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EFFETTO TRUMP: NESSUNO VUOLE PIÙ VIAGGIARE NEGLI STATI UNITI – NEL 2025, IL TURISMO VERSO GLI USA HA SUBITO IL PEGGIOR CROLLO DEGLI ULTIMI 20 ANNI, ESCLUSO IL PERIODO PANDEMICO – L’ANNO SCORSO SONO STATI REGISTRATI 4 MILIONI DI VISITATORI IN MENO RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE, UN CROLLO PERSINO SUPERIORE DI QUELLO REGISTRATO DURANTE LA CRISI FINANZIARIA DEL 2008 – A PESARE È IL CLIMA POLITICO CREATO DALL’AMMINISTRAZIONE TRUMP, TRA GUERRE COMMERCIALI, TENSIONI INTERNAZIONALI E RAID DELL’ICE CONTRO GLI IMMIGRATI, CHE HA CAMBIATO LA PERCEZIONE DEGLI STATI UNITI ALL’ESTERO – NON A CASO, IL CALO PIÙ PESANTE RIGUARDA IL CANADA, CHE TRUMP SOGNA DI ANNETTERE…
Sintesi dell’articolo di Natasha Chen per www.cnn.com
Il turismo internazionale verso gli Stati Uniti ha subito nel 2025 il peggior crollo annuale degli ultimi vent’anni, escluso il periodo della pandemia. Secondo i dati citati da CNN, circa 4 milioni di visitatori stranieri in meno hanno scelto di non viaggiare negli Usa rispetto al 2024, provocando un calo della spesa turistica superiore agli 8 miliardi di dollari. La flessione, pari al 5,5%, è stata persino più pesante di quella registrata durante la crisi finanziaria del 2008.
A pesare, secondo il reportage, non sono stati fattori sanitari o economici globali, ma il clima politico creato dall’amministrazione Trump: retorica aggressiva, guerre commerciali, tensioni internazionali, raid dell’ICE contro gli immigrati e l’immagine di un Paese percepito come diviso e instabile. «Eravamo un Paese che gli altri volevano imitare. Quella narrativa non esiste più», ha spiegato Juliette Kayyem, docente della Harvard Kennedy School e analista della CNN. Secondo Kayyem, all’estero gli Stati Uniti vengono ormai percepiti come «un governo disfunzionale» e «una democrazia in difficoltà».
visite annuali negli stati uniti
Alla cattiva immagine internazionale si sono aggiunti ostacoli pratici: il timore per una possibile tassa da 250 dollari sui visti, l’aumento del costo del carburante aereo causato dalla guerra con l’Iran e i tagli ai finanziamenti di Brand USA, l’ente incaricato di promuovere il turismo americano all’estero. Adam Sacks, presidente della società Tourism Economics, ha definito queste misure apparentemente vantaggiose ma in realtà dannose per l’economia.
Il calo più pesante riguarda il Canada. Centinaia di migliaia di canadesi hanno smesso di attraversare il confine, irritati dai dazi imposti da Trump e soprattutto dalla retorica sul Canada come “51° Stato americano”. John Stewart, canadese dell’Ontario che da oltre 35 anni andava ogni primavera alla Indy 500 di Indianapolis spendendo fino a 10mila dollari a viaggio, ha deciso di rinunciare: «Ho raggiunto un punto di rottura ideologico». Stewart ha spiegato di non voler più passare le vacanze «a discutere di politica mentre bevo una birra guardando le corse».
calo dei visitatori negli stati uniti per paese
Anche Ray Caesar, di Toronto, ha cancellato i viaggi negli Stati Uniti per scegliere invece Giappone, Austria e Italia: «Ci sono tanti posti straordinari nel mondo da visitare, e per noi gli Stati Uniti non sono più uno di questi». Caesar ha aggiunto che molti canadesi considerano «profondamente irrispettose» le minacce contro l’economia e la sovranità canadese.
La crisi sta colpendo duramente gli operatori turistici americani. Joe Koenen, proprietario di Seattle Free Walking Tours, racconta che i turisti canadesi sono praticamente spariti. Adam Duford, proprietario della Surf City Tours di Santa Monica, ha detto che nel 2025 «lo spring break canadese semplicemente non è esistito» ed è stato costretto a licenziare tutti e sette i dipendenti. «È stato terribile», ha raccontato. Il suo fatturato nel 2025 è stato meno della metà rispetto agli anni precedenti.
Anche la Florida, tradizionale meta dei canadesi, è stata colpita duramente. Persino Disney World ha registrato un calo delle presenze internazionali, con l’occupazione degli hotel passata dal 92 all’89%.
Secondo il World Travel and Tourism Council, gli Stati Uniti sono ora «a un bivio». Mentre nel mondo nel 2025 hanno viaggiato all’estero 80 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente, «hanno scelto altre destinazioni». Per la prima volta da anni, inoltre, gli americani spendono più soldi viaggiando all’estero di quanti ne spendano gli stranieri negli Usa.
L’unico possibile spiraglio positivo è rappresentato dai Mondiali di calcio, che dovrebbero portare circa un milione di visitatori. Ma secondo gli esperti non basterà a compensare le perdite accumulate. «Non sarà facile cambiare la percezione di un Paese visto dall’esterno come una società divisa e in guerra con sé stessa», ha concluso Kayyem. Fonte CNN.
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