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DUCE REAL ESTATE – È FINITA ALL’ASTA LA VILLA DI RICCIONE NELLA QUALE BENITO MUSSOLINI ERA SOLITO TRASCORRERE LE VACANZE ESTIVE – LA PROPRIETÀ È STATA MESSA IN VENDITA DALLA FONDAZIONE CARIM DI RIMINI – A PRESENTARE UN’OFFERTA SONO STATI IL COMUNE DI RICCIONE E UNA SOCIETÀ LEGATA AL 74ENNE MASSIMO MASSANO, EX DEPUTATO DEL MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO, EX EDITORE, AMICO DEL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – MASSANO AVREBBE OFFERTO 2 MILIONI E 300 MILA EURO, UNA CIFRA DI GRAN LUNGA SUPERIORE A QUELLA DELL’AMMINISTRAZIONE LOCALE – LE BUSTE SONO STATE APERTE MA NON SI CONOSCONO ANCORA I NUMERI UFFICIALI…
Estratto dell’articolo di Enea Conti per https://corrieredibologna.corriere.it/
Ci sono aste che finiscono deserte e altre che diventano un campo da gioco. A Riccione quella per accaparrarsi Villa Mussolini non è affatto passata inosservata. La gara è stata indetta dopo la messa in vendita del vecchio proprietario, la Fondazione Carim di Rimini, e primo tra tutti era stato il comune della «Perla», l’amministrazione riccionese, ad annunciare che vi avrebbe partecipato.
Non c’era da meravigliarsi, nelle stanze dell’ex Villa Margherita, come si chiamava prima dell’avvento di Benito Mussolini, sono state allestite, promosse dal Comune, mostre di alto livello [...]
In più c’è un vincolo che impone, a chiunque la acquisterà, di continuare a riservare il luogo a iniziative di pubblico interesse. Fa invece più scalpore la notizia della partecipazione alla gara della società David 2 che fa capo all’imprenditore torinese 74enne Massimo Massano. La notizia diventa di colore politico a ripercorrere la storia a ritroso nel tempo: Massano è un ex deputato del Movimento Sociale Italiano, ex editore, amico del presidente del Senato Ignazio La Russa.
Le buste sono state aperte ieri, i numeri ufficiali sulle cifre sono sconosciuti ufficialmente. Ma non ufficiosamente. I rumors si rincorrono, si dice che David 2 Srl abbia usato la mano pesante: 2 milioni e 300mila euro. Una cifra che sarebbe di gran lunga superiore a quella dell’amministrazione locale che avrebbe proposto 1 milione e 200mila euro.
C’è spazio anche per la tradizione locale, la società Piada Riccionese avrebbe messo sul piatto 700mila euro. Le testate locali rilanciano, i diretti interessati fanno ovvie spallucce: «C’è il segreto».
La Fondazione Carim non si scompone e spiega che non si baderà solo all’offerta economica ma anche alla sostanza. Quella che ha permeato le stanze della Villa negli ultimi anni è di pregio e ha attirato turisti a Riccione tutt’altro che interessati a scatenarsi in pista al Cocoricò o alle vasche di viale Ceccarini.
Qui ci sono passati Robert Capa, Steve McCurry, Eliott Erwitt. Elio Germano qualche anno fa sorprese in presenza 40 persone alla fine della proiezione con i visori di una sua opera teatrale. Ma sono solo alcuni esempi.
Si dice che David 2 srl, che è una società immobiliare, porti come dote all’offerta economica anche un progetto strutturato. Una co-gestione con il Comune, un modello di collaborazione pubblico privato che passa dalla collezione permanente di Elena e Massimo Massano.
Al centro il Futurismo, Umberto Boccioni (che non sarebbe fatto calare "per caso", dato che in pochi sanno che è Morciano di Romagna la sua città natale) . Un focus sul Bolidismo bolognese, un altro sulla Ceramica, altro vanto emiliano romagnolo e un altro focus sulla grafica e la moda.
[...]
In giornata è intervenuta la stessa Fondazione Carim con una nota. «Dopo un primo esame delle tre offerte di acquisto di Villa Mussolini a Riccione pervenute nel rispetto dei termini temporali - si legge - la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha inoltrato nella mattinata odierna una comunicazione ufficiale ai tre soggetti offerenti. Prima di procedere alla fase delle trattative, così come previsto dal bando, anche in considerazione della mancata precisazione di alcuni elementi contrattuali, la Fondazione ha chiesto di procrastinare al 30 maggio 2026, con adesione entro sette giorni, la vincolatività delle rispettive offerte».
Quindi, conclude la nota, «a seguire sarà programmato un opportuno incontro di approfondimento con ciascuno degli offerenti ai quali la Fondazione rivolge apprezzamento per offerte e progetti pervenuti».
Vale la pena ripercorrere un po’ di storia. Dal 1934 al 1943 Benito Mussolini era solito trascorrere le vacanze estive in questa villa che si affaccia sul mare, oggi situata a pochi passi dal viale Ceccarini e piazzale Roma. Si chiamava all’epoca Villa Margherita fu costruita nel 1890, in stile liberty, quando Riccione era un quartierone di Rimini.
Nel 1934, dodici anni dopo la fondazione del comune, divenne dunque «Villa Mussolini». Una volta finita la guerra, trascorsero anni di incertezza sulle sorti dell'edificio. Fu acquistata in tempi più recenti dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini e data nel 2005 in comodato d’uso al comune per organizzare eventi culturali. Il nome finì spesso al centro di polemiche anche accese, in tanti infatti avrebbero voluto cancellare quello del dittatore fascista.
A impressionare molti è anche una circostanza storica conclamata: a cento metri dall’edificio ci sono come detto viale Ceccarini e Piazzale Roma ma sorge anche casa Matatia. È il nome di una famiglia ebrea la cui deportazione fu firmata proprio da Mussolini.
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