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C'È UN FLORIDO MERCATO DI SPIONI: SI VENDE L'ITALIA A CHI OFFRE DI PIÙ! - LA VICENDA DEI DUE EX 007 TRADITORI, ARRESTATI PER AVER PASSATO INFORMAZIONI TOP SECRET A MOSCA, SCOPERCHIA UN VASO DI PANDORA: RAOUL GAVINO PIRAS, 59ENNE CHE INTRATTENEVA RAPPORTI CON LA SPIONE RUSSO MIKHAIL ASTAKHOV, SI LAMENTAVA CON IL SUO CONTATTO PER I POCHI SOLDI CHE OFFRIVA. PIRAS RACCONTA ALL'UOMO DEL CREMLINO CHE UNA SUA FONTE, DELUSA DALLE TARIFFE RUSSE (MILLE EURO A INFORMATIVA), AVEVA DECISO DI PASSARE ALLE DIPENDENZE DI UN ALTRO COMMITTENTE, UN ADDETTO MILITARE DELL’AMBASCIATA DI UN PAESE ARABO - L'EX 007 ITALIANO VENDEVA PER DUE SPICCI (4 MILA EURO A REPORT) LE INFORMAZIONI RISERVATISSIME, COME UNA LISTA DI CINQUE AGENTI DELL'AISE SOTTO COPERTURA, LA CUI VITA E' STATA MESSA A RISCHIO DAL MARIUOLO - NON È AL PRIMA VOLTA CHE PIRAS VIENE PIZZICATO A PASSARE SEGRETI AI RUSSI: GIA' NEL 2006 VENNE BECCATO MENTRE SPIFFERAVA INFORMAZIONI A DAMIR RAVILEVICH KURMASHOV. LA SPIA MOSCOVITA VENNE CACCIATA, E A PIRAS NON SUCCESSE NULLA (IN UN PAESE SERIO, GIA' ALLORA AVREBBE FATTO UNA BRUTTA FINE...)
Estratto dell'articolo di Giovanni Bianconi per il "Corriere della Sera"
L’ex sottufficiale dell’Arma e dei servizi segreti Raoul Gavino Piras, 59 anni compiuti il mese scorso e in pensione da quando ne aveva 50, era già stato inquisito per spionaggio dalla Procura di Roma, ma finì tutto in archivio nel 2023; il suo presunto arruolatore russo, il colonnello Damir Ravilevich Kurmashov, lasciò l’Italia in quanto «persona non gradita», e Piras se la cavò così.
Ma lo scorso anno l’Aisi, Agenzia per la sicurezza interna, s’è accorta dei rapporti allacciati con un altro agente dei servizi moscoviti, Mikhail Astakhov, e stavolta l’indagine dei carabinieri del Ros sono andate più a fondo, fino agli arresti domiciliari scattati l’altro giorno.
«L’allarmante reiterazione delle condotte illecite di Piras — ha scritto la giudice Rosamaria De Lellis che ha ordinato la misura cautelare per lui e l’altro ex appartenente all’Arma e ai Servizi Vincenzo Di Pasquale — è espressione di una personalità trasgressiva, evidentemente incapace di valutare la gravità di quanto posto in essere. I due ex militari, sfruttando abilmente l’esperienza maturata nelle qualifiche rivestite, hanno agito in violazione e spregio dei doveri di lealtà e correttezza verso lo Stato». Lasciando trasparire «la quasi certezza che, presentandosi l’occasione, essi commettano altri reati della medesima specie» [...]
ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 1
L’avvocato Francesco Vaccaro, difensore di Piras, sostiene che per il suo cliente non erano riservate, ma in alcune conversazioni intercettate con il suo referente russo lui stesso appare consapevole del contrario; come quando dice che «tra l’altro è vietato», riferendosi a un dato acquisito tramite un’altra persona, o paventa il rischio d’arresto quando si lamenta di essere pagato troppo poco per le «migliaia di informazioni» fornite «in dodici anni».
I soldi sembrano un cruccio continuo per l’ex agente segreto. Il quale racconta ad Astakhov che una sua fonte delusa dalle tariffe russe (1.000 euro a informativa) aveva deciso di passare alle dipendenze di un altro committente, addetto militare dell’ambasciata di un Paese arabo.
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Ciò nonostante, dalle intercettazioni si evince che Piras volesse tenersi stretto il proprio contatto russo, perché quando lo avverte che l’Aise (l’Agenzia per la sicurezza esterna) ne controlla le mosse, spiega di non averlo messo per iscritto temendo che «l’intelligence russa, resa edotta ufficialmente di tale circostanza, avrebbe potuto costringere Astakhov a un rientro su Mosca». Facendogli perdere una fonte di guadagno da 4.000 a report.
«Non so che informazioni volete, a livello politico ne ho tantissime», prometteva l’indagato all’agente russo. E al di là delle notizie su armamenti, programmi militari e situazioni riguardanti non solo l’Italia (tra le tante richieste avanzate a Piras, una riguarda «l’efficacia degli attacchi alle strutture nucleari iraniane»), particolarmente allarmanti vengono considerate quelle relative al controspionaggio italiano nei confronti della Russia e altri Stati.
Con l’ex agente che dispensava nomi, cognomi e foto di funzionari dei Servizi italiani impegnati in quelle attività; compresa la dipendente dell’Aise che, secondo quanto gli avrebbe riferito Di Pasquale, si dedicava a controllare le mosse di Astakhov. «Arrivando addirittura a proporre all’ officer russo una controsorveglianza» su di lei, accusa la giudice.
Tra i nominativi segnalati da Piras, in un documento intitolato «Urgentissimo - Cittadino russo in contatto con personale dell’Aise», c’è un certo Ruslan Suriadov, un russo con passaporto ucraino di stanza a Matera, «sospettato di essere un agente dell’intelligence russa e dunque controllato dall’Aise»; viene indicato come presunto artefice di una «operazione di false flag», orchestrata per farne ricadere la responsabilità su un’entità diversa da chi l’ha messa in atto. [...]
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