DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN…
CHE COS’È IL FAMIGERATO INSEDIAMENTO E1 CHE TUMULA OGNI POSSIBILITÀ DI UNO STATO PALESTINESE? – SI TRATTA DELL’OCCUPAZIONE DI 12MILA METRI QUADRATI CHE COLLEGANO GERUSALEMME EST ALLA COLONIA DI MA’ALE ADUMIM PER POI RAGGIUNGERE IL MAR MORTO E IL CONFINE CON LA GIORDANIA: LE 3500 ABITAZIONI DI COLONI DIVIDERANNO LA PARTE ARABA DI GERUSALEMME DAL RESTO DELLA CISGIORDANIA CHE SARÀ TRANCIATA IN DUE – NEL 2005 ARIEL SHARON DOVETTE ABBANDONARE IL PROGETTO SOTTO LE PRESSIONI DI GEORGE W. BUSH. MA OGGI NETANYAHU È CERTO DI AVER CONVINTO TRUMP DELL’IMPOSSIBILITÀ DELLA SOLUZIONE A DUE STATI E…
Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”
BEZALEL SMOTRICH MOSTRA L INSEDIAMENTO E1 IN CISGIORDANIA
Era stato Ariel Sharon ad archiviare le mappe catastali del progetto che pure risaliva a tanti dei suoi predecessori fino al laburista Yitzhak Rabin. I governi israeliani erano convinti della necessità di una continuità urbanistica tra Gerusalemme a est e la grande colonia di Ma’ale Adumim per poi raggiungere il Mar Morto e il confine con la Giordania: ideologia e strategia espansionistica, una Gerusalemme che si ingrandisce a metropoli nei territori palestinesi.
NETANYAHU INCONTRA I GIORNALISTI - 2
Nel 2005 «Bulldozer» Sharon, che pure era considerato il capo cantiere degli insediamenti, deve piegarsi alle pressioni di George W. Bush: i presidenti americani credono ancora nella nascita di uno Stato palestinese e quel blocco di 3.500 abitazioni […] in due a colate di cemento la Cisgiordania, soprattutto la divide dalla parte araba di Gerusalemme, quella che dovrebbe costituire la capitale della futura nazione. Dalle colline semidesertiche verrebbero cacciati almeno 2 mila beduini, già trasferiti qui a forza dal Negev per far posto ai villaggi e alle cittadine israeliane.
Il Donald Trump del primo mandato si è lasciato convincere da Benjamin Netanyahu che uno Stato palestinese sia irrealizzabile. […]
[…] come ha proclamato Bezalel Smotrich, il ministro delle Finanze e leader dei coloni, l’approvazione del piano E1 «seppellisce la possibilità di uno Stato palestinese non con gli slogan ma con i fatti».
Il premier si tiene stretti gli estremisti che gli permettono di restare al potere, allo stesso tempo le pressioni internazionali potrebbero spingerlo a rallentare il processo burocratico dalla pubblicazione delle gare d’appalto ai permessi di costruire.
Già nel 2012 aveva proclamato — in campagna elettorale — di essere pronto a procedere con l’edificazione e ancora l’aveva annunciato otto anni dopo sempre per raccogliere voti a destra.
LA MAPPA DELLA STRISCIA DI GAZA E DELLA CISGIORDANIA
In passato il premier israeliano si era sempre fermato, consapevole che i 12 mila chilometri quadrati indicati dalla sigla E1 avrebbero potuto infiammare una terza intifada tra i palestinesi. Ma il Netanyahu della guerra perpetua Gaza, della postura offensiva ovunque nella regione, non è più quello considerato cauto e avverso ai conflitti.
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