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UN CHITARRISTA CON IL GREMBIULINO - IL VICARIATO DI ROMA NEGA IL FUNERALE, PREVISTO NELLA CHIESTA DEGLI ARTISTI A ROMA, A BRUNO BATTISTI D’AMARIO. IL MUSICISTA 88ENNE ERA MEMBRO DELLA MASSONERIA: FONDO' UNA LOGGIA DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA E FU ANCHE L'AUTORE DELL’INNO UFFICIALE DELL’ORGANIZZAZIONE - D’AMARIO COLLABORO' CON ENNIO MORRICONE, REALIZZANDO LE COLONNE SONORE DI "PER UN PUGNO DI DOLLARI", "PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ" E "IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO" - SUONO' CON L’ORCHESTRA DI ARMANDO TROVAJOLI E CON QUELLA DELLA RAI...
Estratto dell'articolo di Maurizio Perriello per il "Corriere della Sera"
I funerali erano stati fissati per venerdì 7 agosto nella Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo. Ma per Bruno Battisti D’Amario, chitarrista e compositore morto a Roma all’età di 88 anni, le esequie cattoliche non sono state celebrate.
A negarle è stato il vicariato di Roma, rammentando pubblicamente l’appartenenza del musicista alla massoneria. Battisti D’Amario fu infatti fondatore di una loggia romana del Grande Oriente d’Italia e autore anche dell’inno ufficiale dell’organizzazione.
«Sono stato allertato dalla Segreteria di Stato, che mi ha girato l’articolo del Goi che rivelava l’identità massonica apicale del chitarrista», ha spiegato monsignor Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti.
Il vescovo si è quindi rivolto al cardinale vicario Baldassare Reina, chiedendo un pronunciamento dell’ufficio giuridico. Dal vicariato è così arrivata l’indicazione sull’impossibilità di celebrare le esequie in chiesa, lasciando però spazio a una breve preghiera come gesto di «carità cristiana».
Una conclusione inattesa per la vita di un musicista il cui nome è legato anche alla storia del cinema. La sua chitarra ha accompagnato sodalizi con compositori del calibro di Riz Ortolani, Nino Rota ed Ennio Morricone, entrando nelle colonne sonore — tra gli altri — di capolavori western come «Per un pugno di dollari», «Per qualche dollaro in più» e «Il buono, il brutto e il cattivo».
Nato a Roma nel 1937 e formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia, Battisti D’Amario collaborò con l’orchestra di Armando Trovajoli e con quella della Rai ed ebbe anche una lunga carriera d’insegnamento nei conservatori. [...] A ricordare l’uomo e l’artista è stato invece il flautista Gianni Trovalusci, con il quale Battisti D’Amario ha condiviso concerti, oltre all’amicizia.
«I colori del suono della sua chitarra erano veramente spettacolari», racconta. «Era una persona fedele a se stessa», aggiunge. Sul funerale negato Trovalusci evita accuse: «Nel mondo esistono integralismi, ma sul piano umano, anche per l’importanza che ha rivestito nella storia della musica, forse Bruno poteva essere trattato in un altro modo».
Infine chiosa ricordando il carattere dell’amico: «Non dico che si sarebbe fatto una risata, ma quasi». [...]
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