beatrice segreti

"SEMBRO LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO CHE DIVENTA UNA PORCA ASSURDA" - BEATRICE SEGRETI, RICCIOLUTA STELLINA DI ONLYFANS: "SE REALIZZO UN BUON PRODOTTO, POI LO RIVEDO E MI MASTURBO E VENGO IN QUESTO SCAMBIO TRA FINZIONE E PIACERE" - DA DOVE PRENDO LE IDEE PER I MIEI VIDEO? DALLA REALTÀ: L’ALTRA SERA, ERO AL RISTORANTE E HO SCAMBIATO SGUARDI CON UN TIPO. ANDIAMO IN BAGNO, CI TOCCHIAMO. ARRIVO A CASA E MI MASTURBO. RIVIVO QUELLA SITUAZIONE E POI CREO VIDEO A PARTIRE DALLA MIA ESPERIENZA"

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Estratto dell'articolo di Diana Ligorio per "Domani"

 

beatrice segreti 1

Prima dell’intervista online con Beatrice Segreti di Onlyfans, mi sono lavata i denti. Il tentativo di connetterci non funziona. Lei appare a scatti: un pezzo del profilo, la punta del naso, un occhio, la chioma riccissima. Quando ci riproviamo, lei è in un’ambientazione naturale, senza trucco.

 

«Mi sento una creator. Non sono una pornoattrice». La pornoattrice, mi spiega, si sveglia e va sul set: «Non deve pensare alla storia. La creator pensa a tutto, l’idea, i personaggi, la storia, il set». Il lavoro della pornoattrice poi è più faticoso:

 

«A livello fisico e mentale. Come creator, invece, abbiamo potere decisionale su tutto: quando, cosa, dove, con chi». Diverso è anche il rapporto con il cliente che lei chiama fan o persona: «La pornoattrice vive un distacco con chi guarda. Io invece parlo con loro, capisco cosa vogliono.

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Creo un rapporto con i fan che non vogliono solo segarsi e uscire. Sono quelli più sensibili che spesso si raccontano solo a me perché non temono il giudizio». Quindi mi chiedo se come scrittori facessimo questo: parlare con i lettori prima di scrivere un libro, mentre scriviamo un libro. Ascoltare le persone prima che diventino fan.

 

Prima dell’intervista online con Beatrice Segreti, ho parlato con mio marito. «Evita magari le solite banalità», mi ha detto. «La libertà del corpo, i soldi, eccetera». Gli chiedo se vuole farla con me. Sarebbe la nostra prima intervista a tre. «È una cosa tua, se ho capito cosa ti interessa». Nella conversazione con Beatrice Segreti mi interessa lo sguardo e mi interessa il linguaggio.

 

«Abito in campagna in mezzo ai meli. Sono la ragazza che sta a casa tutto il tempo a lavorare con i gatti». C’è un luogo fisico, una casa nel Veronese, e c’è un luogo online, una piattaforma.

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Entrambi sono stanze intime e spazi collettivi (quello che per me sono i libri). Lei entra ed esce, dal privato al pubblico, dalla realtà alla finzione. «Ho delle fantasie, tipo l’idraulico. Ma il più delle volte prendo le idee da ciò che mi accade. L’altra sera, ero al ristorante e ho scambiato sguardi con un tipo. Andiamo in bagno, ci tocchiamo. Arrivo a casa e mi masturbo. Rivivo quella situazione e poi creo video a partire dalla mia esperienza».

 

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[...] «Primo rituale è la pulizia. Uso idratanti senza profumo per far uscire il mio odore dal corpo. Bevo un litro d’acqua prima del rapporto». Le chiedo quali sono le cose di lei che eccitano i fan: «Mi dicono essere la voce. E la testa, il mio modo di vedere le cose». La voce, lo sguardo. La conversazione con lei mi fa pensare solo allo scrivere. Poi però aggiunge: «Sembro la ragazza della porta accanto che diventa una porca assurda. Vedi, nel porno cercano di essere come gli altri per vendere di più, invece che essere sé stessi. Io ho voluto portare un altro racconto».

 

Per i video sceglie uomini «consapevoli che non sono loro a dominare: sono io la regina. Quando per girare un video incontro un uomo scelto online, se non mi piace per qualsiasi motivo, dico: “Non me la sento”». Tra i suoi video Instagram ne spunta uno insolito, sul bullismo. Lì lei sembra diversa. A questo punto dell’intervista Beatrice mi chiede una pausa. [...]

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La motivazione per fare questo lavoro per lei non sono i soldi. «Alla domanda su quanto guadagno non rispondo perché spingerebbe le ragazze a fare questo lavoro. Il porno online ha a che fare con il corpo e con la salute mentale. I social, se gestiti male, ti fanno sentire stuprata. Se sei uno strumento dell’orgasmo, perdi il rapporto con te stessa».

 

«Beatrice Segreti è il mio nome d’arte. Non sono solo Beatrice Segreti. Posso uscire da Beatrice Segreti. Sono metà questa e l’altra metà mistero». Manco a dirlo: quando uno scrittore costruisce un personaggio crea il suo desiderio e anche il suo mistero.

 

«Per me il porno è sentire questo potere che esce da me. Il piacere è fisico e mentale ma è anche costruzione. Se realizzo un buon prodotto, poi lo rivedo e mi masturbo e vengo in questo scambio tra finzione e piacere». Il piacere per una donna è qualcosa che si rompe in mille pezzi (l’io a pezzi di uno scrittore quando scrive), poi da ricomporre in una forma altra. Beatrice Segreti, creator del desiderio, fa della ricerca del piacere un modo di raccontare corpo e testa, privato e pubblico, realtà e finzione. [...]

 

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