trapianto cuore

COSA È ANDATO STORTO NEL TRASPORTO, DA BOLZANO A NAPOLI, DEL CUORICINO DANNEGGIATO IMPIANTATO A UN BIMBO DI DUE ANNI? - L'ORGANO È ARRIVATO "BRUCIATO" PERCHÉ CONSERVATO NEL GHIACCIO SECCO: UNA SCELTA CHE POTREBBE ESSERE LEGATA A UN MALFUNZIONAMENTO DEL CONTENITORE (CHE È STATO SEQUESTRATO) CON CUI È STATO TRASPORTATO IL CUORE - L'ORGANO È STATO COMUNQUE IMPIANTATO PERCHÉ IL BIMBO, COME DA PRASSI, ERA STATO PREDISPOSTO ALL'OPERAZIONE - DA 50 GIORNI IL PICCOLO È IN COMA FARMACOLOGICO. LA MAMMA: "PURTROPPO LE CONDIZIONI PEGGIORANO, È UNA CORSA CONTRO IL TEMPO" - SEI I SANITARI INDAGATI...

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Cuore trapiantato, sequestrato il box usato per conservare l'organo

(ANSA) - NAPOLI, 13 FEB - I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore - poi risultato danneggiato - trapiantato al bimbo di due anni e quattro mesi che ora si trova in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi.

 

Sul box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto organi, progettato per mantenere l'organo a temperature controllate, è prevista una perizia da parte di consulenti che verranno appositamente nominati dagli inquirenti.

 

1 - SEI INDAGATI PER IL CUORE BRUCIATO LA MADRE: «MIO FIGLIO HA POCO TEMPO»

Estratto dell'articolo di D.Sau. per il “Corriere della Sera”

 

TRAPIANTO CUORE 5

I carabinieri del Nas all’ospedale Monaldi di Napoli e al San Maurizio di Bolzano. Mentre arrivano i primi sei indagati nell’equipe di trapiantologia partenopea. È la prima svolta nell’inchiesta coordinata dalla sezione Lavoro e colpe mediche della Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante), che ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime nei confronti dei due chirurghi e di quattro tra medici e paramedici.

 

Si tratta del personale dell’ospedale napoletano che ha preso parte all’espianto del cuore sul piccolo donatore di Bolzano, al trasporto via terra per oltre ottocento chilometri e al trapianto dell’organo «bruciato» a Napoli su Francesco (nome di fantasia), il paziente di appena due anni e tre mesi tuttora ricoverato in gravi condizioni.

 

trapianto di cuore

Le sei persone sono indagate per un atto dovuto, che consentirà agli stessi professionisti di organizzare una difesa tecnica adeguata nel corso del procedimento, necessario a comprendere se vi siano, o meno, responsabilità.

 

«Speriamo di non doverci costituire parte civile in un procedimento per omicidio colposo», ha commentato ieri pomeriggio l’avvocato Francesco Petruzzi, il legale che rappresenta la famiglia del piccolo Francesco.

 

trapianto cuore

Ieri mattina mamma Patrizia si è recata in ospedale e non arrivano buone notizie sulle condizioni cliniche del piccolo, tuttora ricoverato in coma farmacologico da oltre cinquanta giorni presso il reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli.

 

Il bambino è tenuto in vita da un macchinario, l’Ecmo (l’ossigenazione extracorporea, ndr ) che consente al cuore «bruciato» impiantato di pompare il sangue, anche se la scarsa ossigenazione sta, poco alla volta, creando una serie di scompensi agli organi interni, a cominciare dal fegato, che manifesta problemi sempre più seri. «Purtroppo le condizioni peggiorano, è una corsa contro il tempo», fa sapere Patrizia tramite il suo legale. Al momento, nonostante l’allerta europea, non si trova ancora un cuoricino compatibile con il piccolo paziente.

cuore pronto per il trapianto

 

Intanto, però, l’inchiesta — coordinata dalla Procura di Napoli e delegata ai carabinieri del Nas — presto si avvarrà anche della presenza di alcuni consulenti, esperti in particolare in cardiologia e in trapiantologia pediatrica, che potranno analizzare in maniera tecnica tutte le procedure, la cartella clinica già in possesso degli investigatori e tutti gli atti acquisiti anche ieri nei due ospedali.

 

L’attenzione sarà rivolta innanzitutto a quanto previsto dalle linee guida dettate dal Centro Nazionale Trapianti, che si muove in stretto raccordo con i vari centri regionali e con l’Istituto Superiore di Sanità. In questi casi particolari esistono protocolli specifici da seguire e gli inquirenti vogliono capire se sia stato fatto tutto alla lettera.

 

Tra l’espianto di Bolzano e il trapianto di Napoli, però, si innesta la questione del «confezionamento» dell’organo, della sua conservazione e del trasporto in sicurezza. In questa fase potrebbe essere accaduto qualcosa.

 

trapianto cuore 2

Dai primi accertamenti è emerso che il cuore sia stato conservato con l’utilizzo anche di ghiaccio secco, solitamente non previsto in queste procedure, che potrebbe aver danneggiato irrimediabilmente l’organo prima del suo arrivo a Napoli, rendendolo praticamente inutilizzabile. Un’ipotesi, al momento, che potrebbe essere legata a un possibile malfunzionamento del contenitore con cui è stato trasportato il cuore.

 

In particolare su questi aspetti si concentrano le indagini, anche se la Procura guidata dal procuratore Nicola Gratteri verificherà anche i motivi che hanno portato alla sospensione dell’intero servizio di trapiantologia pediatrica all’ospedale Monaldi, un centro di eccellenza, punto di riferimento per i piccoli pazienti di tutto il Mezzogiorno, tra l’altro quasi due mesi dopo i fatti. [...]

 

2 - LA TELEFONATA, IL VOLO, L’ERRORE LA NOTTE CHE HA TRASFORMATO IL MIRACOLO IN UN DRAMMA

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

trapianto cuore

[...] Si parte dal 22 dicembre, quando la famiglia del piccolo Francesco riceve la telefonata che attendeva da due anni: è stato trovato un cuoricino compatibile con quello di cui aveva bisogno il bambino, residente in provincia di Napoli. Così si mette in moto la macchina del centro di trapiantologia partenopeo.

 

Il 23 dicembre un’équipe medica parte dall’ospedale Monaldi di Napoli per recarsi al San Maurizio di Bolzano, dove si trova il piccolo donatore. In Alto Adige l’attività di espianto si svolge regolarmente, con il cuoricino prelevato senza intoppi, in attesa del viaggio verso Napoli. In questi casi non c’è tempo da perdere e ogni minuto può essere fatale per il paziente in attesa.

 

Il cuore viene inserito in un apposito contenitore che serve a stabilizzare l’organo a una temperatura precisa, destinata a rimanere costante fino all’impianto. Qui potrebbe essersi verificato il primo intoppo, forse legato al cattivo funzionamento della custodia. Per stabilizzare la temperatura, secondo quanto emerso finora dalle indagini, potrebbe essere stato applicato del ghiaccio secco, sostanza non prevista in questi casi.

SALA OPERATORIA - OSPEDALE

 

L’équipe chirurgica si mette in marcia per tornare a Napoli e contemporaneamente al Monaldi arriva l’ok alla seconda équipe per avviare le procedure necessarie a preparare il paziente ad accogliere il nuovo cuoricino.

 

Su queste fasi si concentrano le attenzioni degli inquirenti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, sono condotte dai carabinieri del NAS e partono dall’analisi della cartella clinica e degli altri documenti allegati. Il viaggio dura diverse ore, durante le quali il piccolo paziente viene predisposto per ricevere il nuovo cuore e risolvere la cardiomiopatia dilatativa scoperta quando aveva appena quattro mesi.

 

sala operatoria

All’arrivo a Napoli, però, avviene la scoperta, i cui dettagli sono al vaglio degli inquirenti. Il cuore, purtroppo, giunge al Monaldi ormai danneggiato, lesionato, «bruciato» come viene definito in gergo. Il ghiaccio secco potrebbe aver lesionato parte delle fibre del tessuto cardiaco, rendendolo di fatto inutilizzabile.

 

Ma a quel punto Francesco ha bisogno di un cuore e gli viene impiantato quello «bruciato». Purtroppo quell’organo non è in grado di pompare il sangue: il bimbo viene quindi indotto in coma farmacologico e attaccato all’Ecmo, il macchinario per l’ossigenazione extracorporea [...]

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