CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA,…
DOTTOR ANTONIO E MISTER CONTE – IL PARADOSSO DI “ANDONIO”: E' DECISIVO IN CAMPIONATO E FA FLOP IN EUROPA – L’ALLENATORE DEL NAPOLI VIAGGIA A UNA MEDIA DI 2,15 PUNTI A PARTITA, TRA SERIE A E PREMIER LEAGUE, MA LA STATISTICA SI ABBASSA A 1,34 QUANDO SI GUARDA ALLA CHAMPIONS - LE UNICHE SQUADRE CHE, DA CAMPIONE D'ITALIA, SONO USCITE NELLA PRIMA FASE SONO LA JUVENTUS NELLA STAGIONE 2013/14 E IL NAPOLI NEL 2025/26, ENTRAMBE CON CONTE IN PANCHINA – ALMENO QUEST’ANNO HA L’ATTENUANTE DEGLI INFORTUNI…
Estratto dell’articolo di Monica Scozzafava per il “Corriere della Sera”
La Champions è in archivio e c’è anche fretta di voltare pagina. La mission del Napoli adesso diventa la qualificazione al prossimo torneo europeo. […] Nessun processo in casa Napoli: sarebbe controproducente nel mezzo di una stagione che ha ancora da dire, ma di bilancio sicuramente: il mancato passaggio del turno ha sottratto una decina di milioni alle casse del club di De Laurentiis, solo in parte compensati dalla Supercoppa vinta in Arabia.
Per blindare i conti bisogna necessariamente piazzarsi tra le prime quattro del campionato. Conte è uno specialista, ed è la sua media punti, sia in serie A che in Premier, a certificarlo: 2,15 a partita, oltre ai trofei che custodisce in bacheca. Il vulnus della carriera dell’allenatore del Napoli è invece proprio la Champions, dove la media punti scende a 1,34.
Nella storia (dal 2000 ad oggi) ci sono due squadre laureate campione d’Italia che sono uscite nella prima fase: la Juventus nella stagione 2013/14 e il Napoli nel 2025/26, entrambe con Conte in panchina.
Ogni stagione è evidentemente diversa dalle altre e il Napoli non ha bisogno di guardarsi troppo allo specchio per analizzare il deludente percorso europeo: tre delle squadre che hanno tolto punti a quella di Conte (Psv, Eintracht e Copenaghen) fanno parte delle sei comprese fra il 28° e il 36° posto che hanno salutato il torneo.
Nulla accade per caso nella testa sempre molto lucida dell’allenatore del Napoli, che certamente non ha perduto l’accesso ai playoff per la gara, dignitosissima e coraggiosa, contro il Chelsea di mercoledì sera al Maradona ma per una ancora inspiegabile debacle (vedi il 6-2 contro il Psv) in un periodo in cui le assenze non erano insopportabili (oggi sono 13, in Olanda mancavano Lukaku, Hojlund, Rrhamani e Lobotka).
Conte lo ha definito «un percorso di crescita in cui bisogna ancora migliorare, le sofferenze fortificano» e nelle pieghe delle parole post gara era chiaro il concetto che per una squadra con 13 giocatori di movimento (tale è oggi il Napoli) sarebbe stato complicato affrontare i playoff ed eventualmente gli ottavi. […]
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INTER NAPOLI - LA FURIA DI ANTONIO CONTE
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