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Anna Zafesova per âLa Stampa'
Un «pacchetto sorpresa» per i turisti che andranno a Sochi per le Olimpiadi. à l'inquietante promessa fatta dai terroristi di un gruppo islamista caucasico in un video diffuso sul web. Nel filmato si vedono due militanti intenti ad assemblare un ordigno esplosivo, sullo sfondo una bandiera nera con scritte in arabo.
La minaccia è firmata «Ansar al Sunah», una delle cellule del Daghestan, repubblica autonoma russa al confine con la Cecenia, dove la lotta tra clan, la corruzione e la disoccupazione hanno creato da anni una polveriera di criminalità ed estremismo. Il leader della guerriglia, il ceceno Doku Umarov, aveva invitato i suoi seguaci a colpire i Giochi.
«Ansar al Sunah» sarebbe responsabile delle due stragi di fine anno a Volgograd - dove ieri è arrivata la fiaccola olimpica diretta a Sochi - che hanno ucciso 34 persone. E uno dei militanti che appare nel video a viso scoperto sembra avere tratti più slavi che caucasici, forse un altro dei convertiti russi pronti al «martirio», come Pavel Pechionkin, che si è fatto esplodere alla stazione di Volgograd.
Nei giorni scorsi la polizia ha condotto un'operazione massiccia nel Daghestan, con tanto di blindati, che ha eliminato 7 guerriglieri, tra cui una donna che potrebbe essere stata una potenziale kamikaze. Non è chiaro se il blitz era legato alle minacce contro Sochi. Le misure di sicurezza per le Olimpiadi sono comunque già al massimo, con decine di migliaia di agenti e soldati impegnati a controllare i pass speciali senza i quali non si potrà accedere alle gare, per evitare una strage sul modello della maratona di Boston. Ma restano sempre i numerosi luoghi pubblici della città turistica, aeroporti e stazioni, i bersagli preferiti dai terroristi caucasici.
Mike Rogers, capo della commissione per l'intelligence della Camera, ha accusato ieri Mosca di non condividere con gli americani le informazioni sulle minacce ai Giochi, nonostante il direttore dell'Fbi James Comey si dica soddisfatto della cooperazione con i colleghi russi. Vladimir Putin ieri ha ripetuto che gli ospiti delle Olimpiadi «non hanno nulla da temere» e che le misure di sicurezza saranno «discrete».
I Giochi sono un evento di «interesse nazionale», un'occasione per i russi di «scuotersi dal pessimismo» provocato dal collasso dell'Urss e dalla guerra in Cecenia, e «ritrovare la fiducia». Il capo del Cremlino è anche tornato a rassicurare l'opinione pubblica internazionale sulla tolleranza verso atleti e turisti omosessuali: «Possono stare tranquilli», ha detto senza aggiungere, come qualche giorno fa, la raccomandazione ai gay di «lasciare in pace i bambini».
In abkhazia si sognano le olimpiadi di Sochi
PUTIN IN VISITA A SOCHI
POLIZIA A SOCHI
IL GRUPPO KASSAVIURT DEL DAGHESTAN
IL GRUPPO KASSAVIURT DEL DAGHESTAN
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