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MA È VERO CHE LA CASSAZIONE HA RIVOLUZIONATO L’ASSEGNO DIVORZILE? LEGGETE COSA SCRIVE CARLO RIMINI, PROFESSORE DI DIRITTO PRIVATO DELL’UNIVERSITÀ DI MILANO, CHE HA SMONTATO LA NEWS CIRCOLATA NEGLI ULTIMI GIORNI: "LA NOTIZIA È FALSA, COSTRUITA SUL NULLA. LA DECISIONE ESISTE, MA NON È UNA SENTENZA MA UNA SEMPLICE ORDINANZA, CIOÈ LA FORMA DI DECISIONE ADOTTATA PER LE QUESTIONI CHE NON SONO DI 'PARTICOLARE RILEVANZA'. LA CASSAZIONE SI È LIMITATA A RIBADIRE IL PRINCIPIO SECONDO CUI..."

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Estratto dell’articolo di Carlo Rimini* per il “Corriere della Sera”

*Ordinario di Diritto privato, Università di Milano.

 

CARLO RIMINI

Da qualche giorno circola in rete una notizia: la Cassazione avrebbe «rivoluzionato» i criteri per il riconoscimento dell’assegno di divorzio, limitando i casi in cui il diritto spetta a favore dell’ex coniuge più debole. Dalla nebulosa indistinta che è oggi la rete, la notizia è passata ai siti di informazione più autorevoli […]

 

La notizia è sostanzialmente falsa, costruita sul nulla. La decisione esiste: non è una sentenza […] ma una semplice ordinanza, cioè la forma di decisione adottata per le questioni che non sono di “particolare rilevanza”.

DIVORZIO ASSEGNO DI MANTENIMENTO

 

Infatti la Cassazione si limita ad applicare alcuni principi sull’assegno divorzile che sono ben noti a partire dal 2018, quando la stessa Corte, con una sentenza a Sezioni Unite, quella davvero fondamentale, modificò l’impostazione precedente, affermando che l’assegno non è finalizzato a permettere in ogni caso alla parte debole di mantenere il tenore di vita matrimoniale, ma ha la funzione fondamentale di compensare il coniuge che ha sacrificato le proprie aspirazioni professionali a favore della famiglia, dovendo essere commisurato all’entità del sacrificio.

CARLO RIMINI

 

Il riconoscimento e la determinazione dell’assegno divorzile, a partire dal 2018, dipendono dalla prova che la differenza fra le situazioni reddituali e patrimoniali dei due coniugi è la conseguenza del fatto che uno di loro ha rinunciato a prospettive lavorative per dedicarsi alle esigenze della famiglia e alla crescita dei figli in particolare.

 

La Cassazione, nei giorni scorsi, si è limitata a ribadire questo principio, già recepito in centinaia di decisioni pronunciate dal 2018 ad oggi.

 

Tanto rumore per nulla! Non è la prima volta che succede. Già nell’agosto scorso si era diffusa la notizia, pubblicata sui siti di informazione, e ripresa da molti quotidiani, secondo cui la Cassazione avrebbe affermato la validità dei patti prematrimoniali in vista del divorzio. Anche quella notizia era falsa, anche se, in quella occasione, la notizia si basava almeno su una frase infelice che era stata estrapolata dal contesto. […]

 

corte di cassazione

Il diritto di famiglia suscita grande interesse, perché incide sulla vita delle persone, sulle loro storie e sui loro dolori.

 

È una informazione che genera molto traffico sui siti web. Proprio perché sono temi molto delicati, occorrerebbe senso di responsabilità e prudenza da parte di chi diffonde le informazioni, ma la rete è un far west che non tollera regole. Le novità vere nel diritto di famiglia sono molto poche. Forse troppo poche, perché avremmo davvero bisogno di riforme ben meditate e non di titoli ad effetto costruiti sul nulla.

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