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CHI HA IL POTERE, HA IN MANO LA "NARRAZIONE": GLI EPSTEIN FILES DOVEVANO INCASTRARE TRUMP, INVECE STANNO METTENDO ALL’ANGOLO I SINISTRELLI. E TE CREDO: È STATA L'AMMINISTRAZIONE DEL TYCOON A DECIDERE QUALI DOCUMENTI RILASCIARE E COSA OCCULTARE - DEL RESTO, EPSTEIN AVEVA RAPPORTI STRETTISSIMI CON DEMOCRATICI. IL PIÙ ILLUSTRE È BILL CLINTON, SALITO PIÙ VOLTE A BORDO DEL “LOLITA EXPRESS”. POI CI SONO LARRY SUMMER, SEGRETARIO AL TESORO CON IL MARITO DI HILLARY E POI CONSIGLIERE CON OBAMA, BILL RICHARDSON, EX GOVERNATORE DEL NEW MEXICO, E AL GORE, EX VICE PRESIDENTE – NEL REGNO UNITO È SALTATA LA TESTA DEL BARONE PETER BENJAMIN MANDELSON, UNO DEGLI ARCHITETTI DEL NEW LABOUR DI TONY BLAIR E…
Estratto dell’articolo di Gigi Riva per “Domani”
donald trump e jeffrey epstein in versione porci meme by edoardo baraldi
Se fossimo nella smorfia napoletana, Jeffrey Epstein sarebbe il numero 48, il morto che parla. […]
Per districarsi nella giungla di notizie, meglio allora fissare alcuni punti fermi. La prima inchiesta contro Epstein per abusi sessuali su ragazze minorenni è del 2005, la prima condanna che cancella la presunzione d'innocenza (si auto-certificò colpevole) del 2008.
E dunque chi ha continuato a tenere rapporti con lui sapeva di quello che solo eufemisticamente possiamo definire vizietto, dato che si trattava di una macchina della prostituzione minorile che lavorava su vasta scala nelle ville del finanziare negli Stati Uniti come ai Caraibi e come in Europa (Parigi). E guidata, oltre che da lui, dalla compagna Ghislaine Maxwell, ora finita in galera, e disposta a raccontare ciò che sa di quel sistema perverso solo se il presidente Donald Trump le concederà la grazia.
bill clinton con jeffrey epstein
[…] sembrava […] che il tycoon fosse il più esposto allo scandalo […] A sorpresa, invece, Trump regge ancora nella posizione del beneficiario del dubbio perché nulla di decisivo è ancora emerso. Mentre nel frattempo è piuttosto la sinistra mondiale ad uscire ammaccata, dai dettagli che fuoriescono copiosamente dall'immenso schedario.
È legittimo immaginare che l'archivio fosse stato concepito come arma di ricatto soprattutto per i personaggi coinvolti. Epstein era bipartisan e il suo orizzonte era l'intero globo. Ma aveva scelto come interlocutori privilegiati, ed è uno delle conclusioni ormai chiare che si possono trarre, gli esponenti di quella sinistra moderata, riformista, che dopo la caduta del Muro di Berlino, cercava disperatamente di accreditarsi, di rendersi “eleggibile”, appetibile, da parte di quell'universo centrista prima spaventato da derive troppo socialiste.
Peter Mandelson jeffrey epstein
Il grande leader planetario di quello schieramento che ripudiava la falce e il martello per scegliere simboli più neutri e meno compromettenti era Bill Clinton, il cinquantenne liberal emblema di una nuova generazione che si affacciava al potere gettandosi alle spalle il reaganismo e, in Europa, la signora Thatcher quella che «non esiste la società, esistono gli individui». […]
JESS STALEY LARRY SUMMERS JEFFREY EPSTEIN BILL GATES BORIS NIKOLIC
Insomma, i riformisti di sinistra potevano essere per Epstein il target ideale con cui fare affari oltre che comunella. Riuscì dunque ad agganciare il rappresentante più illustre, ovviamente Bill Clinton, salito più volte a bordo del “Lolita express”, il jet privato di Epstein, con il nome che è una dichiarazione d'intenti, ma ha sempre sostenuto di essere all'oscuro dei crimini del sodale. Forse credeva che Lolita fosse un omaggio al libro di Nabokov...
E dietro Clinton un schiera nutrita di “clintonisti”. A cominciare da Larry Summer, segretario al Tesoro con Bill e poi consigliere con Obama, il quale recentemente provando «profonda vergogna» si è dimesso da numerosi incarichi. Sulla lista-contatti del finanziare diversi altri democratici tra cui: Bill Richardson ex governatore del New Mexico (ora deceduto); Al Gore, ex vice presidente; Kathryn Ruemmler, consulente legale dell'amministrazione Obama; Reid Hoffman, miliardario della Silicon Valley e noto sostenitore dell'Asinello.
Mentre su Washington splendeva la stella di Bill Clinton, dall'altro lato dell'Atlantico il barone Peter Benjamin Mandelson era uno degli architetti del New Labour di Tony Blair […]
Nonostante il documento, non sono emersi reati a sfondo erotico su di lui, omosessuale e sposato, ma pagamenti sospetti sì. E anche qualcosa di molto peggio. In una mail inviata all'amico Jeffrey lo rendeva edotto in anticipo, nel 2010, del piano europeo da 500 miliardi per il salvataggio della Grecia.
La disinvoltura con cui la nuova generazione liberal arrivata nella stanza dei bottoni gestiva gli affari di Stato e le amicizie era la conseguenza di quella soddisfazione per essersi liberata di un'ortodossia dai costumi troppo rigidi. Una postura utile per chi cercava agganci in quei nuclei di persone arrivate a gestire paesi chiave sullo scacchiere geopolitico. E persino superficiale al punto da diffondere documenti governativi altamente sensibili e informazioni confidenziali a quel mondo della finanza dove si volevano accreditare: l'altra faccia della medaglia dello scandalo sessuale.
Epstein cioè sarebbe stato in contatto con i servizi segreti russi e avrebbe messo in moto una sofisticata rete di spionaggio. Fantascienza? Tutte le ipotesi sono plausibili e il sistema fangoso adottato per affrontare la vicenda avvalora ogni scenario. […]
Un paese che doveva essere particolarmente caro a Epstein è la Norvegia. L'ex primo ministro laburista Thoebjorn Jagrand è indagato per sospetta corruzione aggravata a causa dei regali, viaggi e prestiti economici riconducibili al pedofilo scomparso. Una coppia di diplomatici di Oslo, Terje Rod-Lsrsen e Mona Jull, due protagonisti del trattato di pace israelo-palestinese, hanno ricevuto per i loro figli dieci milioni di dollari non si sa bene a che titolo in un testamento redatto da Epstein poco prima del suicidio.
Non è rimasta indenne nemmeno la Francia. Il vecchio, 86 anni, Jack Lang, ministro con Francois Mitterrand, faro dell'ultima felice esperienza socialista all'Eliseo dei socialisti (con Hollande era già decadenza), punto di riferimento della cultura di sinistra dell'Europa intera, ha dovuto dimettersi dalla carica di presidente dell'Institut du monde arabe quando si è saputo che aveva chiesto personalmente a Epstein un contributo di 57.897 dollari per un film sugli anni della presidenza Mitterrand. […]
jeffrey epstein con larry summers, bill clinton e richard branson foto incorniciate
Ma forse, e torniamo negli Stati Uniti, il nome più bizzarro e stravagante trovato nei files è quello di Noam Chomsky, 97 anni, linguista e filosofo schierato all'estrema sinistra. Ancora nel 2019, a scandalo abbondantemente esploso, consigliava a Epstein: «Ho osservato il modo orrendo in cui vieni trattato dalla stampa e dal pubblico. È doloroso dirlo ma penso che il modo migliore di procedere sia ignorarlo. Ciò che gli avvoltoi desiderano ardentemente è una risposta pubblica, che fornisce poi un'apertura pubblica per un assalto di attacchi velenosi...».
jeffrey epstein virginia giuffre donald trump
bill clinton ghislaine maxwell jeffrey epstein
DONALD TRUMP - INGRID SEYNHAEVE - JEFFREY EPSTEIN
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