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CHE COJONI 'STI EVASORI! - A LUCCA, LA GUARDIA DI FINANZA "PIZZICA" UN IMPRENDITORE-EVASORE CHE OSTENTAVA LA SUA RICCHEZZA IN TV (SOSTENEVA DI SPENDERE ANCHE 30 MILA EURO AL GIORNO) - LE SUE INTERVISTE HANNO INSOSPETTITO LE FIAMME GIALLE: IL REDDITO DICHIARATO DALL'UOMO ERA TROPPO BASSO PER POTER PERMETTERSI LO STILE DI VITA CHE MOSTRAVA - INFATTI, NELL’ARCO DI CINQUE ANNI HA OMESSO DI DICHIARARE REDDITI PER 376.963 EURO (E IVA DOVUTA PER 101.854 EURO)

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Estratto da www.ilfattoquotidiano.it

 

Guardia di finanza

A far scattare l’attenzione della Guardia di Finanza è stata un’apparizione televisiva. Un uomo, intervistato lo scorso anno da una nota trasmissione, aveva raccontato la sua “vita da sogno”, tra massaggi, auto di lusso e acquisti nelle gioiellerie della Versilia, sostenendo di poter arrivare a spendere in una sola giornata anche più di 30 mila euro.

 

Secondo quanto riferisce ANSA, proprio il tenore di vita mostrato in televisione ha attirato l’attenzione dei finanzieri di Lucca, che lo hanno ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I controlli sono stati quindi estesi a un’associazione sportiva dilettantistica attiva nel settore delle palestre, della quale l’uomo “risultava essere stato nel tempo dipendente e rappresentante legale”.

Guardia di finanza

 

La Guardia di Finanza, in una nota, spiega che nell’arco di cinque anni l’associazione ha omesso di dichiarare redditi per 376.963 euro e Iva dovuta per 101.854 euro. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere, secondo le Fiamme Gialle, “un complesso sistema di fatturazione tra società collegate” e “l’illegittimo sfruttamento del regime fiscale delle associazioni senza scopo di lucro”.

 

Guardia di finanza

“La palestra, d’altronde – afferma la Guardia di Finanza -, non presentava alcun obiettivo solidaristico e sportivo che potesse giustificarne i benefici riservati alle associazioni senza lucro”. Sempre secondo quanto ricostruito dai finanzieri, per occultare la finalità commerciale è stata creata una seconda società, riconducibile allo stesso rappresentante legale, che attraverso canoni di locazione dei macchinari faceva fuoriuscire ingenti quantità di denaro che avrebbero dovuto essere destinate alla palestra.

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