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LA FAMOSA “EGEMONIA CULTURALE” DELLA DESTRA SAREBBE…ANDREA PUCCI? IL COMICO PER MANCANZA DI RISATE, DICHIARAMENTE DI DESTRA, SARA’ CO-CONDUTTORE A SANREMO: E’ LA “TASSA MELONI” PAGATA DA CARLO CONTI – GRAMELLINI: “GUARDANDO LA FOTO A NATICHE SCOPERTE CON CUI IL COMICO NO-VAX E NO-GAY ANNUNCIA L’APPRODO A SANREMO, CI SI SENTE SOLLEVATI. ORA I TALENTI DEL MELONISMO E DEL SALVINISMO APPAIONO LIBERI DI DISPIEGARSI IN TUTTA LA LORO ARGUZIA. DA OGGI POSSONO FINALMENTE MOSTRARSI. CON LE CHIAPPE AL VENTO” – IL “CORRIERE DELLA SERA”: “LA COMICITÀ DI PUCCI E’ DI PANCIA, O FORSE QUALCOSA PIÙ GIÙ, A SECONDA DEI GUSTI. FA BATTUTACCE DA SCUOLA DELL’OBBLIGO, PESCA IN UN REPERTORIO DEL SECOLO SCORSO. COMICITÀ DA BOOMER CHE FATICA A TENERE LA FRIZIONE. LA SUA IRONIA È SEMPRE ALL’ALTEZZA DEI GENITALI, SPESSO CITATI SE NON TOCCATI. E PENSARE CHE LA SUA CARRIERA ERA PARTITA IN SALITA, I PRIMI SPETTACOLI FURONO UN FLOP. NON RIUSCIVA A FAR RIDERE, POI HA CONTINUATO MA HA AVUTO COMUNQUE SUCCESSO…”
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1 - L’EGEMONE PUCCI
Estratto dell’articolo di Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”
il post di Andrea Pucci per annunciare la presenza a sanremo
Guardando la foto a natiche scoperte con cui il comico no-vax e no-gay Andrea Pucci annuncia sui social il suo approdo a Sanremo in veste di co-conduttore, ci si sente sollevati. Dopo avere sottratto alla sinistra il controllo della cultura, la destra espugna anche l’ultima casamatta di democristianità televisiva che resisteva dai tempi di Andreotti e Pippo Baudo. Il Festival della canzone italiana.
Ora la lunga marcia è davvero finita e il tempo degli intrattenitori moderatamente progressisti, o progressivamente moderati, volge al termine. La famigerata egemonia culturale di sinistra è battuta, divisa, sconfitta, e alle sue ipocrite truppe non resta che risalire in disordine le valli che per decenni avevano disceso con orgogliosa sicurezza: Benigni, Grillo, Littizzetto, Fiorello, Crozza, Amadeus. Il compagno Amadeus. E Checco Zalone, che fa battute in apparenza reazionarie, ma sotto sotto si sa come la pensa davvero.
Ora […] i tappi sono saltati e i talenti del melonismo, del salvinismo, del vannaccismo appaiono liberi di dispiegarsi in tutta la loro grazia e arguzia. Chissà quante idee originali e intuizioni folgoranti hanno tenuto in serbo per noi, durante questi decenni oscuri, passati al confino nei palazzetti, nei teatri e nelle tv commerciali. Ah, ma da oggi non saranno più costretti a soffocare i loro impulsi creativi […] vittime di complotti, esclusioni e congiure. Da oggi possono finalmente mostrarsi. Con le chiappe al vento.
2 - PUCCI, UN CASO A SANREMO
Estratto dell’articolo di Renato Franco per il “Corriere della Sera”
Sanremo sto arrivando. Il mare azzurro e le chiappe chiare in bella vista. Tutto nudo, di tre quarti che guarda l’orizzonte. L’immagine su Instagram è il riassunto della comicità di Andrea Pucci, prossimo co-conduttore al Festival. La sua è una comicità di pancia, o forse qualcosa più giù, a seconda dei gusti, perché il pubblico si divide in due: faccia perplessa tendente al «meglio morto che a un suo spettacolo» o risate convinte (i suoi show sono spesso sold out).
Palco e moschetto, Pucci perfetto. «Io sono l’unico comico di destra». E lo ribadisce quando scrive sui social «spiace zecche» inneggiando alla vittoria di Fratelli d’Italia come fosse un bullo di Roma nord. Che poi il problema non è essere di destra, ma come esserlo. Basta vedere le battute rivolte qualche tempo fa a Elly Schlein di cui prendeva le foto venute così così e aggiungeva battute — se si possono chiamare così — di livello tendente allo zero sul suo aspetto fisico: «Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme».
Insomma, nessun appunto ai contenuti politici, ma solo battutacce da scuola dell’obbligo. Il bello è che si è pentito senza pentirsi: «In un momento di follia ho fatto una battuta sull’aspetto di Elly Schlein. Non mi sono trattenuto perché non mi è simpatica e l’ipocrisia di certa sinistra non la reggo». Pentito? «Rifarei la battuta». Ecco, punto e a capo. […]
Appena Carlo Conti ha annunciato la sua presenza al Festival, i social l’hanno presa male, già ribattezzato come «la tassa TeleMeloni». E che la questione sia anche politica lo ribadiscono in una nota i parlamentari Pd della commissione di vigilanza della tv di Stato: «I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo».
Il riferimento della commissione era alle battute sessiste e omofobe in un suo spettacolo quando si chiedeva dove avessero fatto il tampone per il Covid a Tommaso Zorzi (ex vincitore del Grande Fratello). Qui per lo meno era stato chiaro: «La sessualità va vissuta in libertà. Mi hanno attribuito battute omofobe contro Zorzi che io nemmeno ricordo. Ribadisco per l’ennesima volta: se si è sentito offeso, mi scuso».
Il suo forte sono i monologhi in cui prova a far ridere sulle dinamiche di coppia, pescando in un repertorio che appartiene al secolo scorso. Comicità da maschio bianco eterosessuale, da boomer che fatica a tenere la frizione (boia chi la molla). Anche a Zelig pochi giorni fa si è presentato con un monologo così. Un incipit da bar di Caracas su quanto le donne rompano le scatole agli uomini. E via di stereotipo: la moglie in cucina che lava e stira e il marito che si vede tarpate le ali, per volare chissà dove visto che la sua ironia è sempre all’altezza dei genitali, spesso citati se non toccati.
E pensare che la sua carriera era partita in salita, i primi spettacoli un flop. Me ne frego! Molti nemici, molto onore! avrà pensato. Non riusciva a far ridere, poi ha continuato ma ha avuto comunque successo. […] Prima tabaccaio nel negozio di famiglia, poi gioielliere, quindi la svolta da comico, Andrea Baccan (il suo vero nome) è nato a Milano il 23 agosto 1965. I suoi numi tutelari sono la Valtur, Tiberio Timperi e Pippo Franco […]
La prima perché gli apre le porte come animatore dei viaggi turistici; il secondo perché lo nota a una cena e poi lo presenta a un autore della trasmissione La sai l’ultima? dove partecipa come barzellettiere; il terzo perché si inventa il cognome d’arte, Pucci, «il ganassa», uno dei personaggi milanesi delle sue barzellette. […]
premiato con il riconoscimento milanese più alto, l’Ambrogino d’oro («un onorificenza per me», aveva scritto, senza apostrofo, su Instagram) grazie all’onorevole Silvia Sardone (quota Lega) che lo aveva proposto secondo logiche di merito o forse clientelari (come sosteneva il sindaco Beppe Sala). Politicamente scorretto o comicamente nullo? […]
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