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DRONE DELLE MIE BRAME - IN RUSSIA LE FABBRICHE LAVORANO A PIENO RITMO PER AUMENTARE LA PRODUZIONE DI VELIVOLI SENZA CONDUCENTE E MISSILI DA LANCIARE CONTRO L’UCRAINA - “IL FOGLIO”: “ANCHE IN UCRAINA LE FABBRICHE LAVORANO SENZA SOSTA, LA PRODUZIONE DI DRONI NON PUÒ CESSARE, SI PRODUCE E SI INNOVA NEI SOTTOSUOLI SEGRETI UCRAINI. MA SOTTO AI COLPI DEI MISSILI BALISTICI L’UCRAINA RIMANE A MANI NUDE, PERCHÉ L’UNICA COSA CHE NON PUÒ ASSEMBLARE È QUELLA DI CUI ORA HA UN DISPERATO BISOGNO: GLI INTERCETTORI PER I MISSILI BALISTICI CHE SERVONO A RIFORNIRE LE BATTERIE PATRIOT” - KIEV VORREBBE UTILIZZARE DRONI DOTATI DEL SISTEMA STARLINK MA ELON MUSK… 

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Estratto dall’articolo di Micol Flammini per “Il Foglio”

 

raid di droni ucraini sui magazzini di wildberries nella regione di mosca

Le fabbriche della guerra di Mosca lavorano senza sosta, sono attive e concitate, per aumentare la produzione di droni e missili da lanciare contro l’Ucraina. La città di Alabuga, nella Repubblica del Tatarstan, prima della guerra contro l’Ucraina, era conosciuta per la sua università, ma, da qualche anno, i suoi studenti vengono reclutati per lavorare nella prima fabbrica del paese che ha imparato a produrre e implementare i droni Shahed.

 

Qualche studente ha parlato in segreto con i giornalisti di Novaya Gazeta Europe e ha raccontato di turni sfiancanti, fra lezioni e produzione, notti insonni e paghe misere. Gli iscritti all’Università, tuttavia, non bastano per il lavoro incessante e le autorità di Alabuga hanno iniziato a reclutare ragazzi ucraini nei territori occupati, incitandoli a raggiungere il più grande stabilimento per l’assemblaggio di droni.

 

La colonna vertebrale della produzione russa è tenuta in piedi da un sistema che va avanti senza interruzione, con l’obiettivo di non avere mai carenza di armi da usare contro l’Ucraina. [...]

 

base droni russa di kursk

Secondo l’intelligence ucraina, a luglio l’obiettivo di produzione russo dei missili balistici tattici 9M723 era di sessanta unità. Invece Mosca è riuscita a produrne 65, oltre a 87 Kh-101, missili da crociera a lungo raggio, e a 50 missili terra-aria RM-48U, che spesso vengono usati come esche per indurre il nemico a sprecare contraerea. [...]

 

Anche in Ucraina le fabbriche lavorano senza sosta, la produzione non può cessare, si produce e si innova nei sottosuoli segreti ucraini. Ma sotto ai colpi dei missili balistici l’Ucraina rimane a mani nude, perché l’unica cosa che non può né produrre né assemblare è quella di cui ora ha un disperato bisogno: gli intercettori per i missili balistici che servono a rifornire le batterie Patriot.

 

Reti pescatori bretoni per catturare droni russi

Rimanere immobili non è un’opzione, attendere l’aiuto degli alleati neppure. Quindi c’è una soluzione soltanto: usare ciò di cui Kyiv si è armata fino ai denti e con cui ha rivoluzionato la guerra, i droni. L’obiettivo è agire alla radice del problema: se non ci sono intercettori per neutralizzare i missili una volta che l’attacco è partito, allora l’Ucraina si ingegna a distruggere i lanciatori di Mosca per colpire i missili prima che partano.

 

droni ucraini colpiscono gli impianti di wildberries in russia

Non è una missione semplice, sia perché la Russia ovviamente protegge l’arma che in questo momento le sta dando un vantaggio, sia perché gli ucraini, per raggiungere alcune zone della Russia, hanno bisogno di implementare i loro droni e, per farlo, servono permessi esterni.

 

Secondo il Financial Times, Kyiv vorrebbe utilizzare droni dotati del sistema Starlink per penetrare fino a duecento chilometri nel territorio russo e distruggere i lanciatori, ma per farlo ha bisogno dell’approvazione dell’inventore di Starlink, Elon Musk.

 

Ci sono due problemi: il primo è la posizione di Musk che finora, sugli attacchi nel territorio russo, si è dimostrato altalenante; il secondo è di ordine personale e riguarda il rapporto con l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che ha lanciato una sfida al governo ucraino e si è guadagnato un grande “cuore” su X da parte dell’amico Elon.

 

Molti dei progetti legati ai droni facevano riferimento a Fedorov e, secondo l’Atlantic, l’ex ministro era anche il promotore di un’altra operazione, che ancora non si è concretizzata e riguarda il lancio di sciami di droni guidati dall’intelligenza artificiale per colpire e bloccare il traffico aereo di Mosca. [...]

Dronidroni ucraini su mosca 15