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CIUFF CIUFF, SALVINI E GIORGETTI METTONO ALLE STRETTE DONNARUMMA! – NONOSTANTE LA NUOVA ONDATA DI POLEMICHE PER RITARDI DELL’ALTA VELOCITÀ, L’AD DI FERROVIE DELLO STATO DOVREBBE RESTARE AL SUO POSTO, ANCHE PERCHÉ BISOGNA CHIUDERE I PROGETTI DEL PNRR. MA IL MINISTERO DEI TRASPORTI E IL TESORO VOGLIONO IMPORRE UN MAGGIORE CONTROLLO POLITICO E PRETENDONO PALETTI SU STRATEGIA E GOVERNANCE DEL GRUPPO – PRIMA DEL CDA DI FS, DONNARUMMA HA INCONTRATO SALVINI E HA COMENTATO: “IL MINISTRO È SERENO, ABBIAMO PARLATO DELLE NOSTRE ATTIVITÀ, NON DI ALTRO” (MENTRE L’EX TRUCE DEL PAPEETE È RIMASTO IN SILENZIO) – L’IMPRESSIONE È CHE SIA UNA TREGUA VIGILATA: SALVINI VUOLE PIAZZARE ALLA GUIDA DI FERROVIE L'AD DI TRENITALIA, GIANPIERO STRISCIUGLIO, VICINO ALLA LEGA...
DONNARUMMA, BENE RIUNIONE CON SALVINI, MINISTRO SERENO, NON PARLATO DI ALTRO
MATTEO SALVINI STEFANO DONNARUMMA
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - "La riunione è andata molto bene, il ministro era assolutamente sereno, voleva sapere da noi tutte le informazioni, abbiamo lasciato un dettaglio di tutte le attività". Lo ha detto l'a.d del gruppo Fs, Stefano Antonio Donnarumma, dopo l' incontro al Mit, sottolineando che "non si è parlato di altro".
DONNARUMMA, SU AV PUNTUALITÀ GIUGNO +7% SU STESSO MESE 2025
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - "Abbiamo rappresentato al ministro l'andamento della puntualità, che quest'anno, nella prima metà di giugno, segna assolutamente un miglioramento forte rispetto all'anno precedente e all'anno precedente ancora, di oltre il sette per cento in più sull'Alta velocità".
stefano donnarumma - piano industriale fs - foto lapresse
Lo ha detto l'a.d del gruppo Fs, Stefano Antonio Donnarumma, dopo la riunione al Mit con il ministro Matteo Salvini, e gli altri vertici del gruppo ferroviario, sottolineando: "Sette per cento in più dell'anno precedente, stesso mese, stessi quindici giorni, perché noi misuriamo sempre i mesi in confronto tra loro perché hanno un andamento del traffico, dei volumi e anche delle temperature".
FS, DONNARUMMA IN BILICO GOVERNO AL BIVIO SALTA O RESTA CON PALETTI
Estratto dell’articolo di Claudia Luise e Luca Monticelli per “La Stampa”
stefano donnarumma - piano industriale fs - foto lapresse
Stefano Donnarumma resta - per ora - alla guida di Ferrovie dello Stato, ma con margini d'azione destinati a ridursi. Dopo settimane di tensioni e le critiche arrivate dalla Lega, l'ipotesi di un cambio in corsa, anche se non nell'immediato, è ancora sul piatto.
Nel caso, invece, il governo decidesse di mantenere il manager fino alla scadenza naturale del mandato nell'aprile 2027, il prezzo della permanenza è un rafforzamento del controllo politico, con Mef e Mit pronti a mettere dei paletti su strategia e governance.
[…]
Difficile che una decisione venga presa già oggi, le strade restano due. Una possibilità, che potrebbe essere dettata dalla necessità di non cambiare alla vigilia della conclusione dei cantieri Pnrr e con una scadenza del mandato non così in là nel tempo, è quella di provare a ricucire lo strappo ma con una stretta sulle scelte dell'ad di Ferrovie.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Il primo stop riguarda la Rab, il progetto di valorizzazione della rete ferroviaria con l'apertura a capitali privati, anche esteri. Un'ipotesi mai digerita dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva già mandato un segnale preciso lo scorso 27 maggio alla Camera, in un convegno alla presenza dello stesso Donnarumma: «Pensiamo ai miliardi dei fondi di previdenza complementare, ai vecchi Tfr dei lavoratori italiani.
Dove sono investiti? Sono investiti nell'economia italiana o in quella di altri Paesi? Sono investiti prevalentemente fuori dall'Italia. Ma che senso ha tutto ciò?», aveva osservato il ministro, per poi aggiungere, rivolgendosi direttamente al capo di Fs presente in sala: «Guardo Donnarumma, perché dobbiamo andare a cercare il fondo pensione canadese o australiano per le nostre infrastrutture? Abbiamo i fondi pensione italiani, perché nessuno ne parla?».
[…] l'operazione Rab dovrà essere accantonata. Non è l'unico dossier sul quale la politica intende intervenire. Altro terreno sensibile è la strategia di diversificazione, in particolare il progetto di una società di venture capital con cui il gruppo avrebbe potuto effettuare investimenti anche all'esterno del core business ferroviario. Un'iniziativa che non ha convinto l'esecutivo e che ora rischia di essere congelata.
[…] Nei prossimi mesi sono attesi movimenti ai vertici del gruppo e delle controllate, e proprio sulle nomine il governo intende esercitare un ruolo più incisivo. Già circolano voci di manager in uscita, destinati ad approdare verso altre realtà, lasciando spazi che la politica vuole presidiare.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Ma non è detto che un "commissariamento" possa bastare. E ci sarebbe già pronta la strategia per il cambio. A rendere più instabile il quadro, infatti, hanno contribuito anche i movimenti nel consiglio di amministrazione.
Le dimissioni della consigliera in quota Mef Tiziana De Luca, seguite da quelle di Caterina Belletti, hanno ridotto i membri da sette a cinque, alimentando le voci di un possibile ribaltone con dimissioni a catena.
Per ora il cda, che si riunisce oggi, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, può continuare a operare anche così senza procedere a nuove nomine nell'immediato. Ma basterebbe un'altra defezione e cadrebbe tutto il consiglio, quindi si potrebbero azzerare i vertici consentendo la nomina di un nuovo ad che avrebbe un mandato pieno.
stefano donnarumma - piano industriale fs - foto lapresse
E già ci sarebbe l'alternativa: l'ad di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio, vicino ad ambienti leghisti. Una soluzione interna che sarebbe quella preferita in un momento complicato per il gruppo, alla vigilia dell'estate con i cantieri del Pnrr da ultimare e disagi già annunciati sulla rete dovuti proprio alle chiusure estive programmate. […]
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