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BANDA LARGA E MANICA STRETTA – A MARZO SCADE IL CDA DI INFRATEL E NÉ L’AD, PIETRO PICCINETTI, VICINISSIMO AL MINISTRO URSO, NÉ IL PRESIDENTE, ALFREDO MARIA BECCHETTI (QUOTA LEGA), HANNO RICEVUTO RASSICURAZIONI PER UNA RICONFERMA – IL CDA DOVREBBE RESTARE IN CARICA FINO ALL’ESTATE. LA SOCIETÀ PARTECIPATA DA INVITALIA È IL SOGGETTO ATTUATORE DELLA STRATEGIA NAZIONALE PER LA BANDA ULTRALARGA, CHE PERÒ ARRANCA – LE ACCUSE DI FAVORIRE OPENFIBER E LE TENSIONI TRA URSO, MINISTRO DELLE IMPRESE, E ALESSIO BUTTI, CHE GUIDA IL DIPARTIMENTO PER LA TRASFORMAZIONE DIGITALE…
Estratto dell’articolo di Mila Fiordalisi per “Domani”
Si avvicina alla scadenza il consiglio di amministrazione di Infratel, la in-house del Mimit controllata al 100 per cento da Invitalia, soggetto attuatore della Strategia nazionale per la banda ultralarga. La scadenza “naturale” è legata all’approvazione del bilancio 2025 fissata a marzo.
Né a Pietro Piccinetti, l’amministratore delegato, in quota Fratelli d’Italia, considerato molto vicino al ministro Adolfo Urso, e né ad Alfredo Maria Becchetti, il presidente in quota Lega (“salviniano convinto” sostiene chi lo conosce), sarebbero state date indicazioni dai “piani alti” in merito a un’eventuale riconferma. Tra i componenti del cda in carica, in quota maggioranza, c’è Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia per cinque legislature.
Stando alle indiscrezioni raccolte, il cda dovrebbe restare in carica almeno fino all’estate: c’è da portare a casa il Piano Italia a 1 Giga finanziato con 3,5 miliardi di fondi Pnrr. Piano che ha subito una rimodulazione al ribasso a causa dei ritardi sulla tabella di marcia (stralciati oltre 700mila civici da cablare) per non rischiare di dover restituire all’Europa 700 milioni.
[…] E ci sono due nuove patate bollenti sul tavolo di Infratel: la più importante riguarda il ricorso presentato dal trio Sirti-Sielte-Sertori sulla gara da 95 milioni per le cosiddette reti di backhaul aggiudicata lo scorso novembre a Eds Infrastrutture.
Il Tar del Lazio ha bloccato in via cautelare l’aggiudicazione. Eds ha presentato ricorso al Consiglio di Stato che ha però rigettato l’istanza (l’udienza di merito è fissata a marzo.
L’altra rogna riguarda il procedimento legale avviato da FiberCop (la società in capo al Mef e al fondo Kkr) che contesta presunti “favoritismi” nei confronti di Open Fiber (in quota Cdp e Macquarie) relativamente al bando Italia a 1 Giga ossia alla riduzione dei civici da cablare.
Resta da capire anche come gestire il futuro di Infratel: se è vero che sono in programma nuovi piani di copertura dei civici allineati agli obiettivi del Digital Decade Eu (ossia al 2030) siamo sicuri che sarà Infratel ad occuparsene?
Nei giorni scorsi il dipartimento per la Trasformazione digitale, guidato da Alessio Butti, e Invitalia hanno siglato l’accordo attuativo per l’istituzione del Fondo nazionale per la connettività (733 milioni di risorse) per sostenere nuovi interventi infrastrutturali fino al 2029.
i cavi sottomarini in fibra ottica
SABOTAGGIO RETE FIBRA OTTICA FRANCIA
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