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AHI AHI MA COSA CI FATE A DUBAI? L’ODISSEA DEI CROCIERISTI TRA DRINK E MISSILI SULLA NAVE MSC EURIBIA - UNA GABBIA DORATA GALLEGGIANTE ANCORATA A CAUSA DEI BOMBARDAMENTI A DUBAI HA OSPITATO 5MILA TURISTI DI CUI 576 ITALIANI. ALCUNI SONO TORNATI A CASA – IL RACCONTO DI UNO DI LORO: “SIAMO STATI ABBANDONATI DALLO STATO ITALIANO. SULLA NAVE SONO ARRIVATI I CONSOLI DI TANTI PAESI STRANIERI PER ASSISTERE I LORO CONCITTADINI TRANNE LE AUTORITÀ DEL CONSOLATO ITALIANO: NON ABBIAMO VISTO NESSUNO. ANCHE LE TELEFONATE O FINIVANO NEL VUOTO OPPURE CAPITAVA DI RICEVERE RISPOSTE DISINTERESSATE…"
Gregorio ora è a casa, ad Alessandria, con la famiglia, dopo che la sua vacanza, programmata un anno fa, non è mai iniziata. Con i parenti avrebbe dovuto fare una crociera da Dubai il 28 febbraio, sulla Msc Euribia.
Sulla nave lui, insieme ad altri 573 connazionali, ci è salito senza però non lasciare mai il porto della città degli Emirati Arabi. Ovviamente la scelta della compagnia è stata quella di garantire la massima sicurezza ai viaggiatori, come effettivamente accaduto, ha spiegato Gregorio che però ha sottolineato l’amarezza per il disinteresse e la disorganizzazione dimostrato dallo Stato italiano che avrebbe dovuto tutelarli.
Il suo racconto è minuzioso e dettagliato, e dimostra la delusione patita durante un momento critico in cui ogni cittadino invece spera di trovare conforto e tutele. “Siamo giunti a Dubai e poche ore dopo la situazione è degenerata con il conflitto tra Usa, Israele e Iran che per la verità non ha mai rappresentato un concreto pericolo nella città di Dubai perché, a parte alcune scie nel cielo, non abbiamo mai visto né sentito esplosioni con la contraerea che ha protetto lo spazio areo della zona“.
Quello scenario però naturalmente ha compromesso il viaggio della nave con Msc Crociere che ha deciso di far salire a bordo i viaggiatori senza però salpare. “Non abbiamo mai percepito rischi o paura tranne quando è arrivato l’avviso di allerta che esortava a non frequentare luoghi affollati e stare al sicuro. Noi però eravamo sulla nave e, come ci è stato spiegato, quello era un posto sicurissimo nonostante fosse rimasta attraccata proprio per evitare di navigare in acque divenute pericolose all’interno del golfo”.
Gregorio sottolinea infatti il ruolo di Msc Crociere che, davanti a un quadro comunque critico, ha garantito la massima tutela e assistenza “tra cibo gratis, supporto per ogni tipo di medicina essenziale, internet gratuito per comunicare con i familiari e addirittura l’aiuto psicologico in tutte le lingue possibili“. A fronte dell’emergenza è subito scattata anche l’organizzazione per il rientro “con l’aiuto prezioso – continua Gregorio – della Fly Emirates intervenuta, insieme alla compagnia navale, per farci rientrare a casa, offrendo anche la possibilità di tornare prima”.
La grande sensibilità dimostrata dalle due compagnie però, puntualizza Gregorio, ha reso ancora più odioso l’atteggiamento di chi avrebbe dovuto assistere gli italiani in un contesto di emergenza. “Sulla nave sono arrivati i consoli di tanti Paesi stranieri per assistere i loro concittadini, tutti solerti nell’offrire voli per permettere i rimpatri, tutti tranne qualunque dipendente o autorità del consolato italiano: non abbiamo visto nessuno.
Anche le telefonate o finivano nel vuoto oppure capitava di ricevere risposte disinteressate, mentre ci mangiavano in faccia e ci dicevano perfino che dovevamo considerarci fortunati visto che eravamo sulla nave da crociera“. Un atteggiamento, ha spiegato il cittadino di Alessandria, che stride con “la cura impeccabile delle compagnie e degli Emirati Arabi“.
563 ITALIANI BLOCCATI SULLA NAVE DA CROCIERA MSC EURIBIA A DUBAI
Ad aggravare la situazione anche le modalità di comunicazione delle autorità italiane sul posto che “hanno inviato messaggi tutt’altro che autorevoli, sotto il nome di una fantomatica ‘Agenzia Nirvana’ che invitava a prendere un taxi per prendere poi un pullman nel deserto e arrivare al confine con l’Oman (...)
L'ODISSEA A DUBAI
Anna Lombardi per repubblica.it - Estratti
Dubai – Gli alert sui cellulari suonano all’unisono quando a Dubai sono le 20.12 e la cantante del piano bar sul ponte 5, quello dalle scale illuminate e le decorazioni a specchio, ha appena intonato Why Don’t You Do Right?, il classico di Peggy Lee e Benny Goodman che tutti ricordano come il brano cantato da Jessica in Chi ha incastrato Roger Rabbit. Significa che nei cieli degli Emirati Arabi c’è un nuovo attacco missilistico in atto, in un luogo non troppo distante dal Terminal 3 di Port Rashid, il ben sorvegliato porto a mezz’ora dal centro di Dubai che accoglie le navi da crociere.
563 ITALIANI BLOCCATI SULLA NAVE DA CROCIERA MSC EURIBIA A DUBAI
È qui che da domenica scorsa è ferma, insieme ad altre sei grandi navi, la Msc Euribia: grattacielo del mare, chiamato come la dea dei venti, a basso impatto ambientale (è alimentata a gas naturale liquefatto) e capace di ospitare nelle sue 2400 cabine fino a 6mila passeggeri.
A bordo in 5mila sono ospiti forzati: speravano di godersi una settimana spensierata fra Qatar-Bahrain e appunto Emirati con una spesa media di 100 euro al giorno: e invece si sono ritrovati sulla rotta dei missili iraniani. «Un anniversario di matrimonio che non dimenticheremo», ti dicono Silvia e Sandro Lo Surdo, pensionati d’origine pugliese ma residenti a Milano, raccontandoti che quel viaggio era il regalo per le nozze d’oro ricevuto dei cinque nipoti. «I primi due giorni sono stati difficili.
Abbiamo sentito le esplosioni e il suono sgradevole degli alert anche cinque volte in una sola notte. Poi ci hanno spiegato la situazione e adesso l’allarme ci fa meno paura. Ci dicono di avere pazienza: e noi ci proviamo». Impresa non troppo difficile quando si hanno a disposizione 10 ristoranti, 21 bar, 4 piscine, il casinò e un teatro. «L’affanno più grande», sospira Francesca, 18 anni, in viaggio con la mamma, «è non sapere quando si potrà tornare a casa. Stiamo bene ma non è il prolungamento di una vacanza come pur dice qualcuno».
563 ITALIANI BLOCCATI SULLA NAVE DA CROCIERA MSC EURIBIA A DUBAI
Sì, la chiusura dei tanti aeroporti presi di mira dai missili iraniani, impedisce il rientro anche dei cinquemila crocieristi bloccati nel Golfo Persico. Solo nella notte di mercoledì qualcosa si è sbloccata: e un primo gruppo di circa 600 persone — compresi 170 dei 576 italiani presenti a bordo — è riuscito a decollare da Abu Dhabi dopo che Msc Crociere, la compagnia svizzero-italiana appunto, ha lavorato in coordinamento con compagnie aeree e Farnesina per rimpatriare i suoi ospiti: facendosi carico delle spese di soggiorno di quelli impossibilitati a rientrare.
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