FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE…
CHE SPUTTANESCION PER I “FURBETTI DEL CONCERTINO” – DALLE INTERCETTAZIONI PUBBLICATE DAI GIORNALI, ESCONO A PEZZI IL MINISTERO DELL’ECONOMIA BY GIORGETTI, L’AD DI MPS, LOVAGLIO E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE – AL TESORO PER BEN TRE VOLTE HANNO FATTO DICHIARAZIONI SMENTITE DAI FATTI O DAGLI STESSI MANAGER. IL CEO DEL “MONTE” SI CONGRATULAVA CON “CALTA” E SI LAMENTAVA PER IL “BIDONE” DI BLACROCK: “SO CHE IL MINISTRO HA SCRITTO UN SMS” – IL RUOLO DEL GOVERNO ERA MOLTO PIÙ DEL SOLO “FACILITATORE”: DA UNA PARTE SOSTENEVA MPS, E DALL'ALTRA PENSAVA DI ESCLUDERE MEDIOBANCA DAGLI INCARICHI CON SOCIETÀ GOVERNATIVE. LO DICEVA ESPLICITAMENTE STEFANO DI STEFANO, DG DELLE PARTECIPAZIONI DEL TESORO, AD ALESSANDRO TONETTI, VICEDIRETTORE GENERALE DI CDP. “MA CHE TU SAPPIA, COME GRUPPO AVETE DEI CONTRATTI CON MEDIOBANCA? DOBBIAMO TENERNE CONTO PERCHÉ È UN APPROCCIO MOLTO ANTIGOVERNATIVO. LITIGHI CON IL GOVERNO TUTTO... TUTTE LE SOCIETÀ DELLO STATO...”
E LO CHIAMANO LIBERO MERCATO – I PM HANNO MOLTI “INDIZI” DEL “CONCERTO” TRA LOVAGLIO (MPS), CALTAGIRONE E MILLERI, PER CONQUISTARE MEDIOBANCA CON L’APPOGGIO DEL GOVERNO – IL 22 AGOSTO L’OFFERTA DI MEDIOBANCA SU BANCA GENERALI VIENE RESPINTA IN ASSEMBLEA CON IL VOTO CONTRARIO DI CALTAGIRONE E DI ALCUNI SOCI ASTENUTI, COME DELFIN. PER LA PROCURA, L’ASTENSIONE È “POCO PIÙ DI UN ESPEDIENTE PER MASCHERARE IL CONCERTO”. IL MEF AVEVA GIÀ “DISAPPROVATO” LA MOSSA DI MEDIOBANCA, COME RIPORTA UNA CONVERSAZIONE TRA STEFANO DI STEFANO, DG PARTECIPAZIONI E CONSIGLIERE MPS, E ALESSANDRO TONETTI, VICE DG DI CDP. A DOMANDA SE LA CASSA ABBIA IN ESSERE CONTRATTI CON MEDIOBANCA, DI STEFANO COMMENTA: “DOBBIAMO TENERNE CONTO PERCHÉ È UN APPROCCIO MOLTO ANTIGOVERNATIVO”
https://www.dagospia.com/business/chiamano-libero-mercato-i-pm-indizi-concerto-lovaglio-455639
SECONDO I PM DI MILANO, IN ALMENO TRE OCCASIONI DAL TESORO SONO ARRIVATE DICHIARAZIONI NON VERE SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA – LA PRIMA RIGUARDA L’ASTA DELL’ANNO SCORSO CON CUI IL MEF MISE SUL MERCATO IL 15% DELLE AZIONI DEL “MONTE”: IL DG DEL TESORO, FRANCESCO SORO, NEGÒ CONTATTI CON GLI INVESTITORI CHE POI ACQUISTARONO QUELLE QUOTE. UNA VERSIONE SBUGIARDATA DALLO STESSO CALTAGIRONE IN AUDIZIONE ALLA CONSOB – A PROPOSITO DI QUELL’ASTA, GIORGETTI HA SEMPRE DIFESO L’AFFIDAMENTO A BANCA AKROS GIUSTIFICANDOLO CON IL “PREZZO PIÙ CONVENIENTE”. MA NON È VERO: ALTRI ISTITUTI AVEVANO INIZIALMENTE OFFERTO LO STESSO SCONTO SUL PREZZO DI BASE (LO 0,2%). INFINE, LE DIMISSIONI DEI CONSIGLIERI “INDIPENDENTI” DI MPS: IL MINISTERO HA SEMPRE SOSTENUTO DI NON AVERLI CONTATTATI. E INVECE, LE DIMISSIONI "FURONO CHIESTE O IMPOSTE DAL DEPUTATO DELLA LEGA, ALBERTO BAGNAI, CHE DISSE DI ESPRIMERSI PER CONTO DEL MINISTERO…"
L’AUDIO LOVAGLIO-CALTAGIRONE SULL’SMS DEL MINISTRO A BLACKROCK: TUTTI I DUBBI SUL RUOLO DEL TESORO
Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
Tre dichiarazioni ufficiali inveritiere del ministero del Tesoro, e altri due episodi di «supporto governativo» quali un sms del ministro Giancarlo Giorgetti e un intervento del deputato leghista Alberto Bagnai, nella ricostruzione della Procura di Milano hanno storicamente costellato la scalata di Mps Monte dei Paschi di Siena a Mediobanca, per la quale i pm sul versante giudiziario indagano l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e il presidente Francesco Milleri della holding Delfin della famiglia Del Vecchio, in concorso con l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, per le ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alle Autorità di vigilanza Consob, Banca centrale europea e Ivass sul concerto non dichiarato al mercato.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FOTO LAPRESSE
[...] A proposito della messa sul mercato il 13 novembre 2024 del 15% di azioni Mps di cui il governo era principale azionista, il 29 luglio 2025 il direttore generale del dicastero, Francesco Soro, ha negato a Consob qualunque «interlocuzione, contatto o scambio tra il ministero e gli investitori che poi hanno acquisito una partecipazione rilevante in Mps (Delfin, Caltagirone, Anima, Bpm) e/o con la banca» all’epoca di quella controversa procedura accelerata di cessione: talmente zeppa di «opacità e anomalie», per i pm, da sfuggire ora al reato di turbativa d’asta solo perché la particolare normativa che la disciplina non rende possibile qualificarla gara pubblica.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI
Ma proprio Caltagirone alla Consob ha candidamente «dichiarato di essere stato interpellato nel’ottobre 2024 dal ministero» perché il ministero era «interessato a creare un nucleo di investitori italiani per Mps».
[...] Lo racconta proprio Lovaglio usando il plurale con Caltagirone, intercettati il 18 aprile 2025 mentre commentano il voto contrario del ceo del fondo americano Blackrock con il 2% di Mps: «Qualcuno ci ha fatto il bidone, perché Blackrock è un 2% (…) Io ho scritto al ceo e so che il ministro ha scritto un sms perché io gli ho detto “Oh, guarda che non ha votato!”, quindi gli ho detto a Sala (Marcello, direttore generale del ministero prima di Soro, ndr) hanno scritto un sms, nonostante questo... non è andata bene».
[...] Per i pm la procedura di vendita delle azioni governative Mps, benché «organizzata il 13 novembre 2024 in modo da apparire come una gara competitiva e trasparente», fu «viceversa costruita in modo tale che risultassero acquirenti i soggetti che avevano condiviso e avrebbero beneficiato del progetto di controllo di Mediobanca».
Il ministero affidò il ruolo di raccogliere gli ordini di acquisto delle azioni per determinarne il prezzo (poi in un baleno offerto identico da Caltagirone e Delfin con il medesimo sovrappiù sulla medesima quantità del 3,5% a testa) a un intermediario insolito quale Banca Akros: talmente piccolo [...] da dover farsi prestare una garanzia di 600 milioni dalla propria controllante Bpm, peraltro poi acquirente proprio del 5% delle azioni governative Mps, accanto al 3% di Anima in quel momento sotto Opa di Bpm. Questa scelta, per la Procura, «non è spiegabile, se non nel senso di voler pilotare l’attività di dismissione». [...]
GIANCARLO GIORGETTI E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE (FOTOMONTAGGIO)
QUELLE MANOVRE DEL MEF DALL'SMS A BLACKROCK ALLE SMENTITE IN CONSOB
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
Il ruolo del governo e in particolare del ministero dell'Economia, dicastero guidato da Giancarlo Giorgetti, nel disegno per conquistare Mps-Mediobanca-Generali, secondo i pm dell'inchiesta di Milano è stato assai rilevante. Innanzitutto perchè il giudizio del Mef può condizionare psicologicamente le minoranze (pressure to tender) nella scelta di aderire o meno alle offerte.
Nel caso di Montepaschi era anche in conflitto di interesse poiché era sia azionista con l'11,7%, sia titolare del Golden power, lo strumento che ha fatto ritirare Unicredit dall'Ops su Banco Bpm .
La mano del Mef si vede chiaramente nel collocamento del 15% di azioni Mps del novembre 2024[...]
Il Mef da una parte ha sostenuto Mps e dall'altra pensava di boicottare Mediobanca dagli incarichi con società governative. Lo dice esplicitamente Stefano di Stefano, Dg delle partecipazioni del Tesoro, ad Alessandro Tonetti, vicedirettore generale di Cdp.
«Ma che tu sappia, come gruppo Cdp voi avete dei contratti in essere con Mediobanca?». Tonetti: «Ne abbiamo avuti in passato come consulente rispetto a operazioni strategiche. Se vuoi verifico subito».
Di Stefano: «Ma sì perché, sai che Mediobanca sta facendo di tutto per contrast... per salvare il posto al suo ad di fronte all'operazione con Mps». Tonetti: «E certo, dobbiamo tenerne conto». Di Stefano: «Dobbiamo tenerne conto perché è un approccio molto antigovernativo».
Tonetti: «Draghi aveva la black list e la white list, no? Tu dicevi "Tu litighi con il Tesoro? Bene". Tonetti: «Quindi non è che litighi soltanto con il Tesoro, litighi con tutta la galassia!». Di Stefano: No, tu litighi con il governo tutto... tutte le società dello Stato».
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