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“GLI SCONTRI SCATENATI IN VAL DI SUSA DAI NO-TAV HANNO UNA SOLA DEFINIZIONE: TERRORISMO” – SORGI: “IL GOVERNO CHE OGGI CERCA DI SCARICARE TUTTE LE COLPE SULLA SINISTRA – CHE HA SOLO QUELLA, CHIARA, DI NON AVER PRESO LE DISTANZE DAGLI ULTRAS - AVREBBE AVUTO TUTTO IL TEMPO DI RILEGGERE I MONITI CONTENUTI NELLE REQUISITORIE DI CASELLI E FARE QUALCOSA. PERFINO RINUNCIARE ALLA TAV. IL PROGETTO DELLA FERROVIA VELOCE TORINO-LIONE È ORMAI OBSOLETO. ANDIAMO AVANTI PER NON DARLA VINTA AI NO-TAV? MA SE NON SIAMO NEPPURE IN GRADO DI FERMARE QUATTRO SCALZACANI CHE SI SON MESSI IN TESTA DI FARE LA GUERRA CIVILE, DOVE VOGLIAMO ANDARE?" - VIDEO
Marcello Sorgi per la Stampa - Estratti
Disordini No Tav cantiere Chiomonte 22
Gli scontri scatenati in Val di Susa dai No-Tav hanno una sola definizione: terrorismo. (...) Il governo che oggi cerca di scaricare tutte le colpe sulla sinistra – che ha solo quella, chiara, di non aver preso le distanze dagli ultras, come invece faceva negli Anni Ottanta e Novanta con le Brigate Rosse e tutto ciò che girava attorno a loro – avrebbe avuto tutto il tempo di rileggere i moniti contenuti nelle requisitorie di Caselli e dei suoi colleghi, che hanno messo a repentaglio la loro vita prima di dover lasciare la toga per andare in pensione. Leggere e riflettere. Riflettere e fare qualcosa. Perfino rinunciare alla Tav, anche se può apparire paradossale.
Così com'è, il progetto della ferrovia veloce Torino-Lione – incentrato su quella lunga galleria che attraversa il Moncenisio che l'Italia ha quasi ultimato per la sua parte e la Francia, forse consapevole del valore relativo di quell'accordo bilaterale firmato nel 2001, ha scavato molto più lentamente – è ormai obsoleto.
I treni che viaggiano a 220 chilometri orari e trasportano le merci a 120 non sono più considerati "veloci" nel senso che tecnicamente viene attribuito a questo termine, previsto per quelli che corrono dai 250 in su.
L'idea che questo tratto dovesse costituire una parte del corridoio meridionale dell'Europa, per far sì che l'Italia – meno la Francia – non restasse fuori dai collegamenti e dai commerci continentali diretti a Est, è un po' fuori dal tempo. Specie da quando noi, come difensori dell'Ucraina, siamo quasi in guerra con la Russia e abbiamo chiuso gran parte dei canali commerciali verso Oriente.
Disordini No Tav cantiere Chiomonte 21
Certo, possiamo sempre sperare che le cose cambino. Può darsi, anche se, sia detto con sincerità, non è aria. E intanto, che facciamo? Continuiamo a scavare i tunnel e andiamo avanti in un progetto che – sottovoce ce lo dicono i nostri stessi partner – non ha futuro?
E lo facciamo per non darla vinta ai No-Tav? Ma se non siamo neppure in grado di fermare quattro scalzacani che si son messi in testa di fare la guerra civile, noi che avevamo sconfitto il terrorismo, quello vero, e la mafia delle stragi di Capaci e di via D'Amelio, dove vogliamo andare?
Scontri No Tav cantiere Chiomonte 24
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corteo no tav
No Tav
no tav scontri chiomonte
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