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SILICON VALLEY LA BUTTA SULL’ETICA…PER SALVARE LA NATICA – DIETRO ALL’APPELLO DI DARIO AMODEI, ELON MUSK E SAM ALTMAN DI RALLENTARE LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON C’È UN’IMPROVVISA PRESA DI COSCIENZA DEI TECNO-PAPERONI, MA LA “GUERRA FREDDA” DELL’IA TRA USA E CINA – I BOT “MADE IN CHINA” SONO RIUSCITI A RIDURRE IL DIVARIO CON QUELLI AMERICANI INTERROGANDO MILIONI DI VOLTE I PROGRAMMI DI IA STATUNITENSI, RIDUCENDO COSTI E TEMPI E “ANNULLANDO” LO STOP ALLE FORNITURE DI CHIP DA WASHINGTON – RICCARDO LUNA: “PER GLI AMERICANI, CHE HANNO FATTO CRESCERE I LORO MODELLI UTILIZZANDO SENZA PERMESSO TUTTO QUELLO CHE C’ERA SUL WEB, QUELLO CHE FANNO I CINESI È UN FURTO. ACCUSA PARADOSSALE PERCHÉ I CINESI…”
Estratto dell’articolo di Riccardo Luna per il “Corriere della Sera”
SFIDA PER L INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA USA E CINA
Di questi tempi quando in Silicon Valley lanciano un allarme, invece di guardare il dito dell’etica (e del rischio di estinzione dell’umanità), occorre guardare alla Luna. Cioè alla Cina. […]
Il primo a farlo è stato lo stesso Donald Trump. […]. C’era stato l’appello — improvviso ma non inatteso — a rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera dell’intelligenza artificiale da parte di Dario Amodei (Anthropic), Sam Altman (OpenAI) ed Elon Musk (xAI).
Il presidente degli Stati Uniti ha replicato: «Siamo i leader rispetto alla Cina e, francamente, voglio che continuiamo ad esserlo, perché chi vince nell’AI vince tutto». Era domenica scorsa: negli stessi minuti la Cbs trasmetteva un’intervista a Dario Amodei in cui diceva: «La Cina è il dilemma più difficile… Se non ci trovassimo in questa situazione potremmo prenderci molto più tempo». Tradotto: non è colpa nostra, è la geopolitica che ci ha costretto a correre.
SFIDA PER L INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA USA E CINA
Il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha ribaltato le accuse: «Alimentare la paura, lo scontro e una competizione feroce non farà che ostacolare una sana governance globale dell’AI, e questo non è nell’interesse di nessuno». Più netto il quotidiano Global Times , vicino al Partito comunista cinese, che ha definito l’allarme della Silicon Valley da «manuale della Guerra Fredda». Che sta succedendo davvero?
L’ATTO DI ACCUSA
Per capirlo occorre partire dalle 18 pagine di un documento pubblicato l’8 settembre scorso dall’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa), dal Centro per la cybersicurezza (Cisa) e dall’Fbi. Titolo: «Aziende di intelligenza artificiale con sede in Cina conducono campagne di distillazione su scala industriale contro le società statunitensi di AI».
In pratica: ci stanno rubando l’intelligenza artificiale. […] Il rapporto sostiene che a partire dal 2024 i principali laboratori cinesi abbiano interrogato milioni di volte i costosissimi modelli americani estraendo miliardi di token di risposte poi usate per addestrare i propri. Un token è l’unità minima in cui un modello legge e scrive, è un «pezzo» di parola. […]
data center per intelligenza artificiale in cina
Stiamo parlando di un presunto furto di miliardi di token? E perché è così importante? Perché gli Usa, per ragioni di sicurezza nazionale, hanno invano provato a strozzare l’AI cinese nella culla. Lo hanno fatto in vari modi ma il più efficace è stato vietare a Nvidia […] di vendere i suoi migliori chip alla Cina che si è quindi trovata a dover usare i chip meno performanti di Huawei, oltre ad avere circuiti e memoria meno efficaci; ma non divaghiamo.
[…] Il distacco fra i migliori modelli cinesi e americani si è ridotto al 2,7 per cento sebbene Pechino spenda molto meno dei rivali. […] Le ragioni sono diverse, non ultima il prezzo dell’energia elettrica e il fatto che i modelli cinesi sono «aperti», open weight .
xi jinping la cina e l intelligenza artificiale
IL PARADOSSO
Ma la mossa che fa infuriare gli americani è la distillazione: la tecnica di interrogare a tappeto un modello altrui e addestrare il proprio sulle sue risposte. Non se ne ottiene una copia ma buona parte della capacità, a un costo di addestramento incomparabilmente minore.
Ora l’aspetto paradossale è che per gli americani, che hanno fatto crescere i loro modelli utilizzando senza permesso tutto quello che c’era sul web e spesso intere librerie e archivi di giornali, quello che fanno i cinesi è un furto. Accusa paradossale perché i cinesi, tecnicamente, quei token li hanno pagati abbonandosi a un servizio (pur violando le condizioni d’uso delle piattaforme, ma questa è un’altra storia). […]
INVESTIMENTI PRIVATI NELL INTELLIGENZA ARTIFICIALE - USA - CINA - UE
cina intelligenza artificiale. 2
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la partita dell ia la giocano usa e cina 1
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