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“REVENGE PORN” AL PESTO - A GENOVA IL VIDEO HOT GIRATO DA UNA 16ENNE CON IL SUO EX FIDANZATINO FA IL GIRO DELLA SCUOLA: LUI L’HA POSTATO SU WHATSAPP PER “VENDICARSI” - NEL CAPOLUOGO LIGURE, IN UN ANNO, POLIZIA POSTALE E PROCURA HANNO DENUNCIATO 28 STUDENTI MINORENNI E 12 ADULTI PER CONDIVISIONE DI IMMAGINI HOT DI MINORENNI

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Tommaso Fregatti per “la Stampa

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Il video hard che Laura - studentessa di sedici anni di un liceo genovese - aveva girato con il suo ex è finito, per vendetta, sugli smartphone di mezza scuola. La ragazzina, umiliata e ferita, ha chiesto aiuto ai genitori. Ora è in cura da uno psicoterapeuta.

Nel mondo degli adulti il sexting, cioè l' invio di video o immagini sessualmente esplicite attraverso internet o smartphone, è consolidato al punto che sulla Rete esistono addirittura manuali d' uso. La diffusione tra i minori, invece, diventa ogni giorno più inquietante.

 

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A Genova, in un anno, polizia postale e Procura hanno denunciato ventotto studenti minorenni e dodici adulti per casi in cui le immagini hot di giovanissimi sono state condivise con estranei. Spieghiamo meglio: non c' è reato se due persone - anche minorenni - si scambiano tra loro foto osé o video hot. Il discorso cambia se la persona che riceve il file poi la condivide.

 

Catene su WhatsApp tra amici e compagni di classe che, oltre a diventare imbarazzanti e umilianti per le stesse protagoniste, sono anche penalmente rilevanti. Diffondere il video hard di una minorenne fa scattare l'accusa di divulgazione di materiale pedopornografico.

Reato che la Procura di Genova contesta ai ventotto studenti. Le indagini sono scattate dopo le denunce presentate dai genitori.

 

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Hanno trovato questi filmati nei telefoni oppure raccolto le confessioni delle figlie sconvolte. Il contesto è quello scolastico ma diversi casi si sono verificati anche nel mondo delle palestre e delle compagnie giovanili. «È vero - confermano dalla polizia postale che ha avviato un programma informativo nelle scuole - abbiamo registrato un aumento dei casi». Tra gli indagati anche dodici adulti: si sono finti ragazzini ed hanno adescato studentesse per avere foto hard. Sono accusati di pornografia minorile o atti sessuali su minori e rischiano fino a 12 anni di carcere.