ahmed bin sulayem jeffrey epstein

“MI È PIACIUTO MOLTO IL VIDEO DELLA TORTURA” – GLI SCAMBI DI MAIL TRA JEFFREY EPSTEIN E L’UOMO D’AFFARI EMIRATINO, AHMED BIN SULAYEM, PRESIDENTE E CEO DI “DP WORLD”, UNA DELLE PRINCIPALI AZIENDE DI LOGISTICA A LIVELLO MONDIALE: “L'UCRAINA E LA MOLDAVA SONO ARRIVATE. GRANDE DELUSIONE, LA MOLDAVA NON È ATTRAENTE COME NELLA FOTO MENTRE L'UCRAINA È MOLTO BELLA” – I DUBBI DI SULAYEM DI AVER IMPALMATO UNA TRANS: “CARO JEFFREY, QUESTA È QUELLA CON CUI SONO USCITO A PARIGI, PENSI CHE SIA UN LUI?” - LA RISPOSTA DEL FINANZIERE: “LE MANI SEMBRANO LE MIE” - NEL SETTEMBRE 2015, SULAYEM SCRIVE DI UNA “RAGAZZA” CON CUI AVEVA AVUTO UNA RELAZIONE: “IL MIGLIOR SESSO CHE AVESSI MAI FATTO: UN CORPO FANTASTICO” - IL TRAINING PER UNA MASSAGGIATRICE RUSSA DELLA "SPA PRIVATA" DI EPSTEIN PRESSO L'HOTEL RIXOS DI ANTALYA, IN TURCHIA; LA CONSEGNA AL FINANZIERE PEDOFILO DI PEZZI DELLA “KISWA”, IL TELO NERO RICAMATO IN ORO CHE RICOPRE LA KAABA ALLA MECCA, IL LUOGO PIÙ SACRO DELL'ISLAM IN ARABIA SAUDITA…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Simona Siri per “La Stampa”

 

Il sultano Ahmed bin Sulayem

È uno degli scambi più inquietanti contenuto nei documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia americano lo scorso 30 gennaio. Si tratta di una mail datata 24 aprile 2009 inviata da Jeffrey Epstein e un destinatario fino a ieri sconosciuto: «Dove sei? Stai bene? Mi è piaciuto molto il video della tortura», scrive il finanziere morto suicida nel 2019. Oggi, grazie a due deputati - il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna, co-autori dell'Epstein Transparency Act - sappiamo a chi è stata inviata quella mail così angosciante. Si tratta dell'uomo d'affari emiratino il "sultano" Ahmed Bin Sulayem.

 

JEFFREY EPSTEIN CON MOHAMMED BIN SALMAN

La rivelazione arriva dopo che i membri del Congresso hanno avuto accesso alla versione integrale quindi senza censure dei documenti relativi al caso Epstein, tre milioni di pagine già rese note al pubblico, ma fino a ieri in forma censurata. I nomi degli altri possibili complici resi noti davanti alla Camera martedì dai due deputati sono l'uomo d'affari miliardario ex Ceo di Victoria's Secret Leslie Wexner; Salvatore Nuara, un membro della polizia di New York; Zurab Mikeladze, Leonic Leonov e Nicola Caputo, eurodeputato, che ha subito negato ogni coinvolgimento.

 

[…] Ahmed Bin Sulayem è presidente e Ceo di DP World, una delle principali aziende di logistica a livello mondiale con sede negli Emirati Arabi Uniti. La sua amicizia con Epstein era già nota, così come le mail in cui i due si scambiavano opinioni e consigli su donne. Nel novembre 2023 Sulayem scrive a Epstein: «A proposito, l'ucraina e la moldava sono arrivate. Grande delusione, la moldava non è attraente come nella foto mentre l'ucraina è molto bella».

 

Nel giugno 2013 un'altra mail con quattro foto attaccate del sultano a Epstein: «Caro Jeffrey, questa è quella con cui sono uscito a Parigi, pensi che sia un lui?». La risposta del finanziere: «Le mani sembrano le mie».

 

Il sultano Ahmed bin Sulayem

Nel settembre 2015, il sultano scrive di una «ragazza» con cui aveva avuto una relazione, dicendo che era stato «il miglior sesso che avessi mai fatto: un corpo fantastico». In altri documenti si apprende come Sulayem avesse aiutato a organizzare il training per una massaggiatrice russa della "spa privata" di Epstein presso l'hotel Rixos di Antalya, in Turchia, su richiesta del finanziere stesso. In una foto inviata nel maggio 2014 i due uomini sono in piedi al fondo di una scalinata e stanno analizzando un pezzo di stoffa nera posato per terra.

 

Si tratterebbe della Kiswa, il telo nero ricamato in oro che ricopre la Kaaba alla Mecca, il luogo più sacro dell'Islam in Arabia Saudita. In altri documenti emerge che alcuni pezzi del telo sacro erano stati consegnati a Epstein tramite intermediari. Una corrispondenza datata marzo 2017 rivela come la donna d'affari degli Emirati Arabi Uniti Aziza al-Ahmadi abbia collaborato con un uomo di nome Abdullah al-Maari per organizzare la spedizione di tre pezzi collegati al Kiswa: gli articoli sono stati spediti per via aerea dall'Arabia Saudita alla Florida con British Airways.

 

JEFFREY EPSTEIN CON AHMED BIN SULAYEM E LA KISWA DELLA MECCA

I documenti rivelano anche contatti costanti tra Epstein e Raafat Al-Sabbagh, consigliere della corte reale saudita e collaboratore del principe ereditario Mohammed Bin Salman. La maggior parte delle comunicazioni - scambi volgari, commenti politici e consigli d'affari - tra i due è tra il 2016 e il 2017, in un periodo in cui il principe Mohammed stava salendo al potere e cercava di costruire relazioni negli Stati Uniti.

 

In altre mail Epstein si offre di metterle Al-Sabbagh in contatto con persone nella Silicon Valley, invia auguri per la festa musulmana dell'Eid e durante il mese sacro del Ramadan e offre consigli da girare al suo capo su politica, economia e mercati petroliferi. Per diversi mesi nel 2016, Epstein insiste affinché organizzi un incontro con Bin Salman: una foto di lui e Epstein insieme faceva bella mostra nella casa newyorkese del finanziere. […]

JEFFREY EPSTEIN E AHMED BIN SULAYEM AHMED BIN SULAYEM E JEFFREY EPSTEIN