adolfo urso electrolux

LA PELLE DELL’URSO – IL CASO DEI 1.700 LAVORATORI DI ELECTROLUX LICENZIATI È L’ENNESIMO FALLIMENTO DEL MINISTRO DEL MADE IN ITALY – SINDACATI E OPPOSIZIONI CHIEDONO CHE IL DOSSIER PASSI NELLE MANI DI PALAZZO CHIGI – IN QUASI QUATTRO ANNI DI GOVERNO, URSO NON È STATO IN GRADO DI RISOLVERE NESSUNA DELLE GRANDI CRISI INDUSTRIALI, DALL’ILVA  ALL’AUTOMOTIVE...

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Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

ADOLFO URSO

Chiusa una crisi, per Giorgia Meloni rischia di aprirsene un’altra. Stavolta legata al ministro delle Imprese guidato da Adolfo Urso. La premier è riuscita, non senza fatica, ad archiviate le pulizie di primavera avviate dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

 

Ma la doccia fredda è arrivata dal piano industriale di Electrolux che ha intenzione di tagliare 1.700 posti di lavoro in tutta Italia e chiudere direttamente lo stabilimento di Cerreto d’Esi in provincia di Ancona.

 

L’intervento del governo per il momento è limitato alla convocazione di un tavolo da parte di Urso per il prossimo 25 maggio e l’avvio della «ricognizione sulle misure in favore dell’azienda» annunciata dalla sottosegretaria alle Imprese, Mara Bizzotto. […]

 

adolfo urso e giorgia meloni - foto lapresse

La situazione rischia però di esplodere: a fronte dell’inattività di Urso e della sua performance decisamente dimenticabile nel gestire le ultime crisi industriali, opposizioni e sindacati hanno chiesto che il dossier passi nelle mani della presidente del Consiglio. Pd, M5s e Avs hanno sollecitato, contestualmente, un’informativa urgente del ministro e di Meloni alla Camera.

 

[…]

 

Anche perché un’alternativa tangibile attualmente non c’è e il governo rischia di doversi sobbarcare anche la cassa integrazione per i lavoratori. Per non parlare del danno d’immagine: eccezion fatta per quello di Forlì, gli impianti produttivi di Electrolux su cui ricadranno i tagli sono collocati tutti in regioni attualmente governate dalla destra. E i prossimi 24 e 25 maggio è in programma il primo turno di una serie di elezioni amministrative.

 

[…]

 

ELECTROLUX

A livello nazionale, invece, il tavolo dell’elettrodomestico, che correva parallelo a quello dell’automotive, è scomparso. «Il ministro l’ha convocato una sola volta, c’è stata una passerella ma poi è finito tutto in un nulla di fatto», dice Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl.

 

Per il sindacalista si sono persi di vista i temi strutturali: costi energetici, ma anche spese per i materiali, logistica, dazi e così via. «Ora c’è lo sconto sulle accise, che però a questo punto sembra più che altro metadone. Bisogna intervenire sul Patto di stabilità, spingere per nuovo debito europeo “buono”» dice Uliano. Anche perché l’unico fondo disponibile per i cambiamenti necessari era il Fondo auto. «E Urso l’ha tagliato».

 

adolfo urso - foto lapresse

Il timore ora è che, in un contesto in cui la sovrapproduzione dell’Asia consente un feroce dumping dei prezzi, si vada incontro a un impoverimento complessivo. «Il caso Beko non ha insegnato nulla sull’elettrodomestico: non ha senso tappare le falle se non c’è una politica industriale», continua Uliano.

 

E all’orizzonte inizia a stagliarsi uno scenario Ilva: rinvii continui, convocazioni attese ma mai arrivate e «un ministro che parla più con i giornali che con noi».

 

Un bilancio magrissimo, quello di Urso, che si avvia ad arrivare alla scadenza di legislatura con praticamente nessun successo a bilancio. […]

 

EX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

Tradotto: la pazienza dei sindacati è finita. E, soprattutto, l’apertura di credito unitaria che Fiom, Cisl Fim e Uilm avevano fatto al governo sulla gestione delle crisi finisce qui.

ELECTROLUXADOLFO URSO E GIANCARLO GIORGETTI