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CHE ARIA CHE TEHERAN? TRUMP CONFERMA CHE UNA SECONDA PORTAEREI STATUNITENSE SARÀ PRESTO SCHIERATA VICINO ALL'IRAN E SI UNIRÀ ALLA “USS ABRAHAM LINCOLN”, GIÀ PRESENTE NELLA REGIONE DA GENNAIO. IL TYCOON PRETENDE UN ACCORDO SUL NUCLEARE E AVVERTE GLI AYATOLLAH: “PENSO CHE I COLLOQUI CON L'IRAN AVRANNO SUCCESSO. SE NON L'AVRANNO SARÀ UNA BRUTTA GIORNATA” – LA SECONDA PORTAEREI GARANTIRÀ AGLI STATI UNITI UNA POTENZIALE OFFENSIVA AEREA PROLUNGATA SULL'IRAN. MENTRE NELLE BASI SAUDITE E GIORDANE SI ACCUMULANO AEREI E MISSILI PER PROTEGGERE GLI ALLEATI DELLO ZIO SAM…

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TRUMP CONFERMA, 'UNA SECONDA PORTAEREI PRESTO VICINO ALL'IRAN'

donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

(ANSA) - WASHINGTON, 13 FEB - Donald Trump ha confermato che una seconda portaerei statunitense sarà presto schierata vicino all'Iran, con il quale intende negoziare un accordo nucleare. Questo gruppo aeronavale si unirà alla Uss Abraham Lincoln, già presente nella regione da gennaio con le sue navi di scorta, secondo la stampa statunitense.

 

TRUMP, PENSO CHE I COLLOQUI AVRANNO SUCCESSO O SARÀ BRUTTA GIORNATA PER L'IRAN

(ANSA) - NEW YORK, 13 FEB - "Penso che i colloqui con l'Iran avranno successo. Se non l'avranno sarà una brutta giornata" per Teheran. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

 

SFIDA CON L'IRAN, ECCO PERCHÉ TRUMP RADDOPPIA E ACCELERA

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per www.repubblica.it

 

La portaerei “Ford”, la più potente e moderna della flotta statunitense, ha ricevuto l’ordine di raggiungere il Medio Oriente dove già si trova la “Lincoln”. La notizia rappresenta una duplice svolta nello schieramento deciso da Donald Trump per obbligare l’Iran ad un accordo.

 

Non solo raddoppia il potenziale bellico americano che può essere impiegato in un ipotetico scontro con Teheran, ma lo fa nella maniera più rapida.

 

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donald trump

Si stima che questa portaerei possa entrare in azione nello scacchiere iraniano entro due settimane. Un nuovo intervento che peserà su tutto l’equipaggio, in mare senza sosta dallo scorso luglio: otto mesi di attività operativa ininterrotta costituiscono già un record, che sembra destinato ad allungarsi fino alla resa dei conti con Teheran.

 

E’ una situazione quasi paradossale: l’Us Navy ha dodici portaerei, ma cinque sono in manutenzione, due in addestramento e due sono rientrate da poco in patria dopo lunghe spedizioni. In pratica, soltanto tre sono pronte ad agire. Non è ancora chiaro quante e quali navi accompagneranno la “Ford”, ma si tratterà di almeno tre cacciatorpediniere.

 

MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN

Questo significa che entro fine febbraio l’Armada – termine usato da Trump – sarà composta da due portaerei, con oltre 120 tra cacciabombardieri F35 e F18 Hornet II oltre agli EA18 Growler specializzati nell’eliminare le difese contraeree; da almeno undici cacciatorpedinieri e due sottomarini nucleari con un numero di missili cruise Tomahawk che oscillerà tra 250 e 360.

 

Si tratta del potenziale per condurre una campagna di bombardamenti di lungo periodo: un’offensiva contro più bersagli, prolungata nel tempo e senza dipendere dalle basi nei Paesi arabi che restano contrari a un intervento militare contro la teocrazia sciita.

 

donald trump e ali khamenei

Gli Stati Uniti continuano da quasi un mese a mandare aerei e batterie missilistiche terra-aria negli aeroporti di Giordania e Arabia Saudita. L’impressione è che il potenziale d’attacco venga concentrato sulla flotta in navigazione mentre queste forze siano destinate a formare lo scudo per proteggere gli alleati da un’eventuale prova di forza iraniana, nel caso si arrivi a un’escalation.

 

Anche i cacciabombardieri F15E, che hanno grande autonomia e un potente carico bellico, sembrano essere stati mandati per fare da barriera contro gli sciami di droni a lungo raggio: un compito già svolto durante i due scontri tra Israele e Iran del 2024.

 

portaerei usa lincoln

Non a caso, durante il Super Bowl c’è stato un collegamento video con uno di questi stormi schierati in una base segreta – che in realtà è quella giordana di Muwaffaq Salti – e sotto le ali degli F15E si vedevano i razzi APKWS, un’arma low cost costruita proprio per abbattere i velivoli teleguidati: ogni caccia ne trasporta ventiquattro, che moltiplicano la possibilità di fermare le ondate di droni dei Guardiani della Rivoluzione.

 

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jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

L’altra “fortezza” americana è quella saudita dell’aeroporto Prince Sultan, dove sarebbe stata potenziata la cupola delle batterie Thaad, che distruggono i missili balistici fuori dell’atmosfera e per questo da lì riescono a fare scudo anche ad Israele. C’è l’ipotesi che mezzi e unità delle forze speciali siano state trasferite in Medio Oriente, nella prospettiva di replicare un’operazione di teste di cuoio come quella contro Maduro.

 

Il presidente Trump ha chiesto di studiare un piano d’azione che preveda un colpo decisivo contro il regime iraniano, con l’uccisione o la cattura di figure apicali della teocrazia. Molti al Pentagono sognano un raid di elicotteri che “vendichi” il drammatico fallimento di quello tentato nel 1980 per liberare gli ostaggi nell’ambasciata Usa di Teheran.

 

Tutti i vertici militari statunitensi sono consapevoli però della differenza tra Venezuela e Iran: la Repubblica islamica costituisce da sempre un avversario temibile, che ha represso nel sangue le rivolte popolari di inizio gennaio e sta cercando di tenere alta la guardia nel confronto con gli Stati Uniti.

 

la portaerei uss gerald ford

Non è chiaro quali sostegni Teheran stia ricevendo dai suoi alleati: negli ultimi giorni diversi velivoli cargo provenienti da Cina, Russia e Bielorussia sono atterrati negli aeroporti iraniani, trasferendo carichi misteriosi.