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È IN CORSO UN RISIKO GIUDIZIARIO IN MERITO ALL'ARRESTO DI MOHAMMAD HANNOUN E DELLE ALTRE SEI PERSONE FINITE IN MANETTE CON L'ACCUSA DI TERRORISMO - IERI, TRE DI LORO (RAED AL SALAHAT, NICOLA CANESTRINI E FAUSTO GIANELLI) SONO STATI SCARCERATI: SECONDO I LORO DIFENSORI, I GIUDICI DI GENOVA POTREBBERO AVER DECISO DI ESCLUDERE LE PROVE FORNITE DAI SERVIZI SEGRETI ISRAELIANI: "È UNA TORSIONE DELLO STATO DI DIRITTO. NON SI TRATTA DI PROVE GIUDIZIARIE. MA DI INFORMAZIONI NON VALIDATE" - LA GUARDIA DI FINANZA HA IN MANO DEI DOCUMENTI CHE PROVEREBBERO L'INVIO DI SOLDI, DA PARTE DEGLI INDAGATI, AI TAGLIAGOLE DI HAMAS - NEL 2024, HANNOUN, INTERCETTATO, DICEVA AL TELEFONO: "DOBBIAMO FARE LA JIHAD..."
Estratto dell'articolo di Elisa Sola per "la Stampa"
SOLDI IN CONTANTI NASCOSTI DALLE ASSOCIAZIONI PRO-PAL
Sembra una sfida semplice. Ma è un risiko giuridico. Un braccio di ferro complesso che trova nuova linfa dopo che ieri il tribunale del Riesame di Genova ha scarcerato tre dei sette indagati per terrorismo accusati di avere finanziato Hamas con oltre sette milioni di euro.
Sembra una vittoria solo per tre difensori su sette, l'avvocato Samuele Zucchini, che assiste Raed Al Salahat, Nicola Canestrini e Fausto Gianelli, che tutelano Abu Rawwa e Sandro Clementi, che difende Abu Dejah. Eppure la notizia è stata accolta come un punto a favore di tutte le difese.
Dopo aver saputo che Mohammad Hannoun, il principale indagato, resta in carcere, l'avvocato Fabio Sommovigo si è lasciato scappare, riguardo ai tre liberati: «Sembra quasi che i giudici abbiano escluso dalla valutazione l'uso degli atti di Israele. Se così fosse, si aprono prospettive difensive molto ampie».
È presto per azzardare ipotesi sul ragionamento del collegio che ha annullato l'ordinanza del gip per tre presunti sodali del fondatore dell'Associazione benefica di solidarietà al popolo palestinese, confermando la misura di custodia cautelare, oltre che per Hannoun, anche per Mousa Husny Ra Ed Dawoud (detto Abu Falastine), Yaser Elasaly e Riyad Albustanji. Le motivazioni saranno depositate entro trenta giorni.
Ma le difese ribadiscono il concetto già espresso appena scattarono le manette della Digos e della Guardia di finanza. L'inchiesta della procura di Genova si baserebbe su documenti mandati dai Servizi segreti israeliani. E questo fatto costituirebbe «una grave torsione dei principi dello Stato di diritto, della cooperazione penale internazionale e delle garanzie fondamentali del processo penale».
SOLDI IN CONTANTI NASCOSTI IN CASA DI Abu Rawwa -
«L'iniziativa giudiziaria in atto - precisano i difensori - non riguarda condotte penalmente accertate, bensì la trasmissione e circolazione di informazioni acquisite in uno scenario di guerra, provenienti da un contesto di conflitto armato in corso e prodotte da apparati di sicurezza stranieri. Non si tratta di prove giudiziarie. Ma di informazioni non validate».
Il procuratore Nicola Piacente non parla. Ma dall'ordinanza del gip trapela l'esistenza di un'altra mole di documenti nelle mani dell'accusa. Intercettazioni telefoniche e ambientali. «Dobbiamo fare la jihad», «Noi ci sacrifichiamo con i soldi e il tempo e loro col sangue», diceva Hannoun nel 2024.
abu falestine in un tunnel di hamas
Poi ci sono le relazioni della Guardia di finanza sui movimenti bancari e le triangolazioni con la Turchia. E, dopo le perquisizioni, i riscontri trovati nei server dei pc degli indagati, sequestrati nelle sedi dell'associazione, trovati nei box o nascosti dentro ai muri. Le informazioni coinciderebbero almeno in parte con quanto avrebbero rilevato i Servizi israeliani. Ma anche se così non fosse, anche se il processo si giocasse tutto sull'attendibilità di quei famosi report spediti da Israele che diedero vita all'inchiesta, la procura ha una carta da giocare.
operazione domino sui fondi ad hamas
Gli studi e le raccomandazioni sull'utilizzo della documentazione proveniente da contesti bellici provenienti da Eurojust e dal consiglio d'Europa. Il procuratore Piacente è stato presidente del comitato di esperti sul terrorismo presso il consiglio fino al 31 dicembre. Di fatto, ha contribuito a scrivere le regole del gioco. In particolare, c'è un paragrafo delle "Pratiche comparative sull'uso delle informazioni raccolte nelle zone di conflitto come prove nei procedimenti penali" che può rafforzare la tesi della procura nel duello ingaggiato con le difese.
riyad albustanji 'collega' di mohammad hannoun
Si intitola "Contatti informali con le controparti straniere". C'è scritto - e su questo si basa l'inchiesta genovese - che «gli Stati spesso condividono inizialmente e talvolta esclusivamente le informazioni relative alle indagini e ai procedimenti giudiziari in materia di terrorismo in un altro stato attraverso i canali di intelligence». Non solo. Viene messo nero su bianco che nelle inchieste valgono anche «i contatti con le agenzie militari e di intelligence». Che enti come Fbi possono «facilitare tale condivisione internazionale». Che questo «approccio flessibile» sarebbe consentito. [...]
operazione domino sui fondi ad hamas
CORTEO PRO-PAL DOPO L ARRESTO DI MOHAMMAD HANNOUN
mohammad hannoun 4
Silvia Salis con Matteo Lepore, Sara Funaro Vito Leccese e Stefano Lo russo in piazza a Genova il 17 settembre (alla stessa manifestazione c'era mohammad hannoun)
mohammad hannoun 3
mohammad hannoun 5
alessandro di battista con mohammad hannoun
david parenzo vs mohammad hannoun a laria che tira
Laura Boldrini con Mohammad Hannoun
mohammad hannoun e marco furfaro
alessandro di battista con mohammad hannoun
greta thunberg con mohammad hannoun
mohammad hannoun a laria che tira
mohammad hannoun con il capo di hamas ismail haniyeh
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