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Monica Perosino per "la Stampa"
Chissà se lo rifarebbe ancora Nigella Lawson, la star inglese delle ricette in tv. Qualche mese fa aveva trascinato in tribunale le sue due assistenti italiane, Francesca e Elisabetta Grillo, accusandole di aver usato senza pudore la carta di credito di lavoro per folli spese personali. Settecento mila sterline spese dalle sorelle in cinque anni, per borse firmate e vacanze di lusso.
Non solo le due italiane sono state scagionate, ma la vera «imputata», alla fine, è sempre stata lei, Nigella. Condannata in un «processo pubblico» per il suo stile di vita, la cocaina, i particolari del suo matrimonio ormai finito con il milionario Charles Saatchi, la vita dorata della «celebrity chef», tra conti da capogiro per fiori freschi per la sua grande casa di Belgravia, quartiere chic nel centro di Londra, o per il divano costato 7500 sterline.
E se il verdetto dei giudici conclude il procedimento giudiziario, non è escluso che di questa storia ci saranno ancora strascichi, almeno per Nigella, che ha reagito senza nascondere tutto il suo rammarico e l'amarezza. «Per tre settimane - ha detto - è stata presentata una galleria di accuse ridicole sull'uso di droga, che ha reso impossibile concentrarsi sull' effettivo oggetto del processo».
Tutta la sua vita è stata scandagliata e resa pubblica sin nei minimi particolari: dall'uso di droga «per tenersi su», al divorzio corredato da alcune foto che la ritraeva in un ristorante di Mayfair con Saatchi mentre le stringeva le mani attorno al collo. Almeno per ora su Nigella, 53 anni, è sceso il silenzio.
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FRANCESCA GRILLO TATA DI NIGELLA LAWSON E SAATCHI
ELISABETTA E FRANCESCA GRILLO TATE DI NIGELLA LAWSON E SAATCHI
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