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“DIVIETI E BARRIERE NON SONO UTILI” - L’OMS CRITICA L’UE SUL CASINO CON IL REGNO UNITO SULL’EXPORT DEI VACCINI: “È TENDENZA MOLTO PREOCCUPANTE CHE POTREBBE METTERE A REPENTAGLIO L'APPROVVIGIONAMENTO GLOBALE” – A BRUXELLES DANNO LA COLPA ALLE MULTINAZIONALI SOSTENENDO CHE SI SIANO RIVENDUTE DUE VOLTE LE DOSI CHE PER CONTRATTO SPETTEREBBERO AI 27 CONSEGNANDOLE A PAESI TERZI, UNA VERSIONE CHE PERÒ È GIÀ STATA AMPIAMENTE SMENTITA
BORIS JOHNSON URSULA VON DER LEYEN
Alberto D'Argenio e Antonello Guerrera per “la Repubblica”
È scontro sul meccanismo europeo per il controllo dell'export dei vaccini al di fuori dell'Unione. Prima è stata l'Organizzazione mondiale della Sanità a definire «molto preoccupante » la mossa di Bruxelles. Poi è scoppiata la tensione tra Regno Unito, Irlanda e Commissione Ue sulla possibilità di controllare il transito delle fiale alla frontiera tra Belfast e Dublino.
Oggi intanto la presidente dell'Eurogoverno, Ursula von der Leyen, terrà un meeting virtuale con i vertici di Big Pharma, occasione per pressare le aziende affinché rispettino le consegne dei vaccini previste dai contratti. Dopo la settimana di scontri con Bruxelles, infatti, AstraZeneca non ha ancora fatto pervenire all'Ue una nuova proposta per rimediare all'annunciato taglio di due terzi delle forniture per il primo trimestre, rimanendo all'offerta di prime 17 milioni di dosi entro febbraio.
Gli europei sono convinti che alcune aziende si siano rivendute due volte le dosi che per contratto spetterebbero ai 27, consegnandole a Paesi terzi, a partire dal Regno Unito, che pagano di più, ricostruzione smentita da AstraZeneca.
Per questo hanno deciso di monitorare la vendita dei vaccini fuori dal Continente, con la possibilità di bloccare l'export in caso di irregolarità. Da qui le critiche dell'Oms: la scelta Ue si inserisce in una «tendenza molto preoccupante che potrebbe mettere a repentaglio l'approvvigionamento globale dei vaccini. Divieti e barriere non sono utili».
Dopo aver finito di immunizzare operatori sanitari e gruppi vulnerabili, «chiediamo ai Paesi che garantiscano le forniture anche ad altri per un equo accesso al vaccino a livello globale », ha affermato la portavoce dell'Oms Margaret Harris. Un richiamo paradossale per l'Europa, contro il protezionismo e pronta a distribuire ai Paesi in via di sviluppo una significativa quantità dei 2,3 miliardi di vaccini che ha ordinato.
Paradossale anche il caso esploso sul confine irlandese, con la Commissione che in tutto il negoziato sulla Brexit ha difeso la libera circolazione tra Dublino e Belfast a salvaguardia degli Accordi di pace. Tuttavia l'invocazione dell'articolo 16 del Protocollo sulla Pace in Irlanda del Nord per imporre controlli sull'export dei vaccini anche al confine tra le due Irlande ha scatenato nel Regno Unito proteste.
ursula von der leyen boris johnson
Dopo una serie di chiamate tra Johnson, il premier irlandese Martin (non avvertito dall'Ue) e von der Leyen, l'Unione ha fatto marcia indietro. Resta però bloccata la situazione con AstraZeneca. Mentre ieri il superministro della Brexit e braccio destro di Johnson, Micheal Gove, affermava: «Abbiamo accordi con AstraZeneca e Pfizer, ci aspettiamo che la consegna delle nostre dosi venga rispettata »
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