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NON C’E PACE PER FABIO E MINGO - GLI EX INVIATI DI “STRISCIA” SONO STATI CITATI IN GIUDIZIO DA ANTONIO LOMORO, EX SINDACO DI VALENZANO IN PROVINCIA DI BARI, CHE HA AVANZATO UNA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DA OLTRE MEZZO MILIONE DI EURO – AL CENTRO DELLA QUERELLE UNA SERIE DI SERVIZI TRASMESSI NEL 2016 SU TELENORBA - CHIAMATI IN GIUDIZIO ANCHE L’EX VICESINDACO FRANCESCA FERRI E L’EMITTENTE TV – IL PRECEDENTE DEI SERVIZI TAROCCATI PER “STRISCIA”: FABIO E MINGO SONO STATI INVIATI DEL TG SATIRICO DAL 1997 AL 2015. LA COLLABORAZIONE TERMINÒ DOPO LA SCOPERTA DI ALCUNI SERVIZI COSTRUITI ATTRAVERSO MESSINSCENE...

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Da https://www.baritoday.it/cronaca/fabio-mingo-causa-ex-sindaco-valenzano-risarcimento-520mila-euro.html - Estratti

 

Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale, conosciuti dal pubblico televisivo come Fabio e Mingo, sono stati citati in giudizio dall’ex sindaco di Valenzano Antonio Lomoro, che ha avanzato una richiesta di risarcimento da 520mila euro. La causa è approdata davanti al Tribunale civile di Bari e riguarda alcuni servizi trasmessi nel maggio 2016 dall'emittente Telenorba nel programma “Luciano, l’Amaro quotidiano”.

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Oltre ai due celebri ex inviati di Striscia la Notizia, Lomoro ha chiamato in giudizio l’emittente televisiva e Francesca Ferri, all’epoca vicesindaco della sua amministrazione. L’ex primo cittadino sostiene che il racconto televisivo di quella vicenda abbia danneggiato la sua reputazione personale, politica e sociale, provocando ripercussioni anche sulla vita privata e familiare.

 

Si tratta, al momento, delle contestazioni contenute nella domanda presentata dalla difesa di Lomoro. Spetterà al giudice civile verificare la fondatezza delle richieste e accertare eventuali responsabilità.

 

Al centro della causa ci sono le dichiarazioni rese nel 2016 da Francesca Ferri, da poco revocata dall’incarico di vicesindaco. Secondo quanto ricostruito nell’atto di citazione, durante una delle puntate sarebbe stato sostenuto che Lomoro avesse tentato di ottenere una parte dell’indennità della sua vice e che il rifiuto della donna avesse determinato la successiva revoca.

 

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Una versione che l’ex sindaco ha sempre contestato. La vicenda ebbe anche un seguito penale: secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Vito Giovannelli, Lomoro fu assolto nel 2017 dal gip del Tribunale di Bari con la formula “per non aver commesso il fatto”.

 

Decisione poi confermata l’anno successivo dalla Corte d’Appello. La difesa richiama inoltre alcuni passaggi delle sentenze penali nei quali, stando a quanto riportato nell’atto, si farebbe riferimento a “rancori e malcelati desideri di vendetta” maturati da Ferri dopo la revoca dell’incarico.

 

La registrazione presentata come “intercettazione”

Uno degli elementi contestati riguarda una conversazione tra Lomoro e Ferri. Quella che, secondo la difesa dell’ex sindaco, era una registrazione privata realizzata da uno degli interlocutori sarebbe stata presentata durante la trasmissione come un'“intercettazione telefonica”.

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La contestazione sulla verifica delle fonti

Un altro punto dell’azione civile riguarda la natura registrata e montata dei servizi. Secondo il legale, il tempo trascorso tra la realizzazione e la messa in onda avrebbe consentito di approfondire l’attendibilità della fonte e verificare le informazioni raccolte. “Il nostro obiettivo non è mettere in discussione il diritto di cronaca, che è un principio fondamentale previsto dalla Costituzione”, afferma Giovannelli, “ma chiedere al giudice di verificare se quel diritto sia stato esercitato nel rispetto dei limiti della verità e della continenza”.

 

Lomoro chiede anche la cancellazione dei contenuti contestati ancora disponibili sul canale YouTube di “Luciano, l’Amaro quotidiano”, sostenendo che la loro permanenza continui a produrre effetti negativi sulla propria immagine.

 

Il precedente dei falsi servizi di Striscia

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Fabio e Mingo sono stati inviati di Striscia la Notizia dal 1997 al 2015. La collaborazione terminò dopo la scoperta di alcuni servizi costruiti attraverso messinscene e presentati come fatti realmente accaduti. Le successive vicende giudiziarie, tuttavia, distinsero le posizioni dei due componenti della coppia televisiva.

 

Fabio De Nunzio fu ritenuto estraneo alla realizzazione dei falsi servizi e la sua posizione venne archiviata. Nel 2020 il Tribunale di Bari condannò invece in primo grado Domenico De Pasquale e la moglie Corinna Martino a un anno e due mesi per contestazioni legate ad alcuni dei filmati trasmessi tra il 2012 e il 2013 (...)

 

Dopo l’uscita dalla trasmissione di Antonio Ricci, Fabio e Mingo tornarono insieme in televisione proprio con “Luciano, l’Amaro quotidiano”, andato in onda su Telenorba dalla fine del 2015. La nuova causa civile non riguarda i vecchi servizi di Striscia, ma le modalità con cui nel 2016 venne raccontata la vicenda dell’allora sindaco di Valenzano.

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