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GIORGIA VUOLE COGLIERE L’ATOMO – LA MELONI STA PENSANDO DI CREARE UN’AGENZIA GOVERNATIVA AD HOC PER IL NUCLEARE, E DI AFFIDARNE LA GUIDA ALL’EX AD DI LEONARDO, ROBERTO CINGOLANI. C’È STATO UN CONTATTO TRA I DUE, MA NON SE N’È FATTO ANCORA NIENTE: IL MANAGER NON HA ANCORA PERDONATO ALLA PREMIER DI NON AVERLO RINNOVATO AL VERTICE DI LEONARDO…

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Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giorgia meloni all assemblea di confindustria foto lapresse4

L’ennesima agenzia governativa, creata ad hoc per il nucleare. È l’ultima idea di Giorgia Meloni, intenzionata a lasciare un segno “atomico” sull’ultimo anno di legislatura. Così da rivendere sul mercato elettorale il progetto per abbassare […] i prezzi della bolletta […].

 

Confindustria ha chiesto con forza il ritorno all’energia nucleare, la premier ha accolto con favore l’appello. Ma bisogna fare presto: i tempi iniziano a essere stretti. C’è l’estate di mezzo per progettare l’organismo, nuovo di zecca, che dovrebbe superare non poche resistenze da parte di società pubbliche, come la Sogin, che oggi si occupa dello smantellamento delle vecchie centrali. Ma anche di istituti – tipo l’Ispra – che potrebbero assolvere a questa mansione.

ROBERTO CINGOLANI

 

C’è poi il nodo delle persone a cui affidare la nascitura agenzia, in particolare il ruolo di direttore. La premier vorrebbe Roberto Cingolani, ex amministratore delegato di Leonardo, non confermato a sorpresa al vertice del colosso degli armamenti: lo considera il profilo perfetto per un ruolo del genere. «Chi meglio di lui?», è il ragionamento della premier. Si parla di un contatto tra i due, con un esito sospeso.

 

Occorre tornare alla vicenda-Leonardo per inquadrare la situazione. Tra la premier e l’ex ad c’è stato un rapporto eccellente, un’intesa anche personale, che si è incrinata proprio a pochi mesi dal giro delle nomine di primavera. Fino all’avvicendamento con l’incarico assegnato a Lorenzo Mariani. […]

 

MINI REATTORI NUCLEARI

Cingolani non ha mai negato la passione per il nucleare di nuova generazione, creando anche qualche mal di pancia nei 5 Stelle quando era ministro della Transizione ecologica. Le competenze in materia non gli mancano. Il problema è che Cingolani per accettare dovrebbe mettersi alle spalle l’amarezza per il trattamento ricevuto.

Peraltro le offerte lavorative non gli mancano.

 

L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di far decantare la delusione dell’ex ad di Leonardo.

E tornare alla carica tra un mese circa. […]

ROBERTO CINGOLANI - PIANO LEONARDO AL 2030MINI REATTORI NUCLEARI