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COTTI E MAGNETI - LA CINA VORREBBE VIETARE L'ESPORTAZIONE DELLE TECNOLOGIE UTILIZZATE PER PRODURRE MAGNETI DI TERRE RARE, UTILIZZATI PER LA PRODUZIONE DI VEICOLI ELETTRICI, NEI MOTORI DELLE TURBINE EOLICHE E IN ALTRI PRODOTTI - IL MOTIVO? QUELLO UFFICIALE È PER "SICUREZZA NAZIONALE", MA IN REALTÀ LA MOSSA SAREBBE FATTA PER RENDERE L'EUROPA COMPLETAMENTE DIPENDENTE DA PECHINO (CHE DETIENE CIRCA IL 90% DEL MERCATO GLOBALE), VISTO CHE NEL VECCHIO CONTINENTE...
Estratto dell'articolo di Gianluca Baldini per “la Verità”
[…] la Cina starebbe valutando di vietare l’esportazione delle tecnologie utilizzate per produrre magneti di terre rare ad alte prestazioni. Strumenti utilizzati nei veicoli elettrici, nei motori delle turbine eoliche e in altri prodotti, adducendo come motivazione la «sicurezza nazionale».
In realtà, però, con la tendenza globale alla decarbonizzazione che spinge sempre più verso l’uso di motori elettrici, il timore è che la Cina stia cercando di prendere il controllo della catena di fornitura dei magneti e di stabilire così un dominio nel fiorente settore della mobilità green.
La Cina […] avrebbe già rilasciato una prima bozza rivista della lista.
In particolare, nella bozza sono state aggiunte al divieto di esportazione le tecnologie di produzione di magneti ad alte prestazioni che utilizzano elementi delle terre rare come il neodimio e il samario cobalto. […]
Oltre che nei veicoli elettrici, sono ampiamente utilizzati negli aerei, compresi quelli militari, e nei macchinari industriali, tra cui robot, telefoni cellulari e condizionatori d’aria. Si prevede che l’uso di questi magneti aumenterà insieme ai semiconduttori e alle celle di stoccaggio delle batterie. Vista la situazione, il vicino governo giapponese si dice già preoccupato per l’impatto potenziale di questa scelta che potrebbe provocare un’interruzione della fornitura con un impatto su varie attività del Paese.
Del resto, si stima che la Cina detenga circa l’84% del mercato globale dei magneti al neodimio e oltre il 90% dei magneti al samario cobalto. Il Giappone, invece, detiene circa il 15% del mercato dei magneti al neodimio e una quota inferiore al 10% di quello del samario cobalto. Se la Cina vietasse l’esportazione di queste tecnologie, insomma, sarebbe difficile per gli Stati Uniti e l’Europa, che non producono tradizionalmente magneti di terre rare, entrare di nuovo nel mercato, rendendo di fatto questi Paesi totalmente dipendenti dalla Cina.
Inoltre, Pechino sta investendo in strutture per fabbricare magneti a basso costo attraverso la produzione su larga scala, il che potrebbe far perdere al Giappone la sua quota di mercato in futuro. […]. Il divieto di esportare tecnologie per i magneti […] mira a mantenere le tecnologie ambientali fondamentali all’interno del perimetro cinese, utilizzandole come merce di scambio nei rapporti con gli Stati Uniti e l’Europa, entrambe aree che stanno cercando di prendere le distanze da Pechino.
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