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È STATO SOSPESO L’AUTISTA CHE A BELLUNO HA LASCIATO A PIEDI UN BAMBINO DI UNDICI ANNI, COSTRINGENDOLO A CAMMINARE SEI CHILOMETRI SOTTO LA NEVE, A -3, PERCHÉ NON AVEVA IL BIGLIETTO CORRETTO – IL PICCOLO AVEVA UN CARNET CON TICKET DA 2,50, MENTRE LA TARIFFA AGGIORNATA PER LE OLIMPIADI È DI 10 EURO. IL CONDUCENTE NON HA ACCETTATO QUATTRO BIGLIETTI, CHE AVREBBERO AVUTO LO STESSO VALORE, E NON HA AVUTO PIETÀ PER IL PICCOLO – LA NONNA DEL BIMBO, AVVOCATO: “ERA PROPRIO MALRIDOTTO, ERA QUASI IN IPOTERMIA. NON S'È ANCORA RIPRESO ADESSO, CHE SONO PASSATI DUE GIORNI. COME SE NON BASTASSE L’AUTISTA SI È PURE TENUTO IL BIGLIETTO…”

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BELLUNO: DOLOMITI BUS, 'ACCERTAMENTI IN CORSO, CONDUCENTE SOSPESO DAL SERVIZIO'

(Adnkronos) - "In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene.

 

La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea Spa alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio".

 

il bambino di belluno costretto dall autista a fare 6km a piedi sotto la neve

Così Dolomiti Bus, in un comunicato stampa, sulla vicenda del bambino fatto scendere dall'autista dal mezzo perché non aveva il corretto biglietto dell’autobus e costretto a percorrere a piedi, mentre nevicava e con temperature sottozero, gli oltre 6 chilometri di statale 51 Alemagna che separano San Vito di Cadore da Vodo di Cadore.

 

"Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti - continua la nota - I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso".

 

bambino cammina sulla neve 2

BELLUNO, L’11ENNE ERA PRIVO DEL TICKET MAGGIORATO. LA MADRE: “ERA IN IPOTERMIA”

Estratto dell'articolo di Pierangelo Sapegno per “La Stampa”

 

Il bambino il biglietto ce l'aveva. Quello da 2,50 euro, come tutti gli altri giorni. Solo che adesso ci sono le Olimpiadi di Cortina e fino a che dura questo ambaradan, dal 23 gennaio al 17 marzo, ci vogliono quelli nuovi, per muoversi sui bus in Cadore, che costano 10 euro, o l'abbonamento speciale, da 150.

 

E tu ce l'hai?, ha chiesto l'autista al bambino. Un biglietto giusto? L'abbonamento? No che non ce l'ha. E allora gli dispiace. Non ti posso portare, dice l'autista. E non aveva neppure i soldi per comprarli. Ma il bambino ha undici anni, che soldi vuoi che abbia. E abita a Vodo, - è lì che deve andare -, sta a sei chilometri da San Vito, dove c'è la scuola, e poi nevica e le strade sono tutte imbiancate, il termometro segna meno tre gradi e sono quasi le cinque della sera e sta cominciando a fare buio.

 

bambino cammina sulla neve 3

Non importa. Le regole sono regole. Per tutti? Qui da noi, in Italia, dove cambiano ogni giorno a ogni sospir di vento e magari non ti avvisano neanche che ora sono diverse e ce ne sono di nuove? […]

 

Su quel pullman le regole sono regole. Non c'è verso di chiudere un occhio o di aggiustare la faccenda: che ne so, quando arrivi a casa, mandi tua mamma a pagare il biglietto, oppure - addirittura - te li presto io e me li ridai domani. Niente.

 

Devi scendere, gli ha detto l'autista. E il bambino s'è fatto a piedi i sei chilometri sotto la neve che fioccava dal cielo basso ed è arrivato a casa che tremava dal freddo, batteva i denti, era sfiancato e aveva le mani ghiacciate.

 

bambino cammina sulla neve 1

«Era proprio malridotto», ripetono i familiari. Così l'avvocato Chiara Balbinot, che non è solo il legale della famiglia ma anche la nonna del bambino, ha presentato la sua denuncia in Procura per abbandono di minore. E anche la società che gestisce il servizio dei pullman, la Dolomiti bus, ha avviato la sua inchiesta interna, e magari questa storia  […] farà il suo immancabile viaggio kafkiano per finire su qualche scaffale pieno di carte vecchie e polverose […].

 

È il destino comune delle storie assurde. Il buon senso, questo sconosciuto. Il caso è già arrivato in Parlamento. […]

 

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Chiara Balbinot, l'avvocato, dice che il bimbo sta ancora male, perché era tornato a casa in brutte condizioni davvero. Lui non aveva l'abbonamento, spiega, perché di solito lo accompagna la mamma. La tratta non è servita da uno scuolabus, per cui tutti i bambini usano la linea 30.

 

«Sua madre gli aveva comprato un carnet di biglietti ordinari da usare quando lei non poteva venirlo a prendere. Ne aveva tanti con sé. Non avevano scadenza e valevano tutto l'anno». E invece no.

 

Prima incongruenza. Per le Olimpiadi c'è una tariffa ad hoc: costo fisso 10 euro per il giornaliero, o abbonamento speciale da 150. «Pensavamo che il nuovo costo partisse dall'inizio delle Olimpiadi».

 

dolomiti bus

 

Seconda incongruenza. I nuovi biglietti sono già in vigore dal 23 gennaio. «La cosa più grave comunque», aggiunge l'avvocato, «è la scelta di lasciare a piedi il bambino. Il ragazzo si è visto chiedere dieci euro in contanti. Non li aveva con sé, naturalmente. A quel punto l'autista, anziché trovare una soluzione e magari tenersi quattro biglietti da 2,50 euro in modo da risolvere così il problema, lo ha fatto scendere. Come se non bastasse si è pure tenuto il biglietto che il bambino voleva usare per tornare a casa, dicendo che tanto non gli serviva più».

 

Che non è vero manco questo, perché dopo il 17 marzo dovrebbe tornare la tariffa ordinaria e quindi anche l'utilità del biglietto che s'è tenuto l'autista. «Il risultato è che il ragazzo è tornato a casa sotto la neve, camminando per chilometri, nel buio della sera, e avendo pure pagato di fatto la tratta. Dovrebbe essere prevista una esenzione per la popolazione locale, che non ha nessuna colpa di vivere in un territorio di transito del trasporto olimpico».

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Alla fine, quando è rientrato, aggiunge ancora la nonna, «il bambino era quasi in ipotermia. Non s'è ancora ripreso adesso, che sono passati due giorni. Una storia assurda? Sì, da qualsiasi parte la si guardi. Comunque, ieri mattina io sono andata in Procura e ho presentato la denuncia». Perché forse non c'era altra cosa da fare. Anche alla Dolomiti bus adesso sentono tutte le parti «con molta attenzione», dicono, per completare l'inchiesta interna. È un pasticcio, pieno di incongruenze. Come diceva il Manzoni? «Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».