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Da il “Corriere della Sera”
Trust, compravendita di immobili, diamanti, opere d’arte ritrovate e il sempreverde spallone. Sono le nuove vie (sempre illegali) che vengono proposte sottobanco da qualche faccendiere agli «irriducibili» che non vogliono aderire alla voluntary disclosure . Un ventaglio di escamotage fantasiosi, come ad esempio il trust in Nuova Zelanda, perché il Paese ha un sistema giuridico anglosassone e non è ancora nel radar dei controlli specifici.
Segue lo spostamento di fondi a Dubai attraverso una compravendita fittizia di immobili: dalla Svizzera si compra l’immobile nell’emirato e poco dopo qualcuno lo riacquista, ma il denaro rimane nel Paese. Difficile controllare, visto che al momento non c’è scambio di informazioni fiscali tra Italia e Dubai. Un’altra versione prevede solo la stipula del preliminare, con il pagamento di una certa quota, e poi la sua cessione: niente passaggio di proprietà o trascrizioni o atti pubblici.
Altro fenomeno è la vendita fittizia di opere d’arte: il soggetto A fa finta di avere avuto ad esempio un Miró e di averlo venduto per diversi milioni a un soggetto B e mostra la ricevuta della finta vendita, procurata dal faccendiere. A questo punto i soldi sono venuti a galla. La strada della conversione in pietre preziose funziona per l’occultamento, ma non si devono avere esigenze di liquidità. Le sanzioni penali non sono trasmissibili agli eredi, dunque quando ne entreranno in possesso dovranno pagare solo le tasse di successione.
Tornano infine di moda gli spalloni che si offrono di riportare i soldi in Italia, metodo che funziona però per le piccole cifre e non per i grandi patrimoni. La voluntary disclosure, insomma, resta la soluzione più conveniente.
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