asina zaira - andrea lo cicero

IL CACCIATORE 80ENNE CHE HA UCCISO L'ASINA DI ANDREA LO CICERO PENSAVA DI SPARARE A UN CINGHIALE (MA A QUELL'ETA' NON È MEGLIO STARSENE A CASA CON UNA TISANELLA?) - LA VICENDA RISALE AL NOVEMBRE DEL 2020 QUANDO, IN PROVINCIA DI VITERBO, L'ANZIANO UCCISE L'ASINA ZAIRA DELL'EX RUGBISTA. ORA, IL CACCIATORE E' A PROCESSO - SE L'ANZIANO HA SCAMBIATO L'ASINA PER UN CINGHIALE, A LO CICERO È ANDATA BENE: FOSSE PASSATO ACCANTO ALL'ASINA NEL MOMENTO SBAGLIATO, VISTA LA STAZZA, SAREBBE STATO SCAMBIATO PER UN ORSO BRUNO...

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Estratto da https://roma.repubblica.it/

 

andrea lo cicero

«Pensava di sparare a un cinghiale». È questa la linea scelta dalla difesa del cacciatore accusato di avere ucciso Zaira, l’asina di Andrea Lo Cicero, colpita da una fucilata l’8 novembre del 2020 nella proprietà dell’ex rugbista, nel Viterbese.

 

Il processo è arrivato alla discussione delle parti. Da una parte l’avvocato Francesco Visco, che assiste Lo Cicero, costituito parte civile, e che ha chiesto la condanna dell’imputato oltre al riconoscimento di una provvisionale in vista dell’eventuale risarcimento dei danni.

 

ASINA ZAIRA - ANDREA LO CICERO

Dall’altra il difensore del cacciatore, l’avvocato Luigi Sini, che ha chiesto l’assoluzione sostenendo che la morte dell’animale sarebbe stata il frutto di un errore durante la battuta. Secondo la tesi della difesa, l’ottantenne avrebbe sparato convinto di avere davanti un cinghiale e non avrebbe quindi avuto la volontà di uccidere Zaira.

 

Una ricostruzione contestata dalla parte civile. Il legale di Lo Cicero ritiene infatti inverosimile che un’asina potesse essere scambiata per un cinghiale e ha richiamato quanto emerso nel corso dell’istruttoria sulle modalità con cui sarebbe stato esploso il colpo. [...]

andrea lo cicero

 

La vicenda risale all’8 novembre 2020. Quel giorno Lo Cicero si trovava nella sua proprietà insieme alla moglie e al figlio per occuparsi degli animali quando partì il colpo. Zaira venne raggiunta dalla fucilata e morì poco dopo.

 

L’ex pilone della Nazionale aveva già raccontato in aula quei momenti, ricordando il rischio corso anche dalla sua famiglia e lo choc provocato dalla morte dell’animale. Nel processo è stato ascoltato anche il tecnico incaricato degli accertamenti balistici, chiamato a ricostruire distanza, traiettoria e caratteristiche dello sparo. [...]