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“LA BARBIE CON AUTISMO È UN’OPERAZIONE SCORRETTISSIMA, AL LIMITE DELLO SCONCIO” – GIANLUCA NICOLETTI, GIORNALISTA E PADRE DI UN RAGAZZO CON LA SINDROME DELLO SPETTRO AUTISTICO, TOMMY, STRONCA IL LANCIO DELLA BAMBOLA SPECIALE, PER AGEVOLARE L’INCLUSIONE: “EDULCORA LA REALTÀ E CONGELA GLI STEREOTIPI. RAPPRESENTARE L'AUTISMO ATTRAVERSO QUESTA PUPATTOLA CON GLI OCCHI STRABICI MI SEMBRA ASSOLUTAMENTE RIDICOLO” – “L'INCLUSIONE DEVE PASSARE DALLA QUOTIDIANITÀ. NON SONO BELLE E SORRIDENTI TUTTE LE PERSONE AUTISTICHE, ASSOLUTAMENTE. IL SORRISO È LA COSA PIÙ DIFFICILE CHE ABBIA UNA PERSONA AUTISTICA…”

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“L’INCLUSIVITÀ” STA DIVENTANDO UNA FOLLIA: DOPO LA BARBIE CON LA SINDROME DI DOWN E CON IL DIABETE, ARRIVA QUELLA AUTISTICA – LA BAMBOLA È STATA CREATA CON LO SGUARDO LATERALE TIPICO DI CHI SOFFRE DELLA PATOLOGIA, HA DELLE CUFFIE ANTIRUMORE, UNO SPINNER IN MANO CON CUI GIOCARE E UN TABLET PER COMUNICARE – L’OBIETTIVO È QUELLO DI FAR CAPIRE “MEGLIO L’AUTISMO” AI BAMBINI. E PER FAR CAPIRE IL DISTURBO AI PIÙ PICCOLI CI AFFIDIAMO ALLE BAMBOLE?

https://www.dagospia.com/cronache/l-inclusivita-sta-diventando-un-ossessione-dopo-barbie-sindrome-down-460145

 

NICOLETTI, 'BARBIE CON AUTISMO OPERAZIONE SCORRETTA, EDULCORA LA REALTÀ'

(ANSA) - Una operazione "scorrettissima, al limite dello sconcio". Così il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, padre di Tommy, ragazzo con autismo, giudica il lancio da parte della Mattel di una Barbie autistica per celebrare la diversità e agevolare l'inclusione. Secondo Nicoletti, è un'operazione che "edulcora la realtà e congela gli stereotipi".

   

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"Rappresentare l'autismo attraverso questa pupattola con gli occhi strabici, con il tablet in mano e la trottolina nell'altra per insegnarlo ai bambini, mi sembra assolutamente ridicolo. L'autismo - afferma Nicoletti - non si insegna attraverso Barbie". Barbie, aggiunge, "rappresenta un modello finto di disabilità, Un modello fashion carino, divertente, simpatico.

 

Un'immagine di felicità, un'ilare divertente rappresentazione in cui tutti gli aspetti problematici legati alla disabilità scompaiono. L'inclusione deve passare dalla quotidianità della vita reale. Non sono belle e sorridenti tutte le persone autistiche, assolutamente.

 

Il sorriso è la cosa più difficile che abbia una persona autistica". Insomma, conclude Nicoletti, "questa operazione non fa altro che nascondere della disabilità gli aspetti che possono sembrare urticanti, sgradevoli e farne un'immagine edulcorata, finta".

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