riciclo della plastica - unione europea ursula von der leyen

LA SOLITA EUROPA MASOCHISTA: IMPONE LA SVOLTA GREEN A CARICO DELLE NOSTRE IMPRESE –  MENTRE LE NORME DELL’UE PRETENDONO UN MINIMO DEL 25% DI PLASTICA RICICLATA NEGLI IMBALLAGGI, UNA PARTE CRESCENTE DEGLI IMPIANTI EUROPEI È COSTRETTA A CHIUDERE PERCHÉ NON REGGE LA CONCORRENZA: IL MERCATO È INVASO DA MATERIALE RICICLATO PROVENIENTE DA PAESI EXTRA UE A PREZZI NETTAMENTE INFERIORI – IL COSTO DEL RECUPERO È DI GRAN LUNGA PIÙ BASSO IN CINA, EGITTO E TURCHIA PERCHÉ L’ENERGIA COSTA MENO E I CONTROLLI SONO ALL’ACQUA DI ROSE…

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Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén per il “Corriere della Sera”

 

RICICLO DELLA PLASTICA - UNIONE EUROPEA

Per anni il riciclo della plastica è stato indicato come uno degli esempi più concreti di economia circolare europea. Una filiera costruita per trasformare i rifiuti in risorsa, sostenuta dalla raccolta differenziata e da regole comuni. Oggi, però, emerge un paradosso: mentre le norme chiedono più contenuto riciclato negli imballaggi, una parte crescente degli impianti europei di riciclo è costretta a fermarsi.

 

[...] la direttiva europea Single Use Plastic del 2019, recepita in Italia nel 2022, [...]  dal primo gennaio 2025 impone un contenuto minimo del 25% di plastica riciclata negli imballaggi.

 

URSULA VON DER LEYEN - GREEN DEAL

«L’obiettivo era rafforzare la raccolta differenziata e il riciclo in Europa — spiega Antonello Ciotti, presidente di Petcore Europe, l’associazione non profit che rappresenta la filiera del Pet —, ma dopo tre anni dall’implementazione stiamo assistendo a un risultato inverso». Secondo Ciotti, «circa un terzo degli impianti europei di riciclo ha già chiuso e molti altri sono prossimi alla chiusura» [...]

 

La prima causa è economica. «Il mercato europeo è invaso da materiale riciclato proveniente da Paesi extra Ue a prezzi nettamente inferiori — osserva Ciotti — grazie a costi di raccolta che in quei Paesi sono fino a dieci volte più bassi rispetto alla media europea».

 

RICICLO DELLA PLASTICA - UNIONE EUROPEA

Un divario strutturale che pesa anche sugli obiettivi del Green Deal. «Se l’Europa vuole sostituire il combustibile fossile con i rifiuti», avverte Ciotti, «si trova enormemente svantaggiata, perché il costo della raccolta è incomparabile con quello di India, Cina o Egitto».

 

A questo si aggiunge il nodo normativo. «La legislazione Ue impone che la plastica riciclata a contatto con alimenti provenga da raccolte certificate e che il 95% dei contenitori abbia avuto una precedente vita solo alimentare», spiega Ciotti. «Criteri che aumentano i costi e che non possono essere verificati sui materiali importati».

 

RICICLO DELLA PLASTICA - UNIONE EUROPEA

«In assenza di controlli efficaci e di sanzioni per chi non rispetta gli obblighi — sottolinea inoltre Ciotti — molti operatori preferiscono non utilizzare plastica riciclata, che oggi costa circa il 40% in più rispetto a quella vergine».

 

Il risultato è un cortocircuito: gli impianti di riciclo chiudono e i sistemi di raccolta differenziata faticano a trovare sbocchi industriali, indebolendo la fiducia nella circolarità dei prodotti. Per uscire dall’ impasse , Ciotti indica due priorità. «La prima è vincolare il contenuto minimo del 25% a materiale riciclato proveniente da raccolte europee, almeno nel medio termine». «La seconda è introdurre un sistema di sanzioni puntuali per chi non raggiunge l’obiettivo». [...]

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