e scancagnata Cipro".

E guai se si parla della rivalutazione delle quote come di un regalo alle banche, principali azioniste di via Nazionale che così potranno accrescere il valore dei proprio patrimoni (non sempre in regola con Basilea 3), perché "c'è una tassazione straordinaria", pari al 16% del valore delle quote, "che in passato non ci sarebbe stata". A riguardo, ha aggiunto Patuelli, gli istituti di credito soci, tra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit, verseranno nel 2013, e quindi in forma di acconto, gli 1,2 miliardi di euro al fisco per la rivalutazione delle quote solo se il decreto legge sarà convertito in tempo utile.

"Se si vuole - ha detto il presidente dell'Abi - il decreto che andrà in Consiglio dei ministri martedì può essere approvato in tempi brevissimi". Se il governo riuscisse a calendarizzare la conversione del decreto legge in pochi giorni, un'assemblea dell'Authority di Palazzo Koch potrebbe tenersi in extremis il 30 dicembre, consentendo alle banche di iscrivere le quote al nuovo valore nel bilancio annuale e versare al fisco subito la somma.

Quanto alla possibilità che le quote in Bankitalia possano essere trasferite, Patuelli ha fatto sapere che confida "che nel decreto legge sulla rivalutazione sia prevista una revisione della redditività (il rapporto dei tre saggi nominato da via Nazionale ipotizza il 6%, ndr) in modo che le partecipazioni diventino più appetibili e che possano essere vendute anche ad altri soggetti vigilati oltre che alle sole Fondazioni". "Ad esempio alle Poste?", ha domandato qualche malizioso. "Perché no?", ha risposto Patuelli, "così magari riusciamo ad aumentare il livello di vigilanza sulle Poste e prendiamo due piccioni con una fava!".

La società controllata dal Tesoro e guidata da Massimo Sarmi, che da anni al core business tradizionale ha affiancato quello bancario, in realtà, al seminario dell'Abi, è stata evocata anche in un'altra occasione. Quando cioè l'associazione bancaria italiana ha insistito una volta ancora sulla necessità di ridurre ulteriormente gli sportelli degli istituti di credito, che da noi sono 55 ogni 100mila abitanti contro una media europea di 41. Proprio sulla riduzione delle filiali e del costo del lavoro si è consumato un duro scontro tra l'Abi e i sindacati, culminato con la disdetta del contratto nazionale da parte dell'associazione a settembre e con il primo sciopero dei lavoratori da 13 anni a questa parte.

"Quanti sono gli sportelli postali che si sono chiusi? Se ne può parlare o è un tabù?", ha chiesto in modo provocatorio Patuelli, che ha aggiunto che "ci sono ormai posti in cui lo sportello bancario è l'unico rimasto. Peccato solo però che in banca non si possa inviare una raccomandata", ha aggiunto ironico il presidente dell'Abi. Chissà se Sarmi avrà qualcosa da replicare...

 

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