DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
E MENO MALE CHE ERA LA SINISTRA A “FOMENTARE L’ODIO” – LA DEPUTATA DEM ILHAN OMAR, CHE È STATA AGGREDITA DA UN UOMO ARMATO DI SIRINGA DURANTE UN COMIZIO A MINNEAPOLIS, RIVELA CHE LE MINACCE DI MORTE NEI SUOI CONFRONTI AUMENTANO VERTIGINOSAMENTE OGNI VOLTA CHE TRUMP PARLA DI LEI – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO NON HA CONDANNATO L’ATTACCO, MA ANZI HA GRIDATO AL “COMPLOTTO”: “E’ UN'IMBROGLIONA. PROBABILMENTE L’HA ORGANIZZATO LEI, CONOSCENDOLA” – NON È LA PRIMA VOLTA CHE IL TYCOON PRENDE DI MIRA LA 43ENNE NATA IN SOMALIA: A DICEMBRE L'HA DEFINITA “SPAZZATURA” CHE "PROVIENE DA UN PAESE DI "PIRATI" – LA COMUNITÀ SOMALA È AL CENTRO DELLE RETATE DELL’ICE IN MINNESOTA…
The FBI needs to launch an investigation into this incident and have Ilhan Omar file a report.
If this incident is fake, Omar’s lies to the FBI would be criminal.
18 U.S.C. § 1001pic.twitter.com/TlJNNeZmK8
— Breanna Morello (@BreannaMorello) January 28, 2026
1 - DEPUTATA OMAR, 'LE MINACCE DI MORTE CONTRO DI ME SONO AUMENTATE'
(ANSA) - Balzo delle minacce di morte verso la deputata democratica Ilhan Omar. "Da quando sono entrata in carica, ogni volta che il presidente degli Stati Uniti ha scelto di usare un retorica di odio per parlare di me e della comunità che rappresento, le minacce di morte nei miei confronti aumentano vertiginosamente", ha detto Omar sottolineando che se Donald Trump non fosse in carica e "non fosse ossessionato" da lei non avrebbe bisogno di una sicurezza 24 ore al giorno.
2 - LA DEPUTATA DEMOCRATICA OMAR AGGREDITA A MINNEAPOLIS
Serena Di Ronza per l’ANSA
Ancora paura a Minneapolis. La deputata democratica Ilhan Omar è stata aggredita nel corso di un comizio, quando un uomo si è lanciato verso il podio e, armato di una siringa, le ha spruzzato addosso un liquido dall'odore forte, rivelatosi poi aceto di mele.
Gli agenti per la sicurezza sono rapidamente intervenuti e lo hanno prima ammanettato e poi allontanato. Superato lo shock iniziale, Omar ha continuato a parlare. Poi, uscendo dalla sala, ha commentato: "non lascerò che i bulli vincano".
uomo armato di siringa aggredisce ilhan omar
L'incidente conferma come le tensioni nella città del Minnesota restino elevate nonostante i tentativi di 'de-escalation' di Donald Trump. Dopo aver abbassato i toni per 24 ore, il presidente è comunque tornato ad attaccare. Se l'è presa prima con Omar, accusandola di aver orchestrato il suo attacco: "penso sia un'imbrogliona. Probabilmente si è fatta spruzzare addosso, conoscendola", ha detto Trump. Poi ha scagliato la sua rabbia contro il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, malgrado i colloqui costruttivi degli ultimi giorni.
"Sta giocando con il fuoco", ha scritto sul suo social Truth commentando le dichiarazioni che il primo cittadino ripete da giorni, ovvero che Minneapolis "non applica e non applicherà le leggi federali sull'immigrazione". Il riferimento di Frey, come ha più volte spiegato, è al compito delle polizia della città che deve "mantenere al sicuro i cittadini, non applicare le leggi federali sull'immigrazione".
Le polemiche accompagnano il proseguimento delle indagini sull'incidente in cui è rimasto ucciso Alex Pretti. I due agenti che hanno sparato sono stati messi in congedo amministrativo mentre gli inquirenti continuano l'esame delle prove a disposizione. Stephen Miller, il consigliere di Trump e architetto della sua stretta all'immigrazione, ha aperto alla possibilità che in Minnesota siano stati commessi degli errori.
L'operazione - ha ammesso - non ha seguito le linee guida stabilite dalla Casa Bianca in seguito alla sparatoria del 7 gennaio in cui è stata uccisa un'altra manifestante a Minneapolis, Renee Good. Un'ammissione che mostra un ammorbidimento dei toni anche da parte del falco dell'amministrazione, sempre più flagellata da polemiche e scaricabarile su chi far ricadere la responsabilità della spirale a Minneapolis.
Se il controverso comandante del Border Patrol Gregory Bovino è ormai fuori gioco, a tremare sempre di più è la ministra alla sicurezza nazionale Kristi Noem. Se dai democratici si è alzato un coro unanime per chiederne l'uscita, anche fra i repubblicani ci sono le prime crepe. Due senatori conservatori ne hanno infatti preteso la testa e il rischio per la Casa Bianca è che la fronda aumenti.
I democratici compatti sono anche scesi in campo in difesa di Omar, condannando l'attacco "disgustoso" di cui è stata oggetto. La deputata è da tempo nel mirino di Trump, che l'ha più volte definita "spazzatura" proveniente da un paese di "pirati". Poco prima dell'attacco, il presidente dall'Ohio l'aveva definita come l'esempio di migranti che "non vogliamo negli Stati Uniti". La Us Capitol Police, che indaga sulle minacce a deputati e senatori, ha definito l'assalto "inaccettabile" e assicurato che farà il possibile affinché venga inflitta all'aggressore una pena esemplare.
L'uomo, identificato nel 55enne James Kazmierczak, era seduto in prima fila ad ascoltare Omar. Non appena la deputata aveva finito di dire che l'Ice avrebbe dovuto essere abolito è entrato in azione. Molto scossa, Omar ha chiesto dieci minuti per riprendersi, poi ha continuato il suo intervento. "Sono sopravvissuta a una guerra, non sarà questo a fermarmi", ha detto sicura di sé. Ai cittadini di Minneapolis ha dedicato una canzone Bruce Springsteen. E' in risposta al "terrore di stato" e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. "Stay free", rimanete liberi.
LA PRIMA DONNA CON IL VELO AL CONGRESSO AL CENTRO DELLE CAMPAGNE D'ODIO MAGA
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
Nel 2018 fu la prima rifugiata eletta al Congresso, la prima somala, la prima musulmana e la prima a indossare il velo in aula. […] Ilhan Omar, 43 anni e tre figli, è la deputata dem di Minneapolis aggredita ieri, durante un incontro pubblico, da un uomo che le ha spruzzato addosso una sostanza liquida mentre chiedeva le dimissioni di Kristi Noem, capo dell'Homeland Security e l'uscita dell'Ice dalla sua città.
La sua parabola, è raccontata in un docufilm presentato al Tribeca Festival, "Time for Ilhan": dove lei si racconta: «Sono nata a Mogadiscio e sono arrivata in America a 12 anni dal mio Paese in guerra dopo aver trascorso 4 anni in un campo profughi in Kenya. Sapevo solo due parole: "ciao" e "stai zitta". Capii subito che l'America non era quel che mi avevano detto. Ma mio nonno mi spiegò che vivere in un mondo migliore vuol dire costruirlo».
[…] La scalata in casa dem fu inizialmente osteggiata: anche per quel velo da lei indossato la prima volta all'indomani dell'11 settembre. […] Ma la sua piattaforma è sempre andata oltre la comunità. Si è battuta, ad esempio, per far avere sussidi alle madri che studiano: come lei, che prima di diventare insegnante aveva fatto di tutto, dalle pulizie ai call center. Già 8 anni fa chiedeva lo smantellamento dell'Ice, proprio come ora.
Da sempre è una delle più feroci critiche di Trump : insieme alle altre giovani neo elette di quella tornata elettorale, Alexandria Ocasio Cortez, Rashida Tlaib e Ayanna Pressley all'epoca chiamate The Squad, perché facevano squadra, appunto, ed erano radicali rispetto al partito.
I trumpiani gliela giurarono: montando contro di lei pure la bufala del matrimonio col fratello per entrare negli Usa: dove invece era approdata grazie a un programma del Dipartimento di Stato. Il presidente l'ha attaccata più volte: l'ultima, a dicembre, quando l'ha definita: «Spazzatura. Lei e i suoi amici devono essere cacciati, hanno distrutto il Paese».
rashida tlaib ilhan omar alexandria ocasio cortez ayanna pressley
L'assedio di Minneapolis è iniziato anche per questo: giustificato con la vicenda di certe frodi nei programmi di assistenza pubblica. Una storia vecchia che si è già chiusa con 62 condanne, ma di recente gonfiata fino a diventare un caso nazionale, la comunità somala come capro espiatorio. […]
ilhan omar
DONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSE
DONALD TRUMP
Ilhan Omar
donald trump a davos - foto lapresse
DONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSE
Ilhan Omar
ilhan abdullahi omar alexandria ocasio cortez, rashida rlaib e ayanna pressley
DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL…
FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE…
FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE…
FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO…