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ZUCKERBERG HA IMPARATO L'ARTE E HA MESSO ESSILORLUXOTTICA DA PARTE - DOPO UN LUNGA COLLABORAZIONE CON L'AZIENDA FONDATA DA LEONARDO DEL VECCHIO, "META" CREA I SUOI OCCHIALI SMART DA ZERO. ESSILORLUXOTTICA CONTINUERA' A FORNIRE SOLO LE LENTI (MA NON LE MONTATURE) AGLI OCCHIALI PRODOTTI DAL COLOSSO TECNOLOGICO AMERICANO - A CAPO DEL PROGETTO C'E' INES LE-BIHAN CHE, A LONDRA, HA PRESENTATO I "META GLASSES": COSA CAMBIA...
A shape for every face. A color for every mood. Widest range for Rx prescription (up to -12.0!).
— David Woodland (@davidsven) June 23, 2026
Full stack of comfort features, including: adjustable nose pads, overextension hinges, and adjustable temple tips. pic.twitter.com/5E7NQyFLwn
Estratto dell'articolo di Michela Rovelli per www.corriere.it
La storia degli occhiali smart in casa Meta è iniziata con un volo in elicottero ad Agordo. Nel 2019 Mark Zuckerberg incontra Leonardo Del Vecchio, fondatore e guida di Luxottica. Di cosa hanno parlato è rimasto un mistero per qualche tempo, fino al lancio della loro prima sperimentazione: i Ray-Ban Stories, usciti nel 2021. Il primo tentativo di creare occhiali smart.
Quella tra Meta e EssilorLuxottica è una lunga collaborazione, dove la tecnologia e la spinta innovativa del primo ha incontrato lo storico know how sulle montature e sulle lenti dell'altro. Se i primi modelli non hanno riscosso molto successo, è con i Ray-Ban Meta che gli smart glass iniziano a diffondersi e piacere.
Diverse montature note - ci sono anche versioni Oakley - e funzionalità sempre migliori, dall'audio open air degli speaker nelle aste all'intelligenza artificiale Meta AI che diventa un assistente a portata d'orecchio. Ora però, qualcosa è cambiato. I nuovi occhiali hanno un nome ancora diverso: Meta Glasses. Dove sono finiti gli iconici marchi di EssilorLuxottica?
Gli occhiali smart prodotti da Meta, in collaborazione con Essilor Luxottica, in questo momento dominano un mercato che sta iniziando a crescere. Nel 2026, secondo i dati degli analisti di Omdia, si prevede una crescita del 12 per cento rispetto all'anno precedente, con un ricavo complessivo di 675 milioni di dollari. Le unità vendute dovrebbero arrivare a 14,54 milioni (+16 per cento).
mark zuckerberg meta ray ban display 1
Meta occupa una quota che si aggira attorno al 62 per cento. E non intende perdere nessun punto percentuale. Anzi: l'obiettivo è quello di invadere l'intero segmento degli occhiali, rendendo la tecnologia integrata nella montatura una dotazione di massa. Per questo l'estetica è così importante: questo è un dispositivo da indossare ma anche da sfoggiare.
E deve dunque rispondere anche alle esigenze della moda, oltre che a quelle tecnologiche. EssilorLuxottica ha dato un contributo fondamentale, mettendo a disposizione i suoi marchi più iconici. Ora però Meta ha deciso di creare da zero nuovi design al 100 per cento sviluppati in casa.
Il gruppo di designer che lavora agli smart glass negli ultimi anni è cresciuto: oggi sono una dozzina. Ines Le-Bihan ci lavora sin dai tempi dei Ray-Ban Stories e oggi ricopre la carica di Industrial Design Director nei laboratori di Seattle di Meta. A Londra, in un incontro dedicato alla stampa per mostrare i nuovi Meta Glasses, ci ha raccontato alcuni episodi del processo con cui sono stati realizzati.
La collaborazione con EssilorLuxottica rimane fondamentale, soprattutto per la fornitura delle lenti e la condivisione delle idee. A volte Meta ha un'intuizione, altre volte è la casa italo-francese a proporre soluzioni. Tutto viene messo a fattor comune. Nel caso dei Meta Glasses, però, lo sviluppo dei concept e del design è interamente responsabilità della società di Menlo Park. [...]
Un lavoro importante è stato fatto sulla nuova colorazione tartarugata sui modelli Adventurer e Fury. L'obiettivo era quello di creare sfumature naturali e uniche per ogni dispositivo, ma anche di «nascondere» i componenti elettronici posizionati nella parte superiore della montatura. Si sono testate diverse «colate» di colore e diversi trattamenti per raggiungere il risultato ottimale. Le-Bihan racconta anche della collaborazione con Kylie Jenner per un modello speciale che porta il suo nome. Una collaborazione che la designer definisce «molto interessante». [...]
Anche le custodie sono state perfezionate: più portatili, rispetto a quelle dei Ray-Ban Meta, si piegano su se stesse e diventano spesse come un quadernino quando non vengono usate. Così da poter stare comodamente in borsa. [...]
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