DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO…
E CHE CACIO! – IL CALDO ESTREMO MINACCIA ANCHE IL PARMIGIANO REGGIANO. CON TERMOMETRI VICINI AI 40 GRADI IN PIÙ ZONE DEL NORD ITALIA, LO “STRESS TERMICO” SI AGGIRA SUI 25 GRADI IN BASE ALL'UMIDITÀ. E COSÌ LE MUCCHE MANGIANO, RIPOSANO E RUMINANO MENO, CON UNA RIDUZIONE MEDIA DELLA PRODUZIONE DI LATTE DEL 10% – IL PRESIDENTE DEL CONSORZIO, NICOLA BERTINELLI: “SIAMO PREOCCUPATI PER LA CRESCENTE FREQUENZA E INTENSITÀ DEGLI EVENTI METEOROLOGICI ESTREMI” – ORMAI PER CONTRASTARE L'EMERGENZA, OLTRE LA METÀ DEGLI ALLEVAMENTI È DOTATA DI SISTEMI ANTI-CALDO, CON VENTILATORI E…
Estratto dell’articolo da “La Stampa”
Temperature estive fuorigiri e ondate di calore investono anche gli allevamenti della filiera del Parmigiano Reggiano. Con termometri sui 40 gradi in più zone del Nord Italia, lo stress termico si aggira sui 25 gradi in base all'umidità. E così le bovine mangiano, riposano e ruminano meno, con una contrazione media della produzione di latte di circa il 10%. È questo il quadro ricostruito da Politico.
La filiera, per ora, regge: circa 4 milioni di forme prodotte all'anno e un fatturato al consumo vicino ai 4 miliardi - trainato dall'export -. Per Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, «la produzione non è al momento a rischio, ma la crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico è motivo di preoccupazione per tutta la filiera».
[…] In certe realtà la flessione è più severa: Federica Dall'Aglio, allevatrice del Parmense con circa 400 capi, registra cali di 5-6 chili di latte al giorno per vacca (pari al 20%), nonostante l'uso di ventilatori e sistemi di irrigazione. Per contrastare l'emergenza, oltre la metà degli allevamenti - responsabili del 70% del latte complessivo - è dotata di sistemi anti-caldo.
[…] Eppure, Luca Cotti, allevatore e presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, evidenzia che nelle fasi di caldo estremo i consumi elettrici delle stalle possono raddoppiare o triplicare. A ciò, si somma la siccità, che si traduce in aumenti dell'irrigazione e del pompaggio dalle falde.
Nonostante il pressing sulle stalle, la disponibilità del prodotto sul mercato rimane garantita. La produzione è governata dal Piano regolazione offerta, che fissa un tetto di crescita annua tra il 2,5% e il 3%: perciò, eventuali flessioni estive vengono compensate nei mesi successivi. […]
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