il bracciante afghano sopravvissuto alla strage di amendolara, in calabria - 4 bracciante braccianti amendolara calabria

DIETRO LE FRAGOLE CHE COMPRIAMO AL SUPERMERCATO, C’È UNA FILIERA DI SFRUTTAMENTO E MORTE – IL RACCONTO DEL BRACCIANTE AFGHANO SOPRAVVISSUTO PER MIRACOLO AL ROGO DI AMENDOLARA, IN CALABRIA: “C’È UNA GRANDE MAFIA DEL PAKISTAN NEL SETTORE DELLA RACCOLTA DEGLI ORTAGGI. I SOLDI NON CE LI DAVANO, DA MANGIARE SÌ” – DIETRO LA STRAGE (QUATTRO BRACCIANTI SONO STATI BRUCIATI VIVI IN AUTO) CI SAREBBE UNA VENDETTA DEI CAPORALI CONTRO I LAVORATORI CHE SI ERANO RIBELLATI: “VOLEVANO I SOLDI. HO VISTO L’ORRORE E HO ROTTO IL FINESTRINO A TESTATE. SONO VIVO PER MIRACOLO...”

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I QUATTRO BRACCIANTI PACHISTANI UCCISI IERI IN CALABRIA SONO STATI BRUCIATI VIVI: IN UN VIDEO DELL’IMPIANTO DI SORVEGLIANZA DELL’AREA DI SERVIZIO DOVE SONO STATI TROVATI SI VEDONO DUE PERSONE CHE PRIMA BLOCCANO LE PORTIERE DALL’ESTERNO, E POI LANCIANO LIQUIDO INFIAMMABILE SULL’AUTO E ACCENDONO LA MICCIA – FERMATI DUE CONNAZIONALI DELLE VITTIME – PROBABILMENTE È STATO UN REGOLAMENTO DI CONTI TRA GRUPPI DI IMMIGRATI, BRACCIANTI E CAPORALI, CHE GESTISCONO LA RACCOLTA DI ORTAGGI, PESCHE E ARANCE NELL’AREA: NEGLI ULTIMI MESI CI SONO STATI ALMENO 14 INCENDI DOLOSI IN QUELLA ZONA...

https://www.dagospia.com/cronache/i-braccianti-pachistani-uccisi-ieri-in-calabria-bruciati-vivi-in-video-476098

 

IL SUPERSTITE DELLA STRAGE DI BRACCIANTI AD AMENDOLARA: “HO ROTTO IL FINESTRINO A TESTATE. VOLEVANO I SOLDI”

Estratto da www.ilfattoquotidiano.it

 

il bracciante afghano sopravvissuto alla strage di amendolara, in calabria 2

Dice che c’è una “grande mafia del Pakistan”, che i due fermati erano caporali a caccia di soldi per il trasporto e pronti a trattenere buona parte del loro già misero salario. È un testimone chiave della strage di Amendolara, dove 4 braccianti sono stati bruciati vivi da due pachistani in un minivan, perché lui era lì dentro. Sopravvissuto. Ancora in grado di raccontare perché è riuscito a rompere il finestrino a suon di testate. L’unico a uscire vivo da un inferno del quale porta ancora i segni addosso.

 

È un bracciante afgano, regolare in Italia, che con le quattro vittime condivideva tutto. Il lavoro, la casa a Villapiana e i soprusi dei due fermati dalla procura di Castrovillari [...].

 

il video dei braccianti carbonizzati amendolara, calabria6

Erano due caporali, lascia intendere nel suo racconto consegnato ai microfoni del Tg1 e della TgR Calabria. In un italiano stentato ha raccontato che tre vittime erano afghane, non pachistani come ipotizzato finora, e che i due fermati erano coloro che volevano dei soldi per il trasporto, che le vittime non volevano dare.

 

La strage dunque sarebbe stata una sorta di vendetta [...] per aver alzato la testa. Di fronte al rifiuto dei cinque all’interno del van, ha raccontato, i due hanno gettato prima la benzina nell’abitacolo e poi hanno appiccato il fuoco con un accendino, bruciando vivi i quattro migranti. Lui è riuscito a fuggire rompendo un finestrino. All’indomani ha ancora le braccia fasciate per le ustioni. “Ho visto l’orrore, sono vivo per miracolo – ha detto ancora – Ho pensato di morire”.

 

L’uomo ha anche aggiunto che i cittadini pakistani minacciavano lui e gli altri con coltelli e pistole per farlo lavorare e che non li pagavano: “I soldi non ce li davano, da mangiare sì, la casa sì ma i soldi no”. Quindi ha aggiunto che nel suo settore di lavoro, nelle campagne tra Basilicata e Calabria dove in questo periodo si coltivano soprattutto fragole, c’è una “grande mafia del Pakistan”.

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