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Carlotta Scozzari per Dagospia
L'annuncio di una strategia di uscita "soft" dalla politica monetaria ultra accomodante degli ultimi anni arrivato ieri sera dalla Fed americana ha fatto correre le Borse europee. Il tapering quindi sarà leggero e spalmato su un periodo di tempo maggiore delle attese. A Piazza Affari, l'indice di riferimento Ftse Mib ha guadagnato l'1,78% a 18.453,99 euro.
All'interno del listino, fiammata di Mediaset, che ha preso il 16,45% a 3,384 euro, con scambi che hanno superato il 4% del capitale. Secondo gli analisti, alla base del forte rialzo ci sarebbe l'ipotesi di confluenza delle attività nelle tv a pagamento in Italia e Spagna (il 100% di Premium e il 22% di Digital Plus) in una nuova società aperta ad altri azionisti. Ma c'è chi ipotizza anche che siano all'opera le classiche "mani forti" e che in un futuro non troppo lontano possano entrare nell'azionariato nuovi soci, magari esteri (le piste sono russa e araba). In scia al Biscione, è salito tutto il comparto editoriale, con Rcs su del 7,38%, Mondadori in progresso del 5,2% e Class in ascesa del 5,7 per cento.
Tornando al Ftse Mib, acquisti soprattutto sulle banche: Bpm, quando ormai manca pochissimo all'assemblea dei soci di sabato che dovrà votare il nuovo consiglio di sorveglianza, ha preso il 5,36%, mentre Mps ha guadagnato il 4,53 per cento. Le azioni di Rocca Salimbeni hanno beneficiato della notizia dell'accordo raggiunto con Deutsche Bank sulla chiusura anticipata dell'operazione "Santorini". Più cauti gli altri istituti di credito. Tra questi anche Ubi (+0,66%), che oggi ha subito il taglio del rating da parte di Moody's e ha smentito un interesse per la Popolare dell'Etruria e del Lazio.
Balzi nell'ordine del 3,5% circa a testa sia per Fiat sia per Pirelli. Telecom Italia si è invece "fermata" a un progresso del 2,86% il giorno prima dell'attesa assemblea degli azionisti chiamata a votare sulla revoca del consiglio di amministrazione.
BERNANKE YELLEN OBAMA
DEUTSCHE BANK
Alessandro Profumo Fabrizio Viola
MOODYS
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