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DELMASTRO, SPARALA ANCORA! – IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ALLA GIUSTIZIA NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI PER AVERE PARAGONATO LA “TOGHE ROSSE” AI MAFIOSI, ANZI, RILANCIA: “LO RIBADISCO. DEL FATTO CHE UNA LEADER NON ABBIA SCHELETRI DELL'ARMADIO SI PREOCCUPANO ALTRE TIPOLOGIE DI PERSONE, NON I MAGISTRATI" – LO SCORSO 28 MAGGIO L’ESPONENTE DI FDI AVEVA DETTO CHE “IL MAGISTRATO CHE DOVREBBE SENTIRE PULSIONI DI GIUSTIZIA DICE CHE MELONI È PERICOLOSA PERCHÉ NON HA INCHIESTE. QUESTO LO DICONO I MAFIOSI…”
Estratto dell’articolo di Giulia Ricci per www.lastampa.it
"Del fatto che una leader non abbia scheletri dell'armadio si preoccupano altre tipologie di persone, non i magistrati. Lo ribadisco". Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, a margine della conferenza stampa con la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino sui benefici della legge Smuraglia, ritorna così sulle polemiche scatenate dal suo ultimo intervento a Torino, tanto da arrivare alla richiesta di dimissioni da parte del Pd.
In un evento di Fratelli d'Italia, Delmastro aveva detto: "Il magistrato che dovrebbe sentire pulsioni di giustizia dice che Meloni è pericolosa perché non ha inchieste; questo lo dicono i mafiosi, non i magistrati". [...]
Il riferimento era alla famosa mail dove il magistrato Marco Patarnello definiva la premier «più pericolosa di Berlusconi»: "Io intendevo dire - spiega oggi - che se un magistrato assume quella grammatica è una grammatica diversa, non che i magistrati sono (mafiosi, ndr). Io sommessamente affermo che un magistrato dovrebbe dire: "Meloni non ha scheletri nell'armadio, Meloni non coltiva interessi personali, Meloni lavora per un disegno generale, quindi sono felice".
Se quel magistrato dice "quindi sono preoccupato", c'è un problema, perché si preoccupano di un leader che non ha scheletri nell'armadio, di un leader che non è ricattabile, di un leader che non ha interessi personali. Di questo si preoccupano altre tipologie di persone, non i magistrati: lo ribadisco".
Nel convegno di Fratelli d'Italia il sottosegretario aveva anche difeso la riforma della Giustizia e la separazione delle carriere, sottolineando: «Si tratta di una riforma che i magistrati vogliono tramortire perché avrà un effetto devastante sul potere delle toghe rosse». […]
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