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CRONACHE DA UNA CITTA' DA PIPPARE - I RACCONTI DI UNA BIONDISSIMA 30ENNE, MARIA COLLI BATTAGLIA, CHE È STATA RISUCCHIATA NELLA MILANO "GINTONERIA" STYLE (CIOÈ ALCOL, SOLDI, ESCORT E COCAINA), DOVE I RAM-POLLI SI SNIFFANO IL PATRIMONIO DI FAMIGLIA: "NEI LOCALI SI ENTRA IN BAGNO INSIEME, SI STENDE LA DOSE SUL TELEFONO, SI USA LA CARTA DI CREDITO PER DIVIDERLA. OPPURE SI ROVESCIANO GLI SPECCHIETTI DELL’AUTO NEI PARCHEGGI. A VOLTE TE LA DANNO SULL’UNGHIA MENTRE BALLI" - DOPO LA DISCOTECA SI VA NEI SUPER ATTICI PER L'AFTER PARTY: "POTREI FARE NOMI, CI SONO MEMBRI DI FAMIGLIE NOTE. UNA VOLTA SONO STATA ALLA 'TERRAZZA SENTIMENTO', ANCHE SE GENOVESE NON L’HO INCROCIATO" - "AI PADRONI DI CASA PIACE AVERE IL CIRCO DELLE RAGAZZE BELLISSIME E LORO VANNO PERCHÉ FA FIGO" - COME SI ACQUISTA UNA DOSA DI "COCA": "METTEVO I SOLDI NELL’ASCENSORE DI UN PALAZZO ANTICO E..."
Estratto dell'articolo di Elisabetta Andreis per il "Corriere della Sera"
«Mettevo i soldi nell’ascensore di un palazzo antico e la dose scendeva giù». Non è la Milano di Rogoredo. Non ci sono le tende sotto il cavalcavia, le siringhe per terra, i boschi dell’eroina. Qui è la Milano dei terrazzi al Castello, dei tavoli a Brera, dei master pagati dai genitori, degli smart worker che il lunedì mattina si collegano «come amebe», dopo tre giorni senza dormire. Elisa Colli Battaglia oggi ha trent’anni. Per dieci ha vissuto dentro quel mondo dove la cocaina bianca e la cocaina rosa non sono eccezione.
«Ho iniziato a frequentare il giro che a Milano ti fa sentire figo - racconta -. Cognomi noti, famiglie con case da Sankt Moritz a Forte dei Marmi, locali dove spendi quaranta euro per entrare. All’inizio sembrava solo divertimento».
Bionda, bellissima, studia Scienze politiche. Nel 2015 conosce un ragazzo poco più grande di lei, titolare di un circolo sportivo. «Su di me esercitava un’attrazione irresistibile. Io ero la ragazza del mercoledì». Elisa parla coraggiosamente.
COCAINA ALL INTERNO DELLA GINTONERIA DI DAVIDE LACERENZA
«Inizio a vivermi la città dall’alto», dice. Aperitivi ogni sera, notti nel weekend. La prima volta che prova la cocaina è con lui a Monaco: «Volevo farmi accettare ed è stato inebriante: mi è salita energia addosso, ho corso con i tacchi alti in spiaggia fino al Twiga».
La chiamano fast life. Elisa intanto fa un master, trova lavoro nella comunicazione, continua a uscire. La cocaina diventa normale. «Nei locali si entra in bagno insieme, si stende la dose sul telefono, si usa la carta di credito per dividerla. Oppure si rovesciano gli specchietti dell’auto nei parcheggi. A volte te la danno sull’unghia mentre balli».
Dice che in quei giri tantissimi si fanno. Per divertirsi di più, dicono. Un grammo costa 80 euro, il tucibi, la «cocaina rosa», anche 120: ketamina, mdma, altre sostanze: «La verità è che non sai mai cosa stai assumendo».
È il sistema che legittima la droga. Dopo i locali ci sono gli after nei super attici, a volte lasci il telefono all’ingresso per evitare fotografie e video. «Si passa lì la notte e si esce la mattina, non si sa come. Potrei fare nomi, sono famiglie note.
Una volta sono stata alla Terrazza Sentimento, anche se Genovese non l’ho neanche incrociato». «In quelle feste ai padroni di casa piace avere il circo delle ragazze bellissime e loro vanno perché fa figo». Non escort, il confine è sottile: cocaina gratis, weekend di «ricompensa», bei ristoranti… [...]
Il corpo però presenta il conto. Dimagrisce, alterna insonnia e sonno continuo. Mischia cocaina, alcol, Lexotan. Arriva a consumare fino a cinque grammi in due giorni. La prendeva dall’ascensore dei palazzi borghesi, o se la ordinava via Telegram. Il padre la accompagna al Serd (ex Sert, ndr) e poi in clinica. Tre mesi di disintossicazione. Ne esce peggio di prima. Corre dal pusher. Tocca il fondo.
La svolta forse accade per caso. L’incontro con uno specialista che adesso la segue. «Da otto mesi non mi faccio più — assicura adesso —. Seguo una terapia, faccio i test tossicologici di controllo. Soprattutto, ho iniziato a riempire la mia vita di altro».
Volontariato, psicoterapeuta, un nuovo lavoro. «Non ho tagliato con i miei amici, non si può fare finta che una certa Milano giri diversa. I bagni dei locali sono pieni di ragazzi che sniffano senza sentirsi tossici». [...]
COCAINA ROSA
COCAINA
COCAINA
cocaina pippata in metro a milano 4
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