elia del grande

CHI HA AIUTATO ELIA DEL GRANDE? – IL 50ENNE CHE NEL 1998 STERMINÒ LA FAMIGLIA, FUGGITO IL GIORNO DI PASQUA DALLA CASA-LAVORO DI ALBA DOVE ERA IMPIEGATO COME VOLONTARIO E RITROVATO 4 GIORNI DOPO IN PROVINCIA DI VARESE, POTREBBE ESSERE SCAPPATO GRAZIE ALL’AIUTO DI COMPLICI – POCO PRIMA DELLA SUA FUGA, DEL GRANDE HA INCONTRATO UNA DONNA, CHE POTREBBE AVERLO AIUTATO NEGLI SPOSTAMENTI, DANDOGLI PASSAGGI E METTENDOLO IN CONTATTO CON ALTRE PERSONE – MA LA SUA IDENTITÀ NON È STATA CONFERMATA E IL 50ENNE NON PARLA…

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Estratto dell’articolo di Andrea Galli per il “Corriere della Sera”

 

Elia Del Grande

In previsione di Pasqua s’era dannato l’anima, Elia Del Grande, il fuggitivo che finisce puntuale a nascondersi proprio dove lo cercano. […] Forse perché non vuol essere un latitante. Difatti anche stavolta, e siamo a tre su tre, l’hanno acchiappato presto.

 

Dalle parti sue, peraltro. Il paese di Varano Borghi. Sempre nella geografia della provincia di Varese. Al giorno quattro di evasione. […] Al pranzo di domenica per i poveri nella mensa di Alba, Del Grande, lo stragista della famiglia — trucidò mamma, papà e fratello, gestivano una florida panetteria — nel gennaio 1998, in località Cadrezzate, sulle rive del lago di Monate, ecco, lui doveva esserci.

 

[…] Era tutto un piano. Premeditato. Non diabolico, per carità, anzi l’esatto contrario. Sferrando un pressing devastante, Del Grande aveva convinto il capo della Caritas locale, il povero don Domenico, sgridato all’infinito dai superiori per la figuraccia, a ingaggiarlo come cameriere.

 

Qualche ora da volontario. Però serviva un permesso premio per uscire dalla comunità casa-lavoro. La comunità casa-lavoro: ovvero l’ultima destinazione nell’iter giudiziario di Del Grande dopo la condanna a 30 anni poi accorciata per una seminfermità mentale, e una precedente evasione lo scorso ottobre (la prima fuga cadde dopo il massacro, giusto il tempo di superare la vicina dogana con la Svizzera e chiusa lì).

 

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Del Grande aveva — dicono ora gli inquirenti — talmente circuito il sacerdote, talmente recitato la parte dell’amore verso il prossimo specie se disgraziato, talmente rievocato Che Guevara in missione fra i popoli afflitti, che quel permesso era giunto. […]

 

I TESTIMONI

[…] A don Domenico, terminato di sparecchiare, Del Grande aveva chiesto una pausa, una camminata intorno per digerire, e intanto scambiare quattro parole con una (presunta) donna passata, per puro caso s’intende, a salutarlo. Chi era?

 

Boh, Del Grande, dal momento dell’arresto tace, simula improbabili colpi di sonno chiudendo gli occhi d’improvviso e restando a bocca aperta e lasciandosi quasi cadere dalla sedia. Ha avuto complici, appoggi, sostenitrici/sostenitori. Ma tace.

 

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Uno degli investigatori che gli sta dietro da tempo, cioè sta dietro a queste sue scorribande, ci confida che ha riflettuto parecchio, e nonostante la variegata esperienza su briganti di varia risma, sui commedianti della vita, una risposta non gli viene. Se uno deve appunto far perdere le proprie tracce, e altrimenti non sparirebbe, per quale ragione non si dirige altrove? […]

 

LA BIANCHERIA INTIMA

Al momento mancano conferme, ma ci sono ipotesi che secondo la Procura di Varese, titolare del fascicolo, dovrebbero collimare con la realtà. Anziché lanciarsi all’inseguimento ipotizzando uno sconfinamento, gli inquirenti hanno atteso Del Grande in Lombardia, sicuri che si sarebbe presentato.

 

Non aveva con sé ingenti somme di denaro, né un significativo ricambio di biancheria intima e vestiti, […] quindi ha puntato verso il Varesotto. Alternando treni locali e bus oppure scroccando dei passaggi da quella donna (che era in compagnia di un bimbo piccolo) e sue amiche. Forse non subito lunedì però martedì Del Grande gravitava intorno a Cadrezzate, la sua Cadrezzate dove conserva conoscenti per rimediare abiti e cibo. Non gli han fatto terra bruciata: taluni legami, nelle comunità di provincia, sono d’acciaio.

 

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Del Grande necessitava di una macchina, per muoversi in autonomia, e se l’è procurata mercoledì mattina, parcheggio del cimitero di Lentate, a Sesto Calende, dieci chilometri da Cadrezzate, aggredendo una donna che ha rimediato un trauma cranico.

 

Del Grande ha preso a girare. I carabinieri sapevano che si sarebbe procurato un veicolo. E ogni denuncia di furto d’auto ha fatto scattare l’allerta. Una 500. Tre ore più tardi una pattuglia l’ha incrociata in quel paese, Varano Borghi. Nove chilometri da Sesto Calende, otto da Cadrezzate. Arresto. Elia Del Grande rideva. Di gusto.

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