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IL RAVVEDIMENTO OPEROSO DELLE TOGHE - OLTRE 200 MAGISTRATI DI PROCURE E TRIBUNALI DI TUTTA ITALIA FIRMANO UN MANIFESTO PER INVOCARE UN RINNOVAMENTO DOPO IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: “PER NOI È L'OCCASIONE PER AFFRONTARE SENZA AMBIGUITÀ LE CRITICITÀ DEL SISTEMA GIUSTIZIA E PER DARE PIÙ SOLIDA ATTUAZIONE AI PRINCIPI COSTITUZIONALI DI AUTONOMIA E INDIPENDENZA ANCHE INTERNA. AFFRONTIAMO LE CRITICITÀ PER ESSERE CREDIBILI, TRASPARENTI E LIBERI” - NEL DOCUMENTO VENGONO PRESENTATE ALCUNE SOLUZIONI PER IL "CAMBIAMENTO DELLE REGOLE SULLE NOMINE" E PER CONTRASTARE "LA DEGENERAZIONE DELLE DINAMICHE INTERNE AL SISTEMA DELL'AUTOGOVERNO EMERSA NEL RECENTE PASSATO", CHE HA RESO "EVIDENTE COME LOGICHE DI APPARTENENZA E DINAMICHE SPARTITORIE ABBIANO INCISO", MINANDO "LA CREDIBILITÀ DELL'INTERA MAGISTRATURA"

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(ANSA) - MILANO, 22 APR - Un "manifesto" per una "magistratura trasparente, credibile e libera da condizionamenti", che arriva dopo la "recente consultazione referendaria" che ha "dimostrato che l'indipendenza della magistratura è un valore vivo e condiviso nella società e costituisce, per noi, l'occasione per affrontare senza ambiguità le criticità del sistema giustizia e per dare più solida attuazione ai principi costituzionali di autonomia e indipendenza" anche "interna". Lo hanno firmato già oltre 200 magistrati di Procure e Tribunali di tutta Italia.   

 

Si tratta, come si legge nel documento, di "un punto di partenza" e non "di difendere l'esistente, ma di dimostrare, nei fatti, che la magistratura è capace di rinnovarsi, di correggere le proprie distorsioni e di recuperare pienamente la fiducia dei cittadini".

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Per questo, i firmatari ritengono "indispensabile lavorare simultaneamente su due piani, tra loro inscindibili: intervenire sulle distorsioni del sistema di autogoverno, per evitare il riemergere di dinamiche che ne hanno compromesso credibilità e funzionamento; migliorare il funzionamento della giustizia, nella qualità delle decisioni, nei tempi e nel rapporto con i cittadini".   

 

Nel documento vengono presentate alcune soluzioni per il "cambiamento delle regole sulle nomine" e per contrastare "la degenerazione delle dinamiche interne al sistema dell'autogoverno emersa nel recente passato", che ha reso "evidente come logiche di appartenenza e dinamiche talvolta spartitorie abbiano inciso", minando "la credibilità dell'intera magistratura".

 

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Vanno affrontate "con decisione le patologie esistenti, senza arretramenti e senza difese corporative". Va attuata "un'idea di rappresentatività fondata sulla selezione di persone che si siano distinte per capacità, indipendenza, trasparenza e impegno nell'attività all'interno degli uffici".    Serve, si legge ancora, "una magistratura aperta al confronto" e i firmatari si propongono "di promuovere, attraverso l'Associazione Nazionale Magistrati, a livello centrale e territoriale" una serie di "iniziative".